Diamo a Buccinasco un’amministrazione finalmente efficiente e trasparente, capace di ascoltare.

Archivio per la categoria ‘IDEE PER BUCCINASCO’

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FATTI CHIACCHIERE E CALUNNIE

di Giambattista Maiorano – 

“Non ti curar di lor, ma guarda e passa”. Lo diceva il poeta. Non senza qualche imbarazzo, vista la mia poca autorevolezza di fronte al sommo, voglio con forza riproporre l’affermazione. Lo faccio dopo un periodo di duro lavoro ed a seguito di tre eventi che rappresentano tre obiettivi pienamente raggiunti dalla mia amministrazione: l’approvazione del Piano di Governo del Territorio, l’aggiudicazione ad AMSA di Milano della gara sulla raccolta rifiuti e l’aggiudicazione all’associazione Poeti Erranti della gara per la gestione amministrativa ed operativa della Civica Scuola di Musica.

C’è chi da tempo si diverte a fare il tiro al piccione non con simpatiche sparate a salve, ma con cannonate che soltanto una mente prevedibilmente oscurata dalla sindrome dell’assoluto e sfregiata da qualche seria patologia senile è in grado di realizzare. Non sono un medico e quindi non posso che fare congetture e ipotesi di scuola e come tali tutte discutibili e da verificare.

Nel merito del PGT si è arrivati ad immaginare incontri segreti e scambi di favori. Non si è detto, ma lo si è fatto intuire, percorrendo anche sentieri poco nobili e dal sapore n’dranghettista con mazzette sotto banco e tintinnio di monete. Ebbene il PGT, lo dico con orgoglio, ha avuto un percorso assolutamente lineare, ha mantenuto dall’inizio alla fine i suoi fondamentali, ha registrato la più ampia possibilità di verifica e di consultazione, è stato legittimamente osservato (ben 49 osservazioni giunte nei termini e 2 due fuori termine), è stato contro dedotto con motivazioni leggibili da chiunque, non hanno sofferto condizionamenti di sorta. La cosa più interessante, più spiacevole probabilmente per tanta fervida mente di cui forse neppure se ne è accorto, è che nella fase di approvazione oltre il 95% delle controdeduzioni sulle osservazioni presentate, comprese le due giunte fuori termine, sono state votate all’unanimità dal Consiglio Comunale. Non sarà mica il caso di indagare se il Sindaco e la maggioranza abbiano furbescamente e da pervertiti raggirato i consiglieri di minoranza presenti (mancava solo il consigliere Iocca) inducendoli al reato di corruzione? Il PGT, dopo circa sette ore di Consiglio, è passato con i voti favorevoli della maggioranza, con due astensioni (Cortiana/Errante) e due voti contrari (Cortinovi/Rapetti). Gatta ci cova? Scava, scava, amico mio, mi hanno già assicurato che lo spettacolo sarà straordinario, mai visto a Buccinasco: questa volta non ci saranno gli elicotteri, per far prima e portarne via 16, verranno addirittura con un F35, che goduria!

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“BUCCI ON-AIR” AL CAG SUPERNOVA

supernovaSabato 1 giugno il Centro Giovani fa festa dal pomeriggio a mezzanotte con musica, performance di writing, cabaret e radioweb. Un’occasione per conoscere il Centro rivolto ad adolescenti e giovani del territorio, un laboratorio esperienziale e di crescita, palestra di relazioni sociali e di cittadinanza. (altro…)

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LEGGIAMO MEGLIO I NUMERI DEL PGT DI BUCCINASCO

foto-opportunita[ di Giambattista Maiorano ]

I presupposti da cui siamo partiti per realizzare il PGT di Buccinasco si condensano in alcuni punti fondamentali: il principio del non consumo di suolo; il contenimento delle volumetrie; il recupero della vocazione agricola dei borghi rurali; la conservazione degli standard; il rilancio e la valorizzazione delle caratteristiche ambientali di Buccinasco nel più ampio quadro della Città Metropolitana; il rifiuto della logica dell’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per coprire i costi della parte corrente del bilancio. L’insieme di questi fattori ha costituito la struttura fondamentale del nostro PGT.

