Diamo a Buccinasco un’amministrazione finalmente efficiente e trasparente, capace di ascoltare.

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I SASSOLINI NELLA SCARPA DEL SINDACO: PER LA FESTA? C’E’ TEMPO!

[ di Giambattista Maiorano ]

Lo spumante era già pronto. Il botto fissato tra Natale e Capodanno: il Sindaco di Buccinasco, avrebbe dovuto essere di nuovo messo in scacco dalla magistratura. La voce correva persino nei piani del palazzo comunale. Non da solo, si vociferava. Pare, avrebbe dovuto fargli buona compagnia la castellana, come qualcuno ama definire con sprezzante sarcasmo il Segretario Comunale. Le feste sono trascorse serenamente in famiglia. È passata pure la befana. Trascorsi anche i giorni successivi. Nessuno ha bussato alla porta.

La mancata profezia è stata spostata a Pasqua o giù di lì. Ancora nulla. Siamo alla fine di aprile e sono rimasti delusi. Anzi per chi voleva colpire si profila all’orizzonte qualche amara sorpresa.

Ho taciuto per tanto tempo. Non per paura. Prudenza vuole che argomenti delicati si affrontino con cautela soprattutto là dove ci vanno di mezzo le persone. (altro…)

La riorganizzazione del personale del Comune: alcuni chiarimenti

di Giambattista Maiorano

Sulla riorganizzazione del personale operata nel marzo scorso dalla Giunta, tornando dalle ferie ne ho sentite e ne ho lette di ogni tipo. Ricostruzioni fantasiose, direi surreali e tendenzialmente ignoranti. Ignorano, o vogliono in malafede ignorare, fatti e circostanze. C’è chi descrive il Comune come immerso nella “bufera”, nel caos. Abbiamo invece riordinato, abbiamo messo ordine, in posizioni organizzative e ruoli: è il nostro normale dovere. Di questo c’è chi è contento e c’è chi è scontento, come è normale che sia. È perfino normale che chi è scontento, comunque una minoranza anche un po’ chiassosa, si possa mettere di traverso in Comune e nello stesso tempo cerchi appoggio esterno “foraggiando” le forze politiche di opposizione, le quali, come è normale che sia, colgono l’occasione per fare propaganda a più non posso.

Tutto normale, tutto perfettamente prevedibile e previsto, e quindi sotto controllo. Io sono perfettamente tranquillo.

La responsabilità della riorganizzazione è prima di tutto mia. È falso dire che in precedenza tutto funzionava a dovere e oggi tutto va a rotoli, e sono pronto a dimostrarlo a chiunque nelle sedi opportune. Diciamo piuttosto che a ogni cambiamento c’è da mettere in conto possibili frenate, e che a frenare possa essere qualche risorsa interna che si è sentita penalizzata, ci sta tutta.

Bisognava lasciare tutto com’era? No. In particolare dopo l’introduzione del regolamento anticorruzione era necessario e opportuno attivare meccanismi e regole nuove, che potessero prevenire anche solo il sospetto di illegalità. È la via tra l’altro suggerita da una parte dell’opposizione che a lungo e insistentemente ha richiesto che si intervenisse con regole nuove a garanzia della massima correttezza delle procedure amministrative. È l’obiettivo della Commissione d’indagine (per altro latitante). Lo avete chiesto voi, ma adesso non va più bene? Mettetevi d’accordo con voi stessi per favore! Nella mia responsabilità, con la condivisione dalla Giunta che ringrazio, ho optato per questa via.

Aggiungo due dettagli importanti: nessun politico, neppure il Sindaco, ha partecipato alla formulazione del regolamento anticorruzione; il processo delle azioni, l’individuazione delle criticità previste, l’assegnazione di ciascuna alle diverse funzioni interne è l’esito dell’esame e dell’elaborazione portata avanti dagli stessi funzionari coordinati dal Segretario comunale.

Può essere allora motivo di scandalo lo “spacchettamento” delle responsabilità in settori delicati e vitali precedentemente facenti capo a una sola persona? La realtà dei fatti (Pioltello, Cologno M., per non parlare di Sedriano) ci insegna che la corruzione si manifestata soprattutto negli ambiti più direttamente collegati alla gestione del territorio: urbanistica, edilizia privata, lavori pubblici, ecologia. Sono questi gli ambiti maggiormente riconosciuti come critici. Meglio prevenire, per quanto possibile, a garanzia di tutti.

Ritengo che tra i compiti più rilevanti del Sindaco e della Giunta tutta ci sia la tutela del personale, un compito che forse è il più rilevante in vista dell’efficienza operativa dell’istituzione. Chi, dall’interno e dall’esterno, si è posto l’obiettivo di intralciare l’operato di questa amministrazione, anche attraverso l’intimidazione e l’aggressione psicologica a precise figure, sappia che la Giunta ha e manterrà una fermezza e una determinazione granitica, d’acciaio. Sappia inoltre che il clima, il sentimento ampiamente diffuso all’interno del palazzo comunale è di grande fastidio, se non di ostilità, nei confronti di chi fa di tutto per arroventare l’aria e avvelenare i rapporti con parole, opere e omissioni, tutti atti quantomeno scorretti e probabilmente, in alcune fattispecie, anche penalmente perseguibili. Se necessario se ne occuperà chi di dovere. Da parte nostra la vigilanza è massima e siamo pronti ad affrontare con la necessaria determinazione qualunque evenienza con l’obiettivo di difendere il lavoro e l’onorabilità del personale del Comune.

Quindi, alla fin fine, poco mi importa che la solita “compagnia dell’ideale” si muova in sinergia con la formazione pentastellata e che insieme abbiano realizzato un banchetto per denunciare alla città le malefatte del Sindaco, si siano presentate al popolo alcune “sue” malcapitate vittime e distribuiti volantini contenenti “chiacchiere da bar” davanti al municipio. Burattini senza fili, coinvolti in un gioco di cui non vedono la reale portata e che non padroneggiano in alcun modo: partono per strumentalizzare e vengono strumentalizzati (a loro insaputa?).

