Diamo a Buccinasco un’amministrazione finalmente efficiente e trasparente, capace di ascoltare.

Archivio per la categoria ‘BUCCINASCO TRASPARENTE’

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TRASPARENZA VO CERCANDO

trasparenza

di Giambattista Maiorano

Mi chiedo spesso in questi giorni: «ma io che dovrei essere il primo a sapere, non so nulla. Come fanno altri (media e blog locali) a saperne più di me, a diffondere notizie dando strane motivazioni? Chi li informa?» Risposta: mistero!

Non ho avuto difficoltà a comunicare il ricevimento dell’atto che mi comunica il proseguimento di indagine a mio carico. C’è il titolo, i tre articoli che fanno riferimento al reato di corruzione. Non esiste una sola condotta contestata. Chiaro che la Procura si è riservata il compito di approfondire e verificare. All’acquisizione di una notizia di reato c’è l’obbligatorietà dell’azione penale. È una regola che va applicata, a maggior ragione se interessa un pubblico ufficiale qual è il sindaco. La regola è regola. La si può non condividere, ma regola rimane fin tanto in quanto non verrà modificata ed è quindi sacrosanto che esplichi la sua efficacia.

Ho detto chiaramente in Consiglio Comunale che non vedo vittime, meno che mai vedo carnefici. Ciascuno quindi resti tranquillo in paziente attesa. Da quanto emerge, non sembra che tale virtù alberghi ovunque, in particolare in chi ha l’abitudine di infilarti nel tritacarne mediatico per pura e cosciente strumentalità politica. Ci sta, sia chiaro. Non è questo che lamento. La politica, quando è priva di capacità di risposta, ci abitua a questi comportamenti indegni e non c’è nulla che possa evitare il fango. Tutto sta in chi propone rappresentazioni al limite del grottesco consapevole che la moglie non è proprio illibata e con quella di Cesare non è neppure lontana parente.

Chi si propone come alfiere della legalità e della trasparenza, che un giorno sì e l’altro pure, pontifica dal suo scranno, dovrebbe cogliere l’occasione per un’intima riflessione e dirci se non sia più simile a colui che osserva la pagliuzza nell’occhio dell’altro mentre nel suo c’è una trave o se non fa il verso al bue che dice cornuto all’asino.

Capitano strane cose in questo nostro comune. Documenti che fuoriescono illegalmente e che, guarda caso, vengono imbucate nella cassetta postale della persona giusta, sì proprio la sua senza errore, in modo “anonimo”. Ma che dolce amichevole manina …!

Altra stranezza: informazioni, non ancora note al sindaco, dispensate quasi in tempo reale dal sito personale sempre della “persona giusta”. Che sia un “podestà” o forse un veggente, un profeta, uno in grado di leggere nella palla di vetro? Mah, miracolo anche questo! Forse solo l’aiutino di un anonimo telefonista.

Se poi, in virtù della dea trasparenza, quegli stessi documenti non vengono portati e denunciati SUBITO alle autorità di polizia, devo forse pensare che il Cittadino indefesso voglia veramente perseguire obiettivi di legalità, di trasparenza, di etica e di morale? E se poi ancora quegli stessi documenti vengono con lettera accompagnatoria consegnati ad un consigliere comunale di minoranza e da questi in copia ad altri due consiglieri di maggioranza facendo capire che è roba che scotta, cosa devo pensare? Come mai il consigliere di minoranza ha imitato il suo latore? Non poteva egli stesso sporgere immediata denuncia ai carabinieri? I due consiglieri di maggioranza lo hanno fatto subito nella prima mattinata del giorno successivo alla ricezione e dopo che all’una di notte, terminato il consiglio comunale, facendomene partecipe, hanno letto il contenuto della … bomba

Difficile mettere insieme i pezzi, ma proprio per questo, a tutela dell’Amministrazione, io stesso, tramite la polizia locale, ho presentato formale denuncia direttamente alla Procura della Repubblica. Che strade hanno percorso quei documenti? Chi è l’amichevole “anonima” manina? Lascio l’investigazione a chi è preposto. Nessun pregiudizio su nessuno. Resta inteso, ed è un impegno: chiunque possa essere stato, di qualunque piano del palazzo municipale, non potrà passarsela liscia.