Questi principi di base ci hanno indotto a decidere che gli interventi previsti con il Piano fossero collocati laddove il tessuto urbano si presentava in qualche modo in stato di abbandono e spesso degradato, e dove erano presenti elementi e funzioni non più compatibili con il tessuto residenziale attuale. Zone, quindi, normalmente occupate da vecchie fabbriche, alcune delle quali, peraltro, con presenza di parti in amianto, che esigono necessari interventi di bonifica.

I poli di riqualificazione urbana e trasformazione su cui è stata posta la maggiore attenzione sono tre:

1) l’area prossima alle funzioni amministrative del Municipio, occupata in precedenza dalla ex Cabel, poi Triveneta Cavi;

2) l’area posta tra via Resistenza e piazza San Biagio, nei pressi del Dromokart;

3) l’area minore per dimensioni di via Friuli in prossimità della via Manzoni.

Su queste aree, la cui riqualificazione era già prevista nei precedenti tentativi di PGT, abbiamo ridotto l’indice di edificabilità da 1,8 a 1,5 e l’altezza da 6 a 5 piani (rispetto ai due piani antecedenti). La ragione della riduzione è la constatazione di una disponibilità, non proprio marginale, di patrimonio abitativo, prodotta, in particolare, dagli ultimi P.I. rilasciati. A questo si aggiunge la situazione economica generale: molte abitazioni restano invendute per mancanza di liquidità.

Lo sviluppo e la riqualificazione delle aree ha, di conseguenza, come obiettivo fondamentale non tanto la creazione di nuove offerte di residenza, quanto la produzione di ambiti urbani che favoriscano le relazioni, la socializzazione. Tra questi strategica è la creazione del “centro della città”, da realizzare nell’ambito più prossimo a piazza San Biagio. È una vita che ci sentiamo ripetere che Buccinasco manca di una precisa identità e che c’è il dovere di creare luoghi di riconoscimento stabili per i cittadini. È indispensabile la realizzazione di un centro che favorisca, attraverso l’inserimento di appropriate funzioni, la socializzazione, la costruzione di relazioni personali e di rapporti civici. Saranno i Piani attuativi che meglio disegneranno queste opportunità, dove anche il pubblico dovrà trovare la sua presenza come stimolo alle iniziative. Un masterplan, allegato in fase di approvazione del PGT, determinerà le linee fondamentali per ottenere veramente questo centro con spiccata vocazione relazionale.

Alcune considerazioni più squisitamente tecniche possono consentire di apprezzare meglio l’idea di città che abbiamo progettato e le procedure che vogliamo utilizzare per realizzarla.

Il più importante dato numerico che qualifica il nostro PGT è un cifra molto particolare, è uno 0 (zero), lo zero consumo di suolo. Applicando sulle aree di trasformazione un indice di edificabilità di 1,5 metri cubi su metro quadro, come indicato nelle Norme Tecniche di Attuazione, con un rapporto di occupazione del 50%, e una massima altezza di 5 piani, riusciamo addirittura a riportare il verde in aree in precedenza occupate dal cemento (circa 40.000 metri quadri). Riguardo al consumo di suolo il dato è quindi addirittura algebricamente negativo: – 40.000. A questo si aggiunge che nessuna delle aree verdi di proprietà del Comune viene toccata.

Sull’area inquinata di via della Resistenza e sull’area in precedenza occupata dal Seme Fiorito sono stati attribuiti degli indici di edificabilità che hanno l’obiettivo di favorirne la bonifica. Abbiamo voluto incentivare il recupero a verde di queste aree attribuendo una premialità (il 10% di volumi in più) a condizione che chi acquisterà i diritti di edificazione li trasferisca nelle aree di trasformazione.