Non ho mai avuto né ho timore delle critiche anche le più taglienti e feroci. Chi ha scelto di servire la “politica”, salvo essere ingenuo o peggio incosciente, sa di poter essere sistematicamente oggetto di attacchi, a maggior ragione un Sindaco. Non trovo in questo nulla di sorprendente, neppure quando il linguaggio della critica rasenta la calunnia. Chi si attende una mia reazione scomposta per rincarare la dose e potersi stracciare le vesti resterà deluso. A me per ruolo, per funzione, per dignità spetta mantenere un profilo di riservatezza e di sobrietà. Se ne facciano una ragione.

CITTA’ METROPOLITANA: INTERVISTA AL SINDACO

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E ADESSO? IL PD E IL GOVERNO LETTA

enrico_letta[ di Giambattista Maiorano ]

Mentre i ministri giurano davanti a Napolitano, una sparatoria avviene tra Palazzo Chigi e Montecitorio. Due carabinieri feriti, uno dei due in modo serio, si saprà più tardi. Tutti pensano ad un atto terroristico. Grazie a Dio non è così anche se la circostanza e la coincidenza farebbero presumere il contrario. Dopo il timore, il sospiro di sollievo: non è il biglietto di presentazione del nuovo governo presieduto da Enrico Letta.

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PARTITO DEMOCRATICO: UN SOGNO INFRANTO?

di Giambattista Maiorano

I cecchini di Prodi. Lodarli? Impossibile! Ammazzarli? La tentazione è notevole, ma c’è scritto: non uccidere! Indurli al suicidio? Sarebbe istigazione: un reato! Sfiduciarli? È il meno che si possa fare. Forte e senza esitazioni: radiarli! Sì, radiarli dal partito! Questa è la fine che dovrebbero fare e che purtroppo da sconosciuti non faranno.

Il nome di Prodi, se l’obiettivo era la massima condivisione per una carica per sua natura al di sopra delle parti, poteva apparire divisivo. Premiare però l’ipocrisia di chi prima applaude a scena aperta e poi ti accoltella nel segreto dell’urna è stata non solo una mascalzonata, ma un tradimento in piena regola, prima ancora che degli iscritti e dell’elettorato, della stessa dignità di chi si è nascosto nell’ombra. Dignità? Parola grossa: questa è feccia che approfittando della democrazia, uccide la democrazia. In un partito, come in un’associazione piuttosto che in un movimento, non meno che in una famiglia, ci si confronta, si discute animatamente, si litiga se necessario, ma se alla fine non c’è unanime consenso prevale e si porta avanti la linea della a maggioranza. È così ovunque o così dovrebbe essere. È mancata la lealtà ed è venuta meno la fiducia. È stata rubata la speranza.

Non taccio l’errore strategico del segretario Bersani nel proporre Franco Marini all’arco delle forze politiche prima ancora di verificare e garantirsi il sostegno in casa. Dico che a un grave errore, imputabile a una persona, o al massimo al suo giro di consiglieri, se ne aggiunto uno colossale di 101 parlamentari. Scientificamente progettato e messo in atto ha mandato in soffitta oltre all’autorevolezza di una proposta, la prospettiva di un possibile governo del cambiamento. Come al solito, la sinistra, il centro sinistra, alla vigilia dell’assunzione di responsabilità di governo mostra paura, si ritrae, si suicida.

Sono nero, furioso.

Ora però, serve calma e sangue freddo, mettiamo a freno il sentimento e diamo spazio alla ragione, proviamo a riflettere. C’è spazio politico e ha ancora senso il progetto del Partito Democratico? Dove finiscono tutte le speranze riposte in questo percorso? È stato giusto tutto l’impegno che ho profuso per tanti anni con tanti amici e compagni? Tutte domande alle quali non voglio sfuggire e che la rielezione di Giorgio Napolitano riesce appena a rendere meno pesanti.

Nonostante tutto, ci credo ancora. Ci credo se il PD, con il suo imminente e improrogabile congresso, sarà capace di far piazza pulita di idee inutili e rilanciare le sue ragioni costitutive: l’incontro tra culture riformiste capaci di chiudere con un passato gravido di divisioni ideologiche e proiettato nel futuro con occhi ed occhiali in grado di leggere i bisogni e di soddisfare le attese di una società profondamente trasformata.

Un partito che, prima che all’individuo, parla alla persona. Un partito che non si vergogna di pronunciare termini quali opportunità, competenze e merito, che va oltre gli interessi di parte e le lobby, che, nella logica del bene comune, punta ad avere un occhio di riguardo all’equità perché a ciascuno possa essere riconosciuto di vivere dignitosamente. Un partito in grado di mettere in prima fila il superamento della povertà, di parlare senza vergogna di poveri sempre più numerosi a cui va dato un lavoro che la logica di un mercato senza regole e sempre più spesso nelle mani della finanza e della speculazione gli ha sottratto. Un partito che chiede a reclama diritti  civili non meno che il diritto a vivere delle famiglie, troppo spesso lasciate sole a fare da ammortizzatore sociale quando le cose non vanno. Un partito che non ha paura di restare plurale per non cadere nelle mani di un padrone.

Un partito che non deve inseguire una vocazione minoritaria, che porta alla pura testimonianza e all’insignificanza, risultato del frantumarsi delle ragioni di unità sottomesse a una retorica demagogica dello spirito identitario. È la vocazione al reciproco “esame del sangue” per verificare il “tasso di sinistra” presente, che si conclude sempre con una bocciatura solenne: “io sono più di sinistra di te”, “tu non sei più di sinistra.