Il dato vero non è il contenuto di quei documenti tranquillamente pubblicati e quindi assolutamente leggibili sul sito del predicatore. Il problema è la modalità di acquisizione degli stessi che. Ma di questo si preferisce non far parola. Il destinatario dei documenti non ne parla affatto, non esiste proprio, come se acquisire in forma non legale, ancorché anonima, documenti fosse per lui cosa normale e scontata, quasi ad erigere un monumento all’autore di un atto che, piaccia o meno, configura un reato penale.

Evviva la trasparenza e la legalità di cui ci si ammanta nel bunker di una città che di ideale ha soltanto la bile che trasuda espressa con linguaggio borghesemente felpato e dove la fantasia interpreta una realtà postuma come appare evidente da un articolo tutto marziano pubblicato in data 7 aprile 2013 e nel quale si adombrano accuse non proprio leggere di omissioni all’indirizzo della “gardia sitadina” (polizia locale) per situazioni che si sarebbero verificate dopo esattamente due mesi . Che preveggenza, accipicchia!

Mi spiace che si possa arrivare a tanto. Mi spiace che l’auspicio di ricondurre a normalità i rapporti tra forze politiche resti lettera morta e dove l’avversario deve essere necessariamente il nemico. Mi spiace della creazione di un clima che non fa bene a nessuno e che non fa altro che spingere ancora più gente nell’indifferenza se non nell’antipolitica che conduce a distruggere e non a costruire e che non potrà giovare neppure ai civici di qualunque specie. Mi spiace constatare il tentativo insistente di demolire la fiducia, oltre che nelle istituzioni, anche nelle persone che le rappresentano per il gusto cinico di ritenersi interpreti della verità e rappresentanti esclusivi dei cittadini. Degli stessi, per altro, che, non più di un anno e mezzo fa, maggio 2012, si sono espressi scegliendo la loro amministrazione, riservando ad altri l’amara delusione. Non sarà questa la ragione vera, tuttora non metabolizzata, dei nervi scoperti? Ai posteri l’ardua sentenza.

La vicenda del vice sindaco Pruiti, portata con clamore all’attenzione dell’opinione pubblica, rispetto a quanto è avvenuto con l’illegale uscita di documenti è al confronto una bazzecola. Non che mi sfugga il profilo etico qualora le accuse potessero in qualche modo trasformarsi in certezza. A sopralluogo effettuato non esiste l’abuso paventato. Si possono nutrire dubbi su quanto potrebbe essere accaduto, su tracce che potrebbero ricondurre a un qualcosa forse fatto e poi abbattuto. Tutto al condizionale. Ma tanti dubbi non fanno una prova. Il se e il ma non hanno mai costruito la storia di nessuno. Vedremo comunque gli sviluppi.

Per finire, una cosa mi permetto chiedere al dio della città ideale. Non chiedo di renderci nota la sua dichiarazione dei redditi, chiedo solo di farci conoscere le sue spese elettorali. Imiti chi lo ha fatto e dimostri di essere credibile senza essere politico di “mestiere”, visto comunque che in campo ci è entrato ed a sostegno di chi della e nella politica di mestiere c’è da quando portava i calzoni corti. No è per lui un obbligo; un chiarimento ed un’opportunità però sì.

Curiosità? No, trasparenza, solo trasparenza perché le chiacchiere, alla fine, stanno a zero.

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FATTI CHIACCHIERE E CALUNNIE

di Giambattista Maiorano – 

“Non ti curar di lor, ma guarda e passa”. Lo diceva il poeta. Non senza qualche imbarazzo, vista la mia poca autorevolezza di fronte al sommo, voglio con forza riproporre l’affermazione. Lo faccio dopo un periodo di duro lavoro ed a seguito di tre eventi che rappresentano tre obiettivi pienamente raggiunti dalla mia amministrazione: l’approvazione del Piano di Governo del Territorio, l’aggiudicazione ad AMSA di Milano della gara sulla raccolta rifiuti e l’aggiudicazione all’associazione Poeti Erranti della gara per la gestione amministrativa ed operativa della Civica Scuola di Musica.