Tra gli spazi attualmente verdi ce ne sono alcuni che appartengono a grandi proprietari che forse non hanno gradito la nostra decisione di non attribuire a quelle aree indici di edificabilità. Non è escluso che ritengano sia stato leso un loro diritto e intentino procedure legali contro il Comune. Ma qui, signori miei, si tratta di capire che in Europa l’Italia è il paese ridotto in termini peggiori riguardo al consumo di suolo, e per di più che in Italia la ragione che ha occupato più suolo di tutte è proprio la Lombardia. Di questi dati numerici, chi come noi ha il compito di governare la città in vista del bene comune ha la necessità, l’obbligo, il dovere, di tenere conto.

Gli indici di edificabilità attribuiti negli ambiti di trasformazione, se tutte le possibilità di attuazione si realizzeranno, daranno luogo a un incremento demografico contenuto, valutabile in circa 1.200-1.300 abitanti.

Per quanto riguarda il bisogno di casa dei meno abbienti, l’housing sociale, e le tecnologie costruttive che garantiscano una qualità superiore dell’edificio riguardo al risparmio energetico, il nostro PGT concede a chi sceglie queste soluzioni un premio del 15% di volumetria in più rispetto a quanto determinato con l’indice 1,5.

Abbiamo previsto che vengano mantenuti i 45 metri quadrati per abitante di aree standard. È più del doppio del limite consentito dalla regione Lombardia.

Riguardo al Piano delle regole, e quindi al tessuto urbano consolidato, abbiamo abbassato (rispetto ai precedenti PGT) da 5000 a 3000 metri quadri la quantità di slp, e quindi di cubatura, per la quale diventa necessario il passaggio in Consiglio comunale per l’approvazione degli interventi. È una costruzione di 2 piani con 3 o 4 appartamenti. Si tratta insomma di tenere d’occhio lo sviluppo della città.

Concludendo si deve dire che Buccinasco, a differenza di alcuni Comuni vicini, ha la fortuna di disporre di un patrimonio di superficie non urbanizzata che è metà del suo territorio, un’area dove natura e ambiente formano un unicum a ridosso della grande città. Se osserviamo il tasso di urbanizzazione di Corsico, l’87%, di Cesano, poco sotto al 70%, e di Trezzano sul Naviglio, anch’esso di notevoli proporzioni, si comprende perché può e deve essere assegnata a Buccinasco una vocazione di riequilibrio complessivo del rapporto fra città e campagna e la funzione di offrire alla città metropolitana i frutti della sua vocazione agricola.

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UNA SCELTA PONDERATA

scelta ponderata[di Giambattista Maiorano]

Far finta di voltarsi dall’altra parte di fronte al vasto disagio che la “politica”, o meglio il comportamento dei politici, provoca è vivere fuori dalla realtà. Non c’è quindi da stupirsi del moto di antipolitica che si è affermato nel Paese. Lo registrano tutte le agenzie specializzate in sondaggi. Ce lo confermano non la percezione, ma il quotidiano sbattere la testa in trasmissioni del tutti contro tutti, le disinvolte giravolta di personaggi che credevamo inossidabilmente coerenti pur nella loro cocciuta chiusura, la comparsa di altri demiurghi e populisti, l’affermarsi di maghi e fattucchiere senza scrupoli, la pretesa di chi, sapendosi utilità marginale ed approfittando di un sistema elettorale la cui dignità è stata magistralmente definita dal suo stesso autore una “porcata”, intende rovesciare la logica che vuole che chi si afferma nelle urne, qualunque forza essa sia, ha il diritto/dovere di guidare il Paese.

La chiusura anticipata della legislatura ha confermato i sospetti: non c’era alcuna volontà di cambiare le regole per far tornare arbitro l’elettore. Anzi chi apertamente o subdolamente ha voluto contrastare qualsiasi riforma elettorale ha raggiunto l’esito sperato che era quello di gettare il Paese nel discredito e in una prospettiva di confusione e di ingovernabilità.