Si inseguono a volte i fantasmi simbolici del passato, e con ciò non intendo tradizioni culturali che possono essere ancora studiate ed essere feconde. E l’inseguire simboli e fantasmi che nulla possono più dire sulla realtà produce sterilità politica ed elettorale: sono concetti che non mordono più la realtà, che non destano le coscienze, che non generano partecipazione diffusa, e che conducono ad esiti elettorali ormai noti ed evidente, e che impediscono una reale alternanza di governo.

È successo già con i governi Prodi. Ed è successo di nuovo alle elezioni appena trascorse: gente che pensa a percentuali a due cifre e che le urne inchiodano a livello di prefisso telefonico annegando ogni possibilità di riscossa e di ricomposizione.

È questa una visione moderata? È di sinistra? Non bastano più gli aggettivi dove magari ci si accorge che sotto il vestito c’è il niente. È ora di agire e agire in fretta.  Forse la mia speranza, che immagino essere di moltissimi altri come la mia oggi calpestata ed umiliata, potrà avere ancora un senso. Voglio crederci e riprovarci con tutti coloro che ci stanno.

E’ NATALE!

natività

NATALE – Il non credente è pervaso dal dubbio: sarà, non sarà, è, non  è.

Ma questo non è indifferenza, è ricerca.

Il credente trasforma la sua fede in certezza. Natale è DIO CON NOI.

Il fatto interessa ciascuno e ciò che ci associa è quella preposizione intrigante CON che ci assicura dell’insieme.

Nessuno, infatti, è onnipotente e tutti abbiamo bisogno e si cresce solo CON l’altro e accanto all’altro.

Con la più viva cordialità, a tutti voi, alle vostre famiglie, a tutti i vostri cari giunga il mio saluto e l’augurio più fervido di Buon Natale e di sereno 2013.

Gianni Maiorano

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UN NUOVO IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE PER LA BIBLIOTECA

I cittadini che frequentano la Cascina Fagnana per leggere e studiare la prossima estate non soffriranno il caldo né avranno freddo nell’inverno alle porte. Dal 26 novembre al 7 dicembre la biblioteca sarà chiusa per i lavori di installazione del nuovo impianto di climatizzazione, grazie ad un finanziamento regionale ottenuto dall’Amministrazione.

Buccinasco (16 novembre 2012) – Un nuovo impianto di climatizzazione per la biblioteca, ecologico, di ultima generazione, finanziato in parte da Regione Lombardia (per un importo di 71mila euro), grazie ad un bando vinto dall’Amministrazione che, in anticipo sui tempi previsti, dà l’avvio ai lavori. Per questo dal 26 novembre al 7 dicembre è in programma la chiusura straordinaria della struttura, in modo da consentire ai tecnici di effettuare i lavori necessari.

Il bando regionale a cui ha partecipato l’Amministrazione di Buccinasco aveva l’obiettivo di incentivare soluzioni innovative e ad elevata efficienza energetica al fine di diminuire la dipendenza da combustibile fossile e valorizzare le risorse energetiche disponibili localmente. Buccinasco ha ottenuto oltre settantamila euro per dotare la biblioteca – frequentata ogni giorno da circa un centinaio di studenti e cittadini – di un impianto di climatizzazione efficiente ed ecologico.

Secondo le indicazioni della Regione, dopo la presentazione del progetto esecutivo (da redigere entro le scorso ottobre), il Comune avrebbe potuto avviare entro 150 giorni dall’approvazione del progetto e prevedere il collaudo entro il 31 dicembre 2013. Il Comune di Buccinasco, invece, ha anticipato i tempi di oltre un anno e restituirà la biblioteca ai cittadini già la seconda settimana di dicembre. D’altra parte i numeri parlano chiaro, il servizio è molto apprezzato (e utilizzato dai cittadini di Buccinasco): ogni giorno gli studenti che scelgono la biblioteca come luogo di studio sono circa una cinquantina e altrettanti sono i prestiti giornalieri di libri e volumi, mentre gli utenti iscritti che ne fanno un uso più saltuario sono circa 6 mila. La biblioteca comunale offre non solo non solo un patrimonio librario in continua e costante espansione – attualmente costituito da oltre 37 mila documenti – ma anche un patrimonio multimediale (film, musica e documenti) e un’emeroteca dotata di poltroncine per la lettura dove è possibile leggere e consultare quattro quotidiani nazionali e circa 40 periodici. Ci sono inoltre tre postazioni Internet, tavoli di lettura, sala bambini/ragazzi, con libri, periodici e posti lettura.

Non va dimenticato che la biblioteca di Buccinasco, inoltre, fa parte del Sistema Bibliotecario del Sud-Ovest  “Fondazione per leggere”, cui appartengono altre 59 biblioteche comunali. Questo comporta la disponibilità per gli utenti di un patrimonio di circa un milione di titoli, fra libri, giornali, cassette CD e DVD, tutti disponibili per il prestito, con prenotazione dalla stessa biblioteca di Buccinasco o direttamente on-line da parte dell’iscritto: nel 2011 Buccinasco ha effettuato 25 mila prestiti.

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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IL SINDACO SALUTA DON MAURIZIO BRAGA

L’arrivo di Don Maurizio Braga in Piazza San Biagio. Lo accoglie il Sindaco Giambattista Maiorano

In occasione dell’ingresso ufficiale del nuovo Parroco Don Maurizio Braga nella Parrocchia Maria Madre della Chiesa, si è svolta la cerimonia alla presenza delle autorità cittadine. Riportiamo il testo integrale del Sindaco.