C’è chi da tempo si diverte a fare il tiro al piccione non con simpatiche sparate a salve, ma con cannonate che soltanto una mente prevedibilmente oscurata dalla sindrome dell’assoluto e sfregiata da qualche seria patologia senile è in grado di realizzare. Non sono un medico e quindi non posso che fare congetture e ipotesi di scuola e come tali tutte discutibili e da verificare.

Nel merito del PGT si è arrivati ad immaginare incontri segreti e scambi di favori. Non si è detto, ma lo si è fatto intuire, percorrendo anche sentieri poco nobili e dal sapore n’dranghettista con mazzette sotto banco e tintinnio di monete. Ebbene il PGT, lo dico con orgoglio, ha avuto un percorso assolutamente lineare, ha mantenuto dall’inizio alla fine i suoi fondamentali, ha registrato la più ampia possibilità di verifica e di consultazione, è stato legittimamente osservato (ben 49 osservazioni giunte nei termini e 2 due fuori termine), è stato contro dedotto con motivazioni leggibili da chiunque, non hanno sofferto condizionamenti di sorta. La cosa più interessante, più spiacevole probabilmente per tanta fervida mente di cui forse neppure se ne è accorto, è che nella fase di approvazione oltre il 95% delle controdeduzioni sulle osservazioni presentate, comprese le due giunte fuori termine, sono state votate all’unanimità dal Consiglio Comunale. Non sarà mica il caso di indagare se il Sindaco e la maggioranza abbiano furbescamente e da pervertiti raggirato i consiglieri di minoranza presenti (mancava solo il consigliere Iocca) inducendoli al reato di corruzione? Il PGT, dopo circa sette ore di Consiglio, è passato con i voti favorevoli della maggioranza, con due astensioni (Cortiana/Errante) e due voti contrari (Cortinovi/Rapetti). Gatta ci cova? Scava, scava, amico mio, mi hanno già assicurato che lo spettacolo sarà straordinario, mai visto a Buccinasco: questa volta non ci saranno gli elicotteri, per far prima e portarne via 16, verranno addirittura con un F35, che goduria!

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MAIORANO AI SINDACI DELLA ZONA: COMINCIAMO INSIEME A FARE LA CITTÀ METROPOLITANA

Sindaco MaioranoAI SINDACI DI CORSICO, CESANO BOSCONE, TREZZANO SUL NAVIGLIO, ASSAGO, CUSAGO

Gentili Colleghi,

l’esperienza di questi primi nove mesi da sindaco mi ha insegnato che le difficoltà dei nostri Comuni non sono poi così diverse dal resto di tutte le altre comunità locali. Per certi aspetti, anzi, la conurbazione e la contiguità dei nostri territori rendono più urgente il dovere di affrontare percorsi e ricercare soluzioni che in ogni caso saremmo costretti ad individuare a fronte dell’istituzionalizzazione della Città Metropolitana, che, seppur accantonata temporaneamente, resta il traguardo da tagliare con il 1° gennaio del 2014: soltanto poco più di dieci mesi.

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Ciascuno di noi si confronta quotidianamente con termini quali efficacia, efficienza, economicità dell’azione amministrativa. Ciascuno di noi misura la propria capacità finanziaria confidando nella salvaguardia dei propri equilibri e nel rispetto del patto di stabilità. Ciascuno di noi verifica mese dopo mese, anno dopo anno come sempre più problematica stia diventando la possibilità di garantire alla propria comunità un decente standard di servizi sia in termini qualitativi che quantitativi.