Non credo ci voglia un grande fantasia per individuare il massimo colpevole di questa situazione. Neppure credo utile un’approfondita ricerca di quanti, nella condizione data, ritengono di approfittarne. C’è qualcosa che unisce gli uni agli altri. I timorosi della possibile affermazione della coalizione guidata dal Partito Democratico, hanno scoperto il solito tormentone: niente po’ po’ di meno che il comunismo, nelle sue forme più autoritarie e stataliste con il ritorno della Russia di Stalin replicata nei panni di Pierluigi Bersani.

Ma, nel paese dei mille campanili e della rappresentazione permanentemente comica, il dibattito ha la necessità di abbeverarsi a fiumi dell’irrealtà nella speranza di inquinare i cervelli e le intelligenze delle persone, di tutti noi, facendo apparire oro ciò che oro non è affatto, e vere un sacco di frottole buone solo per gli allocchi.

Una considerazione spesso ripetuta, ma dalla quale spesso volutamente si sfugge, è quella che dimostra come l’ambito delle appartenenze si sia notevolmente ridotto. Basterebbe in questo leggersi i dati relativi agli iscritti ai partiti. Ciò realisticamente significa che nelle scelte ha sempre meno peso quella ideologica rispetto a una valutazione più pragmatica e di opinione. La scelta allora, più che determinata dai principi o supposti sacri principi ispiratori, è la conseguenza del giudizio sulla coerenza dei comportamenti delle persone, sui programmi, sulla capacità di progettare il futuro, sull’individuazione di percorsi che, senza bacchette magiche, siano in grado di introdurci in un futuro migliore dove i termini come equità, socialità, legalità riacquistino il loro valore. Significa inoltre capacità di entrare in  sintonia con l’opinione pubblica, il mondo del volontariato e del terzo settore, con l’espressione autentica della società civile facendo venir meno le barriere che taluni vorrebbero invalicabili con la politica.

Se tutto ciò contiene un qualcosa plausibile, non dico di verità, non è difficile individuare nel Partito Democratico l’unico soggetto politico che ha cercato di mettersi in discussione, anche faticosamente, ma con risultati che gli altri possono solo invidiare. Ha infatti scardinato e superato il “porcellum” attraverso il meccanismo delle primarie per i candidati deputati, lasciando scegliere agli elettori la gran parte sia dei parlamentari. È l’unico, e non smentibile, che è riuscito in virtù dell’acquisizione della logica pluralista, ad attrarre significativi pezzi di società civile e di volontariato nella consapevolezza che non potrà mai essere il proclama di una rinnovata lotta di classe, ma la capacità di sintesi tra i diversi mondi a creare le condizioni per un benessere più diffuso nell’equilibrio e nella solidarietà. È l’unico che con lucidità difende sino in fondo il rafforzarsi di una politica europea. È l’unico che manifesta apertamente il rifiuto dell’autosufficienza perché sa che, con le sue sole gambe, è impossibile cambiare in meglio questo nostro benedetto Paese. È l’unico che mi fa ancora credere e sperare in una chiara prospettiva bipolare da iscrivere nelle migliori tradizioni dei paesi europei.

Ci sarà chi vorrà accusarmi di cecità e di partigianeria e chi vorrà ancora rimproverarmi il mio essere cattolico in mezzo a tanti indifferenti se non addirittura anticlericali. Invito ciascuno a guardare in casa propria e a fare l’analisi di questi ultimi 20 anni. Invito ciascuno a valutare di come culturalmente i cattolici siano diventati inincidenti dopo le vicende di tangentopoli. Invito ciascuno a valutare come si siano spesso affidati, per un piatto di lenticchie, a uomini indegni, dimenticando che ancor prima delle prebende e dell’accumulo di potere c’è la testimonianza personale. Invito tutti ad accettare la sfida della complessità, a navigare in mare aperto, a spostare i paletti della tenda, a non aver paura del diverso, ad assumersi fino in fondo il coraggio delle scelte in coerenza al presupposto dell’autonomia e della responsabilità, principio teorizzato e proclamato dal Concilio, ma certamente non ancora assimilato. Invito tutti a rinunciare per sempre alla nostalgia di un’assurda unità nel partito unico, un disegno politico che sarebbe il tradimento dell’ispirazione sturziana.