[di Giambattista Maiorano] Più volte mi sono chiesto nei giorni passati cosa dire in questa occasione e se l’essere io credente e praticante non confligesse con l’essere contemporaneamente al vertice di un’istituzione periferica dello Stato per sua natura eminentemente laica.
Se ben ricordo è la prima volta nei 32 anni di residenza a Buccinasco, che capiti la presa di possesso di un nuovo parroco e la contestuale presenza di un numero così cospicuo di amministratori comunali. Se questo non vuole essere letto come il rinverdire una vecchia rappresentazione che vede il sindaco, il prete ed il maresciallo dei carabinieri la troica del potere locale, le ragioni devono ben essere altre.
Per sciogliere dubbi e perplessità ho cercato di farmi guidare dalla motivazione che spiega e rafforza in me la convinzione della compatibilità tra l’esercizio della fede agita e l’amministrare una comunità vasta e pluralisticamente articolata quale è la realtà di un Comune.
Due le fonti principali che mi spingono a dire che non è solo possibile, ma è preferibile, se non una grazia, agire nella duplice felice condizione che permette lo scoprire diversi punti di contatto che reciprocamente si alimentano.
Intanto l’ammonimento evangelico del “dare a Cesare quello che è di Cesare ed a Dio ciò che è di Dio”. Cos’è se non il riconoscimento di due piani tra loro ben distinti in cui il primo si dedica all’organizzazione dei rapporti umani attraverso lo strumento della democrazia ed il secondo preannuncia il discorso escatologico nel quale si conferma il vivere dopo la morte?
Per secondo mi aiuta, a cinquant’anni dalla sua celebrazione, il Concilio Vaticano ed in particolare le sollecitazioni raccolte nella Lumen Gentium e nella Gaudium et Spes.
E quindi, sono qui, siamo qui come Amministrazione perché la realtà istituzionale che rappresento intende esprimere doverosamente il suo cordiale benvenuto a don Maurizio quale espressione autentica di una componente fondamentale nel contesto delle presenze che animano ed abitano questa città. Un’espressione rilevante e significativa che bene esprime la vivacità non solo culturale e di fede, ma l’impegno a fare del bene comune l’obiettivo della sua azione. Non è indifferente, ma rilevante la sua funzione. Nessuno può disconoscere che dopo la scuola, le parrocchie costituiscono la più importante agenzia educativa e formativa del territorio, come nessuno è tanto cieco dal sottovalutare l’attenzione particolare nel campo dell’azione sociale attraverso la miriade delle sue iniziative. Notevole e da tutti riconosciuto è l’opera svolta dai numerosissimi volontari che fanno della gratuità la ragione del loro impegno ed in questo realizzano quel principio di sussidiarietà assurta non casualmente a rango costituzionale.
In questo quadro c’è nei fatti un orizzonte vocazionale che rende simili, pur nella diversità delle funzioni e delle competenze, l’Amministrazione Comunale, la Chiesa e tutti gli altri soggetti istituzionali e sociali verso l’unico destino della costruzione del bene comune e della realizzazione possibile della “città dell’uomo” come ben ci richiamava un grande pensatore e uomo di cultura quale Giuseppe Lazzati.
Non c’è dicotomia tra il dovere di corresponsabilità a cui sono chiamati i laici nel rapporto tra le diverse componenti del tessuto ecclesiale indicato nella Lumen Gentium e l’invito pressante allo stesso laicato di partecipazione attenta ed autonoma nella gestione e realizzazione del “bene comune” con tutti gli uomini di buona volontà come ci suggerisce la Gaudium et Spes.
Ciò non significa non trovarsi talvolta in conflitto tra il proprio orizzonte valoriale e le scelte che le varie istituzioni se non direttamente il popolo effettuano. Inefficace sarebbe ogni guerra di religione. Ritengo invece che le scelte democraticamente decise vanno laicamente rispettate, non necessariamente condivise e fatte proprie, come ritengo che ai cattolici spetta in primo luogo la testimonianza personale che rende vero il valore in cui dicono di credere e l’impegno ad essere fermento culturale necessario a modificare comportamenti e convinzioni che privilegiano l’affermazione dell’individualismo rispetto al personalismo quale elemento di crescita complessiva e solidale della comunità. Ai cattolici non può infatti sfuggire di trovarsi in una condizione di minorità nel nostro Paese e che la fase crociana del “non si può non dirsi cristiani”, come la conta sul libro dei battesimi, è ampiamente superata. Si è cristiani, si è cattolici per scelta di fede maturata all’interno dell’ampiezza di un’offerta culturale che va riconosciuta chiedendo ed offrendo reciprocamente rispetto.
Per questo, da credente, credo indispensabile raccogliere l’invito più volte fattoci dal card. Martini ad uscire con discernimento dalla nostra tranquillità, dalla nostra pigrizia, dalla nostra tiepidezza se non indifferenza e spostare i paletti della tenda per impegnarci di più ed in modo consapevole e competente lì dove si formano e si prendono le decisioni che valgono per tutti. Solo così la politica, intesa come servizio e contributo delle parti a realizzare il bene comune, potrà avere respiro e riacquistare quella credibilità perduta che neppure le preghiere che spesso innalziamo nelle nostre chiese prima dell’offertorio riescono a farcela percepire come utile negando ad essa il valore di atto di carità come ben ammoniva Paolo VI°.
Don Maurizio, ben arrivato. Trova una città che fa fatica a scrollarsi di dosso quel vestito macchiato che la presenza malavitosa di gruppi organizzati è riuscita da tre decenni a determinare e a farci assurgere tante volte al disonore delle cronache nazionali. Trova una città che non è esente da fenomeni corruttivi che hanno costretto Buccinasco alla vergogna e soggetta al controllo e all’intervento della magistratura causando la caduta di un’Amministrazione. Tutto ciò è vero e non possiamo nasconderlo a noi stessi. Tuttavia, Lei non trova una città rassegnata. Trova invece una città che ha voglia di riscatto. Trova una città laboriosa, seria, determinata ad uscirne con la fronte alta ed in piedi. Trova una città che desidera ritornare alla tranquillità nei suoi rapporti e che non ha paura di guardare con fiducia e speranza al suo futuro. Trova una città ricca di reti solidali e di un virtuoso associazionismo che guarda oltre l’orizzonte.
Una via che tutti abbiamo l’obbligo di condividere e percorrere insieme: Amministrazione, Chiesa, società civile nell’impegno a far rivivere quotidianamente la cultura della legalità come espressione più propria a fondamento del nostro quotidiano per sconfiggere furbizia e arroganza.
L’Amministrazione è impegnata, ha fatto proprio questo percorso. Lo ha posto come premessa al suo programma. Non spero, sono certo che tutti ci si vorrà impegnare. In particolare lo farà la Chiesa memore dell’assoluta adesione ad un progetto alto come ci ricorda il convegno di Palermo “Educare alla Legalità” e le tante, tantissime iniziative che proprio il mondo cattolico ha espresso e sa esprimere lasciando spesso sul campo i suoi martiri come un don Diana e don Puglisi o un laico come Livatino.
E’ questo un ulteriore campo che ci vede marciare gli uni accanto agli altri e sono fiero di poter rendere ogni disponibilità di questa Amministrazione perché insieme si colgano gli obiettivi che rendono una città una città da vivere.
Il da fare non manca. Auguri, buon lavoro e buon viaggio in Buccinasco, don Maurizio.