Gli sforzi sono certamente notevoli e lodevoli. Ma la sola volontà non basta a rendere certa la prospettiva soprattutto se singolarmente dovessimo coltivare l’autosufficienza delle nostre autonomie e insieme rinunciare a fruire di positive sinergie che la gamma dei servizi erogati indubbiamente consiglia al fine di eliminare costi e conseguire risparmi che meglio potrebbero essere destinati.

Non mi permetto in questa fase farne un’esaustiva elencazione. Ne accenno soltanto ad un paio che mi sembrano più evidenti ed immediati da conseguire con vantaggi economici indiscutibili per ciascuno dei nostri enti e ricadute positive sull’intera popolazione.

Mi riferisco per esempio ad un nuovo modello di gestione delle forze di polizia locale e non soltanto all’auspicata convenzione per il pattugliamento notturno o alla semplice collaborazione tra i diversi corpi o allo scambio doveroso di informazioni tra essi. Nel caso si potrebbe convenire sulla realizzazione di un’unica centrale operativa in grado di convogliare al suo interno una banca dati complessiva, di fornire servizi analoghi ed in linea con le più moderne strumentazioni, di monitorare l’intero territorio garantendo il collegamento con le unità e gli equipaggi che lo presidiano. Non mi nascondo le problematiche organizzative che un nuovo assetto di tipo consortile comporta. Ma è evidente che se c’è una comune volontà politica si superano anche quelle difficoltà apparentemente insormontabili. Siamo, per altro, nel campo della sicurezza che credo ciascuno sperimenta come una delle richieste più fortemente presenti nella nostra popolazione.

Un secondo campo potrebbe essere un’efficace riorganizzazione dei nostri uffici del personale. Non si tratta di svuotamento dei servizi. Si tratta invece di razionalizzarne le funzioni e mettere a fattore comune quelle attività, come la gestione amministrativa delle posizioni e l’erogazione degli stipendi al personale e gli emolumenti agli amministratori. In sostanza un unico centro di costo anziché tanti quanto i comuni ferma restando la necessità del permanere di quelle funzioni di assistenza e consulenza presso i singoli enti.

Sono certo, cara collega e cari colleghi, che una disamina congiunta di queste problematiche non può non trovarci d’accordo al di là delle caratterizzazioni politiche di ciascuna delle nostre amministrazioni. La nostra funzione istituzionale ci impone il superamento delle etichette per il bene collettivo.

La discussione, proprio nella prospettiva della Città Metropolitana, non potrà che allargarsi all’uso dei nostri territori. Diverse infatti sono le nostre peculiarità che vanno però integrate nel quadro delle più ampie compatibilità ambientali e della valorizzazione del Parco Agricolo Sud Milano.

A Buccinasco abbiamo operato scelte urbanistiche che vanno nella direzione della salvaguardia e della non compromissione del nostro territorio, come compensazione più complessiva di quelli a noi confinanti riferita a quanto di urbanizzato ha determinato lo sviluppo nei precedenti decenni dei nostri Comuni. Lo riteniamo un bene da condividere e a disposizione di tutti.

Da ciò nasce l’inevitabile necessità di un maggiore e più efficace coordinamento sullo sviluppo razionale della rete di trasporti e delle infrastrutture a supporto.

Sono tanti gli argomenti che ne scaturiscono. Non per ultimo, anzi ne è premessa, l’ovvio dovere di impostare il lavoro su una chiara e trasparente piattaforma di assoluta legalità.

Auspico la massima adesione a questo invito che comunque intendo sviluppare con chiunque vorrà assecondarlo. Una volta raccolto il vostro consenso, diciamo nel giro di non oltre un mese dalla data della presente, potremo congiuntamente dar vita ad un incontro di approfondimento come inizio di un percorso che mi auguro veda tutti noi attori disponibili.

Mi è gradita l’occasione per porgere a ciascuno di Voi il mio ringraziamento, stima e cordialità.