Dico anche che l’esperienza lombarda con tutte le sue contraddizioni, certo salvaguardando gli aspetti in positivo che ha pur ha saputo esprimere, con l’incoerenza di un Roberto Formigoni giunto al massimo del ridicolo con l’apparente fermo contrasto alla Lega e con la vicenda Albertini, la stessa esperienza vissuta nella regione Lazio e, perché no, la decisione di un parlamentare europeo come Mario Mauro, non possono non farci riflettere e agire di conseguenza.

Per tutti infine, un invito ponderato a una scelta che avrà grande significato nella vita e nella concretezza del nostro quotidiano. Non è la frase di sempre. È la convinzione profonda che il nuovo non potrà che essere preceduto ed accompagnato da un serio cambio dello stile di vita e da un’etica che riporti in auge l’abusato termine del bene comune. Le ideologie muoiono, le idealità mai.

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VILLA POMA RINGRAZIA BUCCINASCO

villa-pomaRoberto Pedrazzoli, sindaco del piccolo comune del mantovano duramente colpito dal terremoto di fine maggio, ha inviato al primo cittadino di Buccinasco una lettera di ringraziamento per l’aiuto deciso dall’Amministrazione comunale, grazie ad una sottoscrizione tra assessori, consiglieri e cittadini. Il contributo è stato consegnato domenica scorsa a Villa Poma dal sindaco Giambattista Maiorano e dall’assessora Clara De Clario.

Buccinasco (12 dicembre 2012) – “Carissimo sindaco, ancora commosso dall’incontro fra le nostre Comunità di domenica 9 dicembre, ti prego di estendere all’intero Consiglio comunale di Buccinasco il grazie della nostra Amministrazione e di tutti i Villapomesi”. Così comincia la lettera inviata al sindaco Giambattista Maiorano da Roberto Pedrazzoli, primo cittadino di Villa Poma, comune in provincia di Mantova duramente colpito dal terremoto dello scorso maggio.

In occasione del Consiglio comunale, ieri sera lo stesso sindaco ne ha dato lettura pubblicamente portando a consiglieri, assessori e cittadini i ringraziamenti della cittadina a cui Buccinasco ha donato 5 mila euro.

Non appena eletto sindaco, Maiorano aveva proposto ai consiglieri comunali di devolvere ai terremotati il gettone di presenza della prima seduta del Consiglio comunale, invitando anche gli assessori a fare la propria parte. Gli stessi cittadini di Buccinasco hanno avuto la possibilità di contribuire con una donazione: volendo esprimere il proprio cordoglio per le famiglie vittime del tragico evento che ha colpito le popolazioni di Emilia Romagna e Bassa Lombardia, l’Amministrazione ha voluto anche manifestare la propria solidarietà attraverso un’azione concreta .

La scorsa settimana la Giunta ha quindi deliberato di stanziare la somma di 5 mila euro (in parte raccolta attraverso la sottoscrizione promossa dal sindaco a cui hanno concorso lo stesso primo cittadino, gli assessori, i consiglieri e i cittadini). Domenica 9 dicembre il sindaco Maiorano e l’assessora ai Servizi alla persona Clara De Clario si sono recati personalmente a Villa Poma, per consegnare il contributo nelle mani del sindaco Roberto Pedrazzoli e sono stati accolti da tutte le autorità cittadine e religiose.