Don Giovanni e il Sindaco Maiorano

Don Giovanni e il Sindaco Maiorano

Don Giovanni saluta l'arrivo di Don Maurizio

Don Giovanni Maculan saluta l’arrivo di Don Maurizio Braga.
Don Giovanni, Parroco dal 1977 al 2010 della Parrocchia Maria Madre della Chiesa

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I GUASTI DELLA MALA POLITICA

[ di Giambattista Maiorano ]

Con tanti guai, ci mancava solo l’indecoroso spettacolo della Regione Lazio. Mentre qui in Lombardia ci raccontano le vacanze da nababbo del governatore Formigoni, da Roma arriva la notizia di feste e festini a dir poco grotteschi. La realtà ha superato la fantasia di registi e sceneggiatori dei film più trash degli ultimi anni.

Come dar torto a chi si interroga sulla la solidità delle nostre istituzioni? Quelli di Roma sono politici che pur sono stati eletti con migliaia di voti di preferenza di cittadini e quindi giudicati, non da pochi intimi, “onesti”? E se fosse che il primo seme della corruzione sta proprio nel meccanismo della preferenza, cioè nello scambio preferenza-favore personale? Come non chiedersi che razza di classe dirigente, non solo politica, è stato in grado di costruire il nostro Paese? Domande non da poco, ma che ci fanno capire che dell’esame di coscienza un po’ tutti ne abbiamo bisogno, e che per invertire la rotta ci vuole uno sforzo molto potente! Sì, perché se è vero, come è vero, che è profondamente sbagliato fare di tutta l’erba un fascio, non possiamo nascondere che i fenomeni di degenerazione non hanno risparmiato neppure quei partiti, il mio compreso, e quei gruppi sociali che si ritenevano immuni ed eticamente non scalfibili. Che dire poi della società civile? Dei cechi che percepiscono la pensione di invalidità ma ci vedono benissimo? Che dire della massa di evasori fiscali? Che dire della banche che hanno venduto a ingenui clienti fondi di investimento spazzatura? E così via…

Lazio, Campania, Lombardia, Sicilia, Puglie … non c’è giorno che non siamo costretti a sorbirci palate di mala politica. Al cittadino onesto cadono le braccia, e si resta poi sconcertati da chi preso con le mani nella marmellata nega tutto, nega l’evidenza, avanza giustificazioni fasulle e palesemente insufficienti, oppure dichiara “lo faceva anche lui, e poi lui, e ancora quell’altro…” puntando il dito sui “compagni di classe o di giochi” come i bambini.

Rabbia e sdegno sono i sentimenti che sgorgano dal cuore di fronte a questi uomini che non conoscono la vergogna. Poi da un angolo profondo della mente emerge un desiderio, un desiderio di verità e di giustizia che genera una nostalgia.

Non si vive di nostalgia se ci si vuole tuffare nella costruzione del futuro. Ma a volte la memoria può salvarci, e in questo caso vale la pena di esaltare la nostalgia, cioè la memoria che mi fa sorgere un desiderio di buona politica, che mi fa ricordare l’epoca in cui fiorì la cultura dell’impegno sociale, l’epoca in cui la politica era realizzare il bene della città facendo sintesi nel rispetto delle proprie e delle altrui convinzioni.

Sarò forse un sognatore e per certi aspetti persino un “bacchettone”. Sento però forte il legame con l’ispirazione che fu propria di uomini come Giuseppe Lazzati o come Giorgio La Pira (a tanti probabilmente questi nomi non dicono nulla. Peccato!) che della realizzazione della “città dell’uomo” ne fecero una ragione di vita. Pur partendo da una fortissima ispirazione religiosa, la loro fatica fu sempre costruire bene e laicamente la città reale, una città fatta di uomini e donne in carne e ossa, tutti diversi, e con tutte le loro capacità e i loro limiti. L’obiettivo che li animava: la continua ricerca di una risposta forte ai bisogni dei meno fortunati per rendere equa o, almeno, più equa possibile la vita della comunità. Questa è l’idea di politica che a me piace, ed è possibile realizzarla perché uomini all’altezza di questa idea ci sono stati. Se non fosse così smetterei di impegnarmi.

Lo scoramento, la sfiducia, lo stillicidio di “cattive notizie”, possono produrre la tremenda tentazione di mettere tutto e tutti in uno stesso calderone, di mettere tutto e tutti nel frullatore di una contestazione chiacchierona e violenta che ha solo la forza di distruggere ogni cosa, senza però offrire una proposta positiva, un’alternativa valida. E in tutto questo c’è poi chi se ne approfitta per conquistarsi un posto al sole, un posto in Parlamento cavalcando l’onda dello sdegno, c’è chi ha capito che in questo periodo è più vantaggioso lucrare voti eccitando i giudizi di pancia piuttosto che parlare all’intelligenza proponendo soluzioni reali, concrete e praticabili, soluzioni sui programmi di governo e sulle alleanze.