Giambattista Maiorano

Sindaco di Buccinasco

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LA PAGA DEL SINDACO, DEGLI ASSESSORI, DEI CONSIGLIERI

di Giambattista Maiorano –

In un momento di comprensibile smarrimento, di schifo, di indignazione e di sfiducia nei confronti della politica, dei politici e di quanto gli gira attorno, visti gli esempi vergognosi che emergono in particolare nel mondo delle regioni, consentitemi di dire sommessamente la mia.

Chi mi segue da tempo, sa che non provo alcuna simpatia per quelli che sgomitano e trescano per arrivare al barattolo della marmellata, e meno che mai per i tanti presi con le mani nella marmellata.

Non è un problema di appartenenza a questo o all’altro schieramento politico. Chi fa politica è esposto alla tentazione. Se non si è corazzati da forti principi etici il cadere è facile. Di ladri, di disonesti, di furbi è pieno il mondo, e in particolare la nostra Italia, e la politica non è che un riflesso di una società che pullula di furbi e furbetti. L’aggravante per la politica è che dovrebbe avere una funzione esemplare di guida, funzione a cui invece rinuncia per perdersi nel malaffare.

Per quanto si possa essere garantisti, ed è giusto che lo si sia, le ragioni di opportunità dovrebbero sempre suggerire il passo indietro a chi incappa nelle maglie della giustizia, soprattutto nel momento in cui arriva il “rinvio a giudizio”, il processo.

Non ho avuto tentennamenti nell’esprimere pesantissimi giudizi sulle vicende che hanno coinvolto Filippo Penati, come non mi sono tirato indietro nel dire la mia per le ipotesi di corruzione che hanno visto protagonista e portato in galera l’ex sindaco Cereda e altri nostri amministratori. Provo vergogna per i vari Fiorito o Zampetti che sono la causa prima del discredito generale della politica. Provo rabbia nell’osservare un Parlamento in cui un partito, probabilmente in ossequio alla filosofia di vita del suo capo, fa di tutto per impedire l’approvazione di una legge contro la corruzione.

Ho fiducia nella magistratura inquirente e nelle forze dell’ordine. E resta in me la profonda convinzione che è giusto, sacrosanto, doveroso che chi ha sbagliato paghi, e paghi salato. Dovesse mai capitarmi (ma non succederà), lascio qui, oggi, con la serenità di giudizio che deriva dalla mia attuale condizione, il mio “testamento legale”: non fatemi sconti!

 

Detto questo, però, dichiaro a piena voce che rifiuto categoricamente la generalizzazione del giudizio: i politici sono tutti uguali? No di certo! Dicendo così si getta tutto e tutti nel tritacarne alimentando ignoranza e pressapochismo. Non è per difendere la mia parte. Sia ben chiaro che c’è gente che “si fa il mazzo”, che agisce con correttezza ed onestà, che, se non fosse per la passione civile, rifiuterebbe a monte l’impegno amministrativo.

A proposito di ignoranza e pressappochismo veniamo a Buccinasco.  Mi veniva recentemente riferito la voce che gira in città. Pare si dica: “sapete cosa prende il Sindaco? Dai quattro ai cinquemila euro al mese!” Magari, è stata subito la mia risposta. Purtroppo, o per fortuna, ne prendo esattamente 2.928,32 lordi che significano 1.618,49 euro netti al mese con un’aliquota di ritenuta pari al 44,73%. Taccio le ore di impegno per non spaventare chi si candida a fare da mio successore. I cinque assessori prendono mediamente 500 euro mensili e i consiglieri poco più di 12 euro netti per ciascuna seduta di consiglio o di commissione a prescindere dalle ore impiegate per farle, o peggio ancora per prepararle studiando le carte.

Visto il groviglio di leggi che regolano (o forse complicano) la vita del nostro paese, è opportuno farsi un’assicurazione che copra il rischio di eventuali richieste di danni da parte di privati, a fronte di errori o interpretazioni errate della legge: per i Consiglieri l’importo annuo del premio assicurativo rischia di essere superiore al totale dell’importo che verrà complessivamente percepito. Conviene? Se si guarda alla pura convenienza la risposta è: certamente no.