“Abbiamo passato momenti terribili, di paura, di incertezze ma mai di sconforto – continua il sindaco di Villa Poma nella lettera di ringraziamento – come hai detto tu abbiamo ‘la schiena dritta’ e da subito ci siamo rimboccati le maniche. Abbiamo riscoperto la nostra fragilità ma abbiamo ritrovato la coesione. Ti voglio precisare che quella che tu hai definito ‘non una grande cifra’ ha per noi un valore immenso e a tutti voi grazie per questo gesto di civile solidarietà”.

“A tutti voi, alle vostre famiglie, ai vostri anziani gli auguri più sinceri di Buon Natale e di un Nuovo Anno di salute, serenità e pace”, conclude.

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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“NATALE È ATTENZIONE AL PROSSIMO”

Entro il 22 dicembre l’Amministrazione comunale offrirà un piccolo aiuto alle famiglie in difficoltà a causa della perdita del lavoro: dal 27 novembre al 7 dicembre è possibile presentare le domande presso la Caritas, la Croce Rossa e l’Acli per ottenere un contributo “una tantum” per trascorrere un Natale più sereno.

Buccinasco (23 novembre 2012) – Un contributo alle famiglie più in difficoltà, un segno della vicinanza dell’Amministrazione comunale e delle associazioni del territorio a chi non ha più un’occupazione e fa fatica a rientrare  nel mondo del lavoro.

La Caritas, con il patrocinio del Comune di Buccinasco e la collaborazione della Croce Rossa Italiana, promuove l’iniziativa “Natale è attenzione al prossimo”, per rispondere, seppur in maniera parziale, alle difficoltà emergenti derivanti dalla crisi economica.

Lo rileva l’undicesimo rapporto sulle povertà presentato nei giorni scorsi dalla Caritas ambrosiana, lo conferma lo stesso osservatorio degli Sportelli Caritas presenti sul nostro territorio: emerge un continuo aumento di famiglie residenti che hanno sempre maggiori problemi economici legati alla perdita di lavoro e all’impossibilità di rientrare nel mondo lavorativo.

Questo progetto affianca l’attività ordinaria di sostegno economico alle famiglie bisognose che già si rivolgono ai Servizi sociali, costituendo uno strumento aggiuntivo efficace in grado di raggiungere situazioni di conclamato bisogno in tempi molto brevi.

Le domande infatti saranno distribuite e raccolte da martedì 27 novembre a venerdì 7 dicembre presso i due Centri Caritas (Parrocchia Maria Madre della Chiesa, via Marzabotto 9, martedì e mercoledì dalle 15 alle 17 presso la segreteria; Parrocchia Sant’Adele, largo don Minzoni 2, martedì e giovedì dalle 17 alle 19, sabato dalle 10.30 alle 12), la sede della Croce Rossa Italiana (via F.lli Rosselli 6, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 11) e l’Acli (Via Marzabotto 9, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 12.30).

“Abbiamo accolto la proposta della Caritas cittadina, rappresentata dai parroci don Maurizio Braga e don Roberto Soffiantini, di elargire un contributo economico ‘una tantum’ per i nostri cittadini residenti e disoccupati – spiega il sindaco Giambattista Maiorano – mettendo a disposizione quei 15 mila euro che nell’ultima variazione di bilancio avevamo già destinato a chi è in difficoltà per la crisi economica”. E per rispondere ai bisogni crescenti di quei cittadini che perdono il lavoro per l’anno prossimo l’Amministrazione ha già deciso di fare di più: “Nonostante i tagli dello Stato, abbiamo il dovere di aiutare i nostri concittadini più in difficoltà, per cui nel bilancio 2013 stanzieremo la somma di 50 mila euro”.