 

È qui che va fatta una profonda operazione di rottamazione, che non è certo una guerra senza quartiere in nome del ricambio generazionale (a proposito, avete notato la schiera dei politici trentenni coinvolti nei “bagordi a spese nostre” del Lazio?). C’è da rottamare un’idea vecchia e devastante della politica, un’idea che altri hanno coltivato e fatto crescere nell’età del Cavaliere.  C’è da rottamare il berlusconismo, e non sarà facile.

C’è da rottamare l’idea malsana che basta un nome proposto dal “capo” di turno. L’abbiamo percorsa questa strada. Abbiamo visto quanto malcostume è stato prodotto negli ultimi vent’anni a furia di introiettare sempre più forti dosi di quella cultura berlusconiana dell’apparire in luogo dell’essere. Bastava essere bellocci, competitivi, soprattutto servili, possibilmente vuoti di testa, per meritarsi un posto al sole!  La competenza, la passione, la conoscenza del territorio, la fatica dell’approfondimento … tutte virtù poco utili, anzi persino dannose per quelli che amavano essere adulati, pronti a scucire qualche soldo dalle tasche per mostrare una pelosa carità o per comperare la schiera degli Esaù sempre abbastanza folta tra i cattolici, e nello stesso tempo alla ricerca continua di spassi notturni e di aerei di stato per soddisfare una megalomania applaudita da tanti e ritenuta da invidiare.

È morta la politica? Ne possiamo fare a meno? C’è bisogno più che mai di politica, di buona politica, della politica così come la concepivano quegli uomini del passato. C’è bisogno dei De Gasperi e dei Togliatti, dei Nenni e dei La Malfa, di gente che non se le mandava a dire, ma che hanno avuto il coraggio del reciproco rispetto e di un orizzonte che guardava al bene collettivo, a quello del Paese, di tutto il Paese.

Nel nostro piccolo, qui a Buccinasco, vogliamo riprendere questi insegnamenti. Mentre nel Lazio, la politica affoga in liquami maleodoranti, il nostro Consiglio Comunale ha votato all’unanimità l’adesione ad Avviso Pubblico, un’associazione tra enti locali che si propone di far vivere la politica sui binari della correttezza, della trasparenza, della legalità. Come Sindaco ne sono fiero perché sono sempre più convinto che se non si comincia dal basso, ben difficilmente in alto potranno rispecchiarsi.

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BUCCINASCO ADERISCE AD AVVISO PUBBLICO

Buccinasco (21 settembre 2012)  – Con 16 voti a favore, nessun astenuto e nessun voto contrario (solo un consigliere assente), ieri sera il Consiglio comunale all’unanimità ha deciso di aderire ad “Avviso Pubblico”, la rete di Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie che attualmente conta in tutta Italia oltre duecento soci tra Comuni, Province e Regioni. Un passo importante che l’attuale maggioranza aveva già annunciato in campagna elettorale: “L’adesione ad Avviso Pubblico – spiega il sindaco Giambattista Maiorano – è per noi un atto indispensabile, perché la legalità è un aspetto valoriale di tutta la nostra azione di governo. Non possiamo dimenticare la storia di Buccinasco ma dobbiamo superarla: vorrei che il nostro comune tornasse ad essere normale e ad amare la legalità”.

In allegato il comunicato stampa

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

21_settembre_Avviso_Pubblico[1]

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SOCCI, QUANTO SCOCCI!

http://vortolina.wordpress.com/  settembre 6, 2012

di VINCENZO ORTOLINA

E così, Antonio Socci, l’ormai noto, esagitato intellettuale cattolico piuttosto caro a “Cielle” e più in generale alla destra, ha osato impartire, su un quotidiano guarda caso berlusconiano, una lezione di teologia morale, se così si può dire, nientemeno che al cardinale Martini appena morto, sostanzialmente ritenuto, dal saccente inquisitore, una sorta di “eretico”. Meritevole allora, più che altro, della sua pietà («spero che il cardinale abbia conservato la fede fino alla fine», termina il suo pezzo. lo … spudorato!).

«Martini ha sempre cercato l’applauso del mondo, ha sempre carezzato il potere e cioè la mentalità dominante», proclama il suddetto, che evidentemente ha conosciuto assai meno di quanto creda la sua “vittima”. «Con le sue idee ha sconcertato e confuso i semplici cattolici», insiste il “nostro”.  Peggio: col tripudio dei “media” più anticattolici e ostili a Gesù Cristo, ha fatto, in particolare, «il controcanto puntuale all’insegnamento dei Papi e della Chiesa», sentenzia il Torquemada di “Libero”. Al quale riesce evidentemente difficile spiegare come sia possibile che il cardinale in questione abbia “rischiato” di diventare, proprio lui, il Papa, nell’ultimo conclave. Bastava, forse, che avesse desiderato davvero sino in fondo «essere portato in trionfo», per usare una frase del “nostro”.

Quali sarebbero, in ogni caso, le colpe (i “delitti”?) dell’arcivescovo di Milano in questione? Giusto quelli acclamati dal quotidiano laicista “La Repubblica”, dice Socci: l’aver affermato (cosa non vera, peraltro, detta così) l’equivalenza di tutte le religioni, l’aver dialogato – horribili dictu – con l’Islam, e, a riguardo dei problemi più squisitamente “morali”, non aver mai condannato l’eutanasia, l’aver detto “si” – udite, udite – al preservativo, l’essersi mostrato possibilista (pur se strenuo difensore del “matrimonio tradizionale”, ma questo Socci non l’ha ricordato) in tema di riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto.

Anàtema sit”, pertanto, contro il cardinale biblista, o almeno contro la sua “dottrina” (espressa peraltro in «massime terribilmente banali», come le definisce, senza vergognarsi, il giornalista). Martini, uomo debole in tema di fede, maramaldeggia l’intellettuale cattolico (?) reazionario, incapace di affrontare con la debita forza i demolitori dei “dogmi”. Un uomo di Chiesa dimentico della profezia di Paolo, il quale aveva preconizzato che «verranno giorni in cui non si sopporterà più la sana dottrina ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità, per volgersi alle favole».

Da cattolico, a me viene da considerare, con un filo di nausea, che questo Socci, probabilmente nostalgico delle stesse “Crociate”, è rimasto fermo, sul piano teologico, ai tempi del concilio di Trento e della relativa, mortificante teologia morale “casistica”, a una concezione del “dogma” (inteso come asserto indiscutibile e non, invece, quale strumento d’interpretazione del misterioso evento della “auto rivelazione” di Dio all’umanità) decisamente riduttivo.

Non osi, allora, questo “neoteologo” di complemento, fare da maestro a nessuno.  Tantomeno, ovviamente, al “grande” Carlo Maria Martini.

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CRITICHE, CRITICI E REALTA’ DELLA SITUAZIONE

di Giambattista Maiorano

Meno male che ci sono. Se non ci fossero (critici e critiche) bisognerebbe forse inventarle, inventarle per evitare di vivere nel mondo assurdo del pensiero unico.

Leggo tutto. Cerco quotidianamente di sfogliare la stampa locale e di passare in rassegna i vari siti che parlano, sparlano e pontificano su di me e sulla nostra Amministrazione. Non amo soffermarmi sugli apprezzamenti positivi. Doveroso invece riflettere sugli appunti critici anche se non sempre disinteressati.

Mi arrabbio, e non poco, quando osservo che chi scrive, non si sia ancora accorto che la campagna elettorale è finita, e presidia ancora la sua trincea armato fino ai denti di una retorica ormai fuori luogo. Adesso c’è da voltare pagina, c’è da ricostruire, insieme, Buccinasco. La stucchevole retorica dell’antipolitica continua invece con le solite espressioni generalizzanti “i  soliti politici” ecc. Bene, si vadano a studiare, lorsignori, la vicenda del Comune di Arese, dove la società civile ha prima spazzato via i partiti alle elezioni sbaragliandoli con le liste civiche e poi si è accapigliata per questioni di denaro e di potere, e poi il Sindaco è durato 40 giorni (dimissioni 27 luglio 2012 e commissariamento).

Dopo la rabbia, non poca la voglia di rispondere a muso duro, ma forse non è giusto perché simili commenti sono più fondati sull’ignoranza che sulla malafede. Si ignora la situazione reale del Comune, si ignorano i problemi concreti da risolvere, che sono tanti e a volte si affollano e si affastellano sulle scrivanie e nella mente, problemi dell’oggi ma anche di ieri e dell’altro ieri, lasciati incancrenire sia dalla precedente amministrazione sia dal commissario.

C’è anche una vena di impazienza nei commentatori, anche questa fondata sull’ignoranza, sul fatto cioè che si ignorano le difficoltà reali di ciascuno dei problemi, e la quantità dei problemi, cose che impongono un paziente lavoro di valutazione delle priorità e pazienti procedure per istruire le pratiche, cioè per metterci la testa nei problemi e trovare soluzioni che non siano fuffa, propaganda, come quella politica dell’annuncio (e della conseguente rettifica o retromarcia) che ha ammorbato il dibattito politico italiano per un decennio.

Dice “ma di questi tanti problemi se ne deve parlare per piacere, non se ne discuta in segrete stanze o in segreti conciliaboli”. Calma e gesso, ne parleremo, ne discuteremo davanti a tutti, davanti alla città, nelle Commissioni consigliari, in Consiglio comunale, nei giornali, nei blog ecc. È che prima di parlare bisogna studiare e capire, altrimenti si rischia di dare aria ai denti, si rischia la superficialità, se non la cialtroneria e la chiacchiera, cose di cui i cittadini sono oltremodo stufi. Siamo duri di comprendonio? Forse, può darsi, a noi serve un po’ più di tempo. Istruire con calma i problemi serve a dare risposte non abborracciate.

Le critiche le incontro sulla carta, sulla carta stampata e sulla stampa virtuale, dove la chiacchiere germoglia facilmente e in alcuni casi dilaga senza freni.

I cittadini invece li incontro di persona, in carne ed ossa, e più che criticare mi dicono: ho questo problema, che cosa si può fare? Sono imprenditori, lavoratori, disoccupati ecc.

Io ho visto, vedo e incontro problemi da risolvere, tanta gente che invoca aiuto per il lavoro perso piuttosto che per lo sfratto imminente, imprenditori che chiedono alle istituzioni di sostenere i loro progetti di sviluppo industriale, insomma una comunità. Cerco di arrovellarmi per trovare soluzioni, per quanto è in mio potere.

Vedo e incontro persone che chiedono giustamente di uscire da un clima di sospetti continui e da quella coltre di malaffare e corruttela che hanno fatto di Buccinasco un simbolo negativo. Lo chiedono pacatamente, con grande dignità, non invocando il miracolo o organizzando la caccia continua ai colpevoli, ma con la forza di chi sa che bisogna uscirne in avanti, restituendo alla città la normalità della gente per bene che gli appartiene.

Dice “chi non fa non sbaglia”. Verissimo, e chi sbaglia si lasci correggere. Sacrosanto, ma c’è modo e modo. Le critiche non mi scivolano addosso. Ascolto, rifletto e poi valuto, scacciando con una risata certe punte (a volte esagerate) di acrimonia, e riesco a dire “ma guarda che pirla, però ha ragione”.

Diffido però apertamente di coloro che, come imperturbabili maghi, sfornano ogni giorno le loro ricette con soluzioni su tutto. Non c’è problema, non c’è argomento per quanto complesso che non sia per loro facilmente risolvibile: dalla pace nel mondo a quelli economici, da quelli più meramente organizzativi a quelli della gestione dei rifiuti, dalla realizzazione di una qualsiasi opera o servizio alla funzionalità dell’apparato comunale, dalla mobilità alla realizzazione del Piano di Governo del Territorio. Per tutto c’è una soluzione pronta all’uso (la loro, ed è sempre la migliore) quasi fossero enciclopedie onniscienti dal quale estrarre gli strumenti certi per non sbagliare, infallibili più e meglio del Papa. A confronto, un Mario Monti, un Mario Draghi, il segretario generale dell’ONU, il presidente degli Stati Uniti, lo stesso Pico della Mirandola non sono che modesti apprendisti.

Stiano tranquilli questi signori: i cosiddetti “mestieranti” della politica di Buccinasco (mai un nome, mai un cognome, anche perché di politici di mestiere nemmeno uno nella Maggioranza, tutti lavoratori o pensionati dediti al volontariato politico, mentre nella Minoranza…), i mestieranti della politica dicevo almeno per quanto riguarda gare e appalti di casa nostra hanno fatto una scelta precisa.  Gare ed appalti per opere e servizi che superano la rispettive soglie di 200.00 e 500.000 euro, proprio perché siano affermate legalità e massima trasparenza, saranno gestiti direttamente dalla Stazione Unica appaltante come da convenzione sottoscritta il 18 luglio scorso dall’attuale Sindaco con la Prefettura di Milano e l’Autorità delle Opere Pubbliche di Lombardia e Liguria. Un’iniziativa politica questa in cui ho commesso un peccato: non sono andato né sui giornali né in televisione a strombazzarlo, la massima trasparenza la si può raggiungere anche facendo con modestia il proprio dovere senza strombazzarlo in giro, senza ricercare a tutti i costi i riflettori della mediaticità! Un’omissione di cui non mi pento affatto e un peccato che rifarei di corsa.

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COMUNICATO STAMPA AGLI ELETTORI DELL’UDC DI BUCCINASCO

L’UDC ringrazia tutti i cittadini di Buccinasco che con il loro voto hanno dato forza alla candidatura di Maurizio Arceri e ai candidati consiglieri in lista. Nonostante il calo dell’affluenza dei votanti (–13%) e la crisi attuale della politica, a Buccinasco l’UDC raddoppia i voti conseguendo il 7,7%.

Un risultato che premia il lavoro sul territorio condotto in questi anni dalla segreteria cittadina, dai militanti e da tutti coloro che hanno sostenuto questo progetto politico. Un salto in avanti importante che ci permette di “esserci”, un salto che ci impone di fare le scelte giuste per la nostra città.

Con senso di responsabilità, l’UDC invita tutti i Buccinaschesi a recarsi alle urne il 20 e 21 Maggio per esprimere il proprio voto, diritto-dovere di ogni cittadino e condizione basilare per garantire la democrazia. La dirigenza UDC ha incontrato i candidati sindaci per non lasciare nulla al caso, per capire ancor più profondamente i loro orientamenti finali e quanto del nostro progetto politico fosse da questi condiviso, per essere ancora più certi di una scelta giusta che vogliamo fare subito insieme a tutti voi.

Stante la grave situazione di Buccinasco che tutti conosciamo, siamo arrivati alla conclusione che per poter servire in modo più costruttivo ed efficiente la nostra gente, consapevoli del nostro metodo di fare politica e dei nostri e Vostri valori e per meglio incidere nelle scelte del governo comunale, dobbiamo operare una scelta che possa renderci partecipi e protagonisti.

Dobbiamo quindi impegnarci con forza per raggiungere gli obiettivi condivisi e lo dobbiamo fare per e con Voi. La nostra scelta, discussa, ponderata a lungo e un po’ travagliata, è ricaduta sul candidato Sindaco del Centrosinistra – Maiorano, del Partito Democratico – ed è doveroso spiegare il perché, certi del Vostro sostegno e della Vostra immutata fiducia.

Ci sono punti di contatto col suo programma a cui teniamo particolarmente e che vogliamo vengano attuati per Buccinasco. Riteniamo che Maiorano, profondo conoscitore del territorio, offra adeguate garanzie in vista della loro realizzazione. Noi saremo sempre attenti osservatori e attori critici. Abbiamo scelto di far valere la voce che ci avete dato, di “non sprecare” la Vostra scelta per rispetto del voto che avete manifestato cosi chiaramente, abbiamo scelto di portare la nostra etica, abbiamo scelto di operare fortemente con la chiarezza che ci contraddistingue a favore di tutte le persone per bene di Buccinasco.

Sappiamo perfettamente l’impegno e le conseguenti responsabilità che ci assumiamo verso Voi tutti, ma siamo determinati e consapevoli della forza che ci avete concesso. La nostra promessa di fronte a tutti Voi è di lavorare duro e incessantemente per riportare a Buccinasco la qualità della vita e il rispetto che merita. Siate fiduciosi, ridate fiducia alla buona politica e soprattutto alle persone perbene che opereranno nel Vostro interesse.

Grazie, grazie ancora una volta a tutti.
UDC Buccinasco

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PROLOCO BUCCINASCO PUBBLICA E CONFRONTA I PROGRAMMI ELETTORALI DEI CANDIDATI SINDACO

Interessantissima iniziativa della “PROLOCO BUCCINASCO” che per le prossime Elezioni del 6 e 7 maggio non solo pubblica i programmi elettorali dei sette candidati Sindaco (Clicca QUI) ma offre la possibilità di confrontarli per singole tematiche.

Infatti, si legge dal sito, “non è agevole la lettura di oltre 70 pagine di programmi elettorali, per questo abbiamo raccolto i contenuti di tutti i programmi proponendoli attraverso 11 grandi tematiche, più o meno presenti in ogni documento e le lettere introduttive“.  Seguite il confronto cliccando QUI.

OGGI, 25 APRILE A BUCCINASCO

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