È possibile in questo stato di cose trovare presenze autorevoli disponibili a giocarsi capacità e competenze?

Quanti i comuni nella stesse condizioni di Buccinasco? Tanti, tantissimi!

Non discuto sulla necessità di usare forbici ben affilate per eliminare sprechi vergognosi (vedi le porcate dei porcelli romani) e rendite senza giustificazione. Non c’è solo il Parlamento, il Senato, le Regioni, le Province.

Il paradosso è che, a furia di discettare sui costi della politica, a partire dal buon  Tremonti, sì è girata la piramide e i Comuni rischiano di cadere nelle mani di gente senza scrupoli ai quali nulla interessa ottenere il “lauto” stipendio del Consigliere comunale, ma molto di più orientare e far coincidere le scelte con gli interessi delle lobby di riferimento a scapito della collettività.

Avanti così, amici miei, e ci giochiamo la democrazia! Pessimista? A voi e ai posteri l’ardua sentenza!

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I CITTADINI DISEGNANO LA BUCCINASCO DEL FUTURO

Buccinasco (26 settembre) – Una tappa importante della corsa verso l’adozione del nuovo Piano di Governo del Territorio. Ieri sera numerosi cittadini hanno partecipato alla prima Assemblea pubblica organizzata dall’Amministrazione per costruire insieme il nuovo strumento urbanistico che disegnerà il futuro di Buccinasco. Un primo incontro utile per capire le linee guida del prossimo PGT , da costruire insieme, anche con il contributo di associazioni, cittadini, operatori. Il prossimo incontro pubblico è in programma il 5 novembre, quando verrà presentato il documento di Piano.  Intanto entro il giorno 1 ottobre è possibile presentare istanze e proposte. 
“Non presentiamo un progetto definitivo – ha chiarito subito il sindaco Giambattista Maiorano – certamente abbiamo delle idee nel rispetto del nostro programma elettorale ma chiediamo il contributo di tutti”. Tra i punti fondamentali alla base del nuovo strumento urbanistico: il non consumo di suolo con il riutilizzo delle aree dismesse, la diminuzione delle volumetrie rispetto alle precedenti esperienze non giunte a conclusione, la valorizzazione delle aree rurali e la fruizione del territorio del Parco Sud, anche nella prospettiva di divenire parte della nuova Città metropolitana.

In allegato il comunicato stampa

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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I GUASTI DELLA MALA POLITICA

[ di Giambattista Maiorano ]

Con tanti guai, ci mancava solo l’indecoroso spettacolo della Regione Lazio. Mentre qui in Lombardia ci raccontano le vacanze da nababbo del governatore Formigoni, da Roma arriva la notizia di feste e festini a dir poco grotteschi. La realtà ha superato la fantasia di registi e sceneggiatori dei film più trash degli ultimi anni.

Come dar torto a chi si interroga sulla la solidità delle nostre istituzioni? Quelli di Roma sono politici che pur sono stati eletti con migliaia di voti di preferenza di cittadini e quindi giudicati, non da pochi intimi, “onesti”? E se fosse che il primo seme della corruzione sta proprio nel meccanismo della preferenza, cioè nello scambio preferenza-favore personale? Come non chiedersi che razza di classe dirigente, non solo politica, è stato in grado di costruire il nostro Paese? Domande non da poco, ma che ci fanno capire che dell’esame di coscienza un po’ tutti ne abbiamo bisogno, e che per invertire la rotta ci vuole uno sforzo molto potente! Sì, perché se è vero, come è vero, che è profondamente sbagliato fare di tutta l’erba un fascio, non possiamo nascondere che i fenomeni di degenerazione non hanno risparmiato neppure quei partiti, il mio compreso, e quei gruppi sociali che si ritenevano immuni ed eticamente non scalfibili. Che dire poi della società civile? Dei cechi che percepiscono la pensione di invalidità ma ci vedono benissimo? Che dire della massa di evasori fiscali? Che dire della banche che hanno venduto a ingenui clienti fondi di investimento spazzatura? E così via…

Lazio, Campania, Lombardia, Sicilia, Puglie … non c’è giorno che non siamo costretti a sorbirci palate di mala politica. Al cittadino onesto cadono le braccia, e si resta poi sconcertati da chi preso con le mani nella marmellata nega tutto, nega l’evidenza, avanza giustificazioni fasulle e palesemente insufficienti, oppure dichiara “lo faceva anche lui, e poi lui, e ancora quell’altro…” puntando il dito sui “compagni di classe o di giochi” come i bambini.