“La Giunta ha scelto di valorizzare le Politiche Sociali, e tutti quei servizi che hanno il compito di aiutare i cittadini in difficoltà – sottolinea Clara De Clario, assessora ai Servizi alla Persona –   proprio in controtendenza alla attuale riduzione dei contributi sia del fondo nazionale che di quello regionale. Siamo infatti consapevoli che questa crisi avrà degli effetti negativi e aumenteranno le fasce dei più deboli. Per facilitare la distribuzione dei fondi che abbiamo previsto per la crisi, abbiamo lavorato insieme alla Caritas, alla Croce Rossa e alle Acli per costituire un gruppo di studio che ha avuto il compito di definire i criteri e i parametri di idoneità per accedere ai fondi e di individuare componenti della commissione che si occuperà di accogliere e analizzare le domande”.

Per avere diritto al contributo occorre essere residenti e disoccupati: la valutazione delle richieste, inoltre, terrà conto di alcuni criteri a cui verrà attribuito un punteggio (il numero di figli minori conviventi, essere componente unico del nucleo familiare, non godere di ammortizzatori sociali, aver eseguito nel 2012 solo lavori saltuari, avere un ISEE basso, sostenere spese di affitto o mutuo, versare all’ex coniuge e/o ai figli minori non conviventi un assegno di mantenimento, non aver ricevuto nel corso dell’anno contributi significativi – almeno di mille euro – da parte del Comune e/o della Caritas). Le domande poi saranno valutate da una apposita commissione costituita da un rappresentante della Caritas, uno della CRI e un rappresentante del Comune di Buccinasco, che insieme stabiliranno anche l’ammontare del singolo contributo da distribuire alle famiglie aventi diritto sia in base al numero di richieste pervenute sia in base al punteggio ottenuto. Entro il 22 dicembre sarà la Parrocchia Maria Madre della Chiesa a distribuire gli aiuti alle famiglie.

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

 

 

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NO AL CONSUMO DI SUOLO, RILANCIO DEI BORGHI AGRICOLI, UN NUOVO CENTRO CITTADINO. È LA NUOVA BUCCINASCO

Continua il percorso per l’adozione del nuovo PGT: ieri il sindaco Giambattista Maiorano ha presentato ai cittadini il Documento di Piano, approvato dalla Giunta. Ora tocca di nuovo alla città presentare istanze e contribuire al nuovo disegno della città.

Buccinasco (6 novembre) – Un volto nuovo per Buccinasco, un’identità ad una città immersa nel Parco Agricolo Sud Milano, patrimonio da valorizzare e tutelare anche nell’ottica della Città Metropolitana di cui il nostro territorio farà parte dal primo gennaio 2014.

Prosegue a passi veloci il percorso per l’adozione del nuovo Piano di governo del territorio, che il Consiglio comunale dovrà votare entro la fine dell’anno. Ieri è stato depositato e approvato dalla Giunta il Documento di Piano, che insieme al Piano delle Regole e il Piano dei Servizi, compone il nuovo strumento urbanistico. È toccato poi al sindaco Giambattista Maiorano, insieme all’Ufficio tecnico, presentarlo alla città in un’assemblea pubblica che ha visto la partecipazione di associazioni e cittadini che non hanno disertato un appuntamento importante per capire quale sarà il futuro della città e delle sue eccellenze.

Tre i principi fondamentali che hanno guidato il percorso di questi mesi: “Abbiamo riconfermato le indicazioni contenute nel programma del sindaco – spiega Maiorano – ossia il non consumo di suolo, la contrazione delle volumetrie rispetto ai tentativi precedenti, la valorizzazione della vocazione agricola delle due frazioni di Gudo Gambaredo e Buccinasco Castello e alla tutela del Parco Agricolo Sud Milano”.

“Il percorso, per quanto contratto nei tempi, è stato del tutto trasparente, – continua il sindaco – abbiamo acquisito quanto di positivo era già contenuto nelle precedenti esperienze, oltre ad aver valutato tutte le istanze pervenute anche oltre i termini”.

Sono state riprese le analisi fatte in passato, adeguandole però allo scenario attuale. A partire dal patrimonