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LA PAGA DEL SINDACO, DEGLI ASSESSORI, DEI CONSIGLIERI

di Giambattista Maiorano –

In un momento di comprensibile smarrimento, di schifo, di indignazione e di sfiducia nei confronti della politica, dei politici e di quanto gli gira attorno, visti gli esempi vergognosi che emergono in particolare nel mondo delle regioni, consentitemi di dire sommessamente la mia.

Chi mi segue da tempo, sa che non provo alcuna simpatia per quelli che sgomitano e trescano per arrivare al barattolo della marmellata, e meno che mai per i tanti presi con le mani nella marmellata.

Non è un problema di appartenenza a questo o all’altro schieramento politico. Chi fa politica è esposto alla tentazione. Se non si è corazzati da forti principi etici il cadere è facile. Di ladri, di disonesti, di furbi è pieno il mondo, e in particolare la nostra Italia, e la politica non è che un riflesso di una società che pullula di furbi e furbetti. L’aggravante per la politica è che dovrebbe avere una funzione esemplare di guida, funzione a cui invece rinuncia per perdersi nel malaffare.

Per quanto si possa essere garantisti, ed è giusto che lo si sia, le ragioni di opportunità dovrebbero sempre suggerire il passo indietro a chi incappa nelle maglie della giustizia, soprattutto nel momento in cui arriva il “rinvio a giudizio”, il processo.

Non ho avuto tentennamenti nell’esprimere pesantissimi giudizi sulle vicende che hanno coinvolto Filippo Penati, come non mi sono tirato indietro nel dire la mia per le ipotesi di corruzione che hanno visto protagonista e portato in galera l’ex sindaco Cereda e altri nostri amministratori. Provo vergogna per i vari Fiorito o Zampetti che sono la causa prima del discredito generale della politica. Provo rabbia nell’osservare un Parlamento in cui un partito, probabilmente in ossequio alla filosofia di vita del suo capo, fa di tutto per impedire l’approvazione di una legge contro la corruzione.

Ho fiducia nella magistratura inquirente e nelle forze dell’ordine. E resta in me la profonda convinzione che è giusto, sacrosanto, doveroso che chi ha sbagliato paghi, e paghi salato. Dovesse mai capitarmi (ma non succederà), lascio qui, oggi, con la serenità di giudizio che deriva dalla mia attuale condizione, il mio “testamento legale”: non fatemi sconti!

 

Detto questo, però, dichiaro a piena voce che rifiuto categoricamente la generalizzazione del giudizio: i politici sono tutti uguali? No di certo! Dicendo così si getta tutto e tutti nel tritacarne alimentando ignoranza e pressapochismo. Non è per difendere la mia parte. Sia ben chiaro che c’è gente che “si fa il mazzo”, che agisce con correttezza ed onestà, che, se non fosse per la passione civile, rifiuterebbe a monte l’impegno amministrativo.

A proposito di ignoranza e pressappochismo veniamo a Buccinasco.  Mi veniva recentemente riferito la voce che gira in città. Pare si dica: “sapete cosa prende il Sindaco? Dai quattro ai cinquemila euro al mese!” Magari, è stata subito la mia risposta. Purtroppo, o per fortuna, ne prendo esattamente 2.928,32 lordi che significano 1.618,49 euro netti al mese con un’aliquota di ritenuta pari al 44,73%. Taccio le ore di impegno per non spaventare chi si candida a fare da mio successore. I cinque assessori prendono mediamente 500 euro mensili e i consiglieri poco più di 12 euro netti per ciascuna seduta di consiglio o di commissione a prescindere dalle ore impiegate per farle, o peggio ancora per prepararle studiando le carte.

Visto il groviglio di leggi che regolano (o forse complicano) la vita del nostro paese, è opportuno farsi un’assicurazione che copra il rischio di eventuali richieste di danni da parte di privati, a fronte di errori o interpretazioni errate della legge: per i Consiglieri l’importo annuo del premio assicurativo rischia di essere superiore al totale dell’importo che verrà complessivamente percepito. Conviene? Se si guarda alla pura convenienza la risposta è: certamente no.

È possibile in questo stato di cose trovare presenze autorevoli disponibili a giocarsi capacità e competenze?

Quanti i comuni nella stesse condizioni di Buccinasco? Tanti, tantissimi!

Non discuto sulla necessità di usare forbici ben affilate per eliminare sprechi vergognosi (vedi le porcate dei porcelli romani) e rendite senza giustificazione. Non c’è solo il Parlamento, il Senato, le Regioni, le Province.

Il paradosso è che, a furia di discettare sui costi della politica, a partire dal buon  Tremonti, sì è girata la piramide e i Comuni rischiano di cadere nelle mani di gente senza scrupoli ai quali nulla interessa ottenere il “lauto” stipendio del Consigliere comunale, ma molto di più orientare e far coincidere le scelte con gli interessi delle lobby di riferimento a scapito della collettività.

Avanti così, amici miei, e ci giochiamo la democrazia! Pessimista? A voi e ai posteri l’ardua sentenza!

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