Rabbia e sdegno sono i sentimenti che sgorgano dal cuore di fronte a questi uomini che non conoscono la vergogna. Poi da un angolo profondo della mente emerge un desiderio, un desiderio di verità e di giustizia che genera una nostalgia.

Non si vive di nostalgia se ci si vuole tuffare nella costruzione del futuro. Ma a volte la memoria può salvarci, e in questo caso vale la pena di esaltare la nostalgia, cioè la memoria che mi fa sorgere un desiderio di buona politica, che mi fa ricordare l’epoca in cui fiorì la cultura dell’impegno sociale, l’epoca in cui la politica era realizzare il bene della città facendo sintesi nel rispetto delle proprie e delle altrui convinzioni.

Sarò forse un sognatore e per certi aspetti persino un “bacchettone”. Sento però forte il legame con l’ispirazione che fu propria di uomini come Giuseppe Lazzati o come Giorgio La Pira (a tanti probabilmente questi nomi non dicono nulla. Peccato!) che della realizzazione della “città dell’uomo” ne fecero una ragione di vita. Pur partendo da una fortissima ispirazione religiosa, la loro fatica fu sempre costruire bene e laicamente la città reale, una città fatta di uomini e donne in carne e ossa, tutti diversi, e con tutte le loro capacità e i loro limiti. L’obiettivo che li animava: la continua ricerca di una risposta forte ai bisogni dei meno fortunati per rendere equa o, almeno, più equa possibile la vita della comunità. Questa è l’idea di politica che a me piace, ed è possibile realizzarla perché uomini all’altezza di questa idea ci sono stati. Se non fosse così smetterei di impegnarmi.

Lo scoramento, la sfiducia, lo stillicidio di “cattive notizie”, possono produrre la tremenda tentazione di mettere tutto e tutti in uno stesso calderone, di mettere tutto e tutti nel frullatore di una contestazione chiacchierona e violenta che ha solo la forza di distruggere ogni cosa, senza però offrire una proposta positiva, un’alternativa valida. E in tutto questo c’è poi chi se ne approfitta per conquistarsi un posto al sole, un posto in Parlamento cavalcando l’onda dello sdegno, c’è chi ha capito che in questo periodo è più vantaggioso lucrare voti eccitando i giudizi di pancia piuttosto che parlare all’intelligenza proponendo soluzioni reali, concrete e praticabili, soluzioni sui programmi di governo e sulle alleanze.

 

È qui che va fatta una profonda operazione di rottamazione, che non è certo una guerra senza quartiere in nome del ricambio generazionale (a proposito, avete notato la schiera dei politici trentenni coinvolti nei “bagordi a spese nostre” del Lazio?). C’è da rottamare un’idea vecchia e devastante della politica, un’idea che altri hanno coltivato e fatto crescere nell’età del Cavaliere.  C’è da rottamare il berlusconismo, e non sarà facile.

C’è da rottamare l’idea malsana che basta un nome proposto dal “capo” di turno. L’abbiamo percorsa questa strada. Abbiamo visto quanto malcostume è stato prodotto negli ultimi vent’anni a furia di introiettare sempre più forti dosi di quella cultura berlusconiana dell’apparire in luogo dell’essere. Bastava essere bellocci, competitivi, soprattutto servili, possibilmente vuoti di testa, per meritarsi un posto al sole!  La competenza, la passione, la conoscenza del territorio, la fatica dell’approfondimento … tutte virtù poco utili, anzi persino dannose per quelli che amavano essere adulati, pronti a scucire qualche soldo dalle tasche per mostrare una pelosa carità o per comperare la schiera degli Esaù sempre abbastanza folta tra i cattolici, e nello stesso tempo alla ricerca continua di spassi notturni e di aerei di stato per soddisfare una megalomania applaudita da tanti e ritenuta da invidiare.

È morta la politica? Ne possiamo fare a meno? C’è bisogno più che mai di politica, di buona politica, della politica così come la concepivano quegli uomini del passato. C’è bisogno dei De Gasperi e dei Togliatti, dei Nenni e dei La Malfa, di gente che non se le mandava a dire, ma che hanno avuto il coraggio del reciproco rispetto e di un orizzonte che guardava al bene collettivo, a quello del Paese, di tutto il Paese.

Nel nostro piccolo, qui a Buccinasco, vogliamo riprendere questi insegnamenti. Mentre nel Lazio, la politica affoga in liquami maleodoranti, il nostro Consiglio Comunale ha votato all’unanimità l’adesione ad Avviso Pubblico, un’associazione tra enti locali che si propone di far vivere la politica sui binari della correttezza, della trasparenza, della legalità. Come Sindaco ne sono fiero perché sono sempre più convinto che se non si comincia dal basso, ben difficilmente in alto potranno rispecchiarsi.

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I COSTI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER GIANNI MAIORANO SINDACO

Con un po’ di ritardo, ma ci si arriva. Mi ero impegnato a fare la rendicontazione dei costi sostenuti nella campagna elettorale  che ha visto la mia affermazione a Sindaco di Buccinasco.

Tutta l’impostazione è stata data alla campagna è stata nel segno della massima sobrietà e contestualizzata al grave momento economico e sociale che l’intero Paese sta vivendo.  Ci siamo e ci sono riuscito. Sarebbe stato grave il contrario.

Il maggiore investimento l’ hanno sostenuto le suole delle scarpe a sopportare i continui spostamenti nelle vie, nelle piazze, nei mercati. Tornare a tratti tradizionali di comportamento non sarà stato proprio modernissimo, ma ha pagato in termini di relazione, di dialogo, di vicinanza con tanta gente comune ed il risultato finale è lì a dimostrarlo.

Alla coesione dimostrata sin dall’inizio di una campagna affatto facile, l’intera coalizione che mi ha sostenuto ha unito  l’entusiasmo e la voglia di farcela non potevamo mancare l’obiettivo. Ci abbiamo creduto e così è stato.

Ancora una volta, ringrazio di cuore tutte le persone che si sono unite in questa avventura, certo della consapevolezza che la parte più dura arriva adesso e che da adesso in poi dovremo tutti far tesoro dell’esperienza vissuta per continuare e condividere il nostro viaggio.

Tornando ai conti.

Il costo complessivo dell’intera campagna elettorale ammonta ad Euro  4.948,77 (quattromilanovecentoquarantotto/77)  così ripartito:

– Materiale di propaganda (manifesti e volantini) 3.165,54.=
– Palloncini      78,44.=
– Affitto sale per iniziative coalizione    304,00.=
– Contributo spese sede comitato elettorale    300,00.=
– Spedizioni postali    370,12.=
– Cancelleria (buste/etichette)   182,47.=
– Aperitivi/iniziative con musici/chiusura campagna    390,00.=
– SIAE    146,88.=
– Spese banca      11,32.=
—————-
 Totale   €   4.948,77.=

Ogni spesa è munita di apposita giustificativo,fattura o scontrino fiscale.

La copertura delle spese è frutto dei contributi pervenuti proporzionalmente dagli iscritti tramite le cinque liste che hanno sostenuto la candidatura, di contributi individuali di amici simpatizzanti, della partecipazione personale del candidato sindaco per € 900,00  e di € 259,25 raccolti direttamente nella feste  fatte all’aperto.

Anche per le entrate c’è, ovviamente riscontro di dettaglio.

Ancora un grazie a tutti di cuore!

Giambattista Maiorano
Sindaco di Buccinasco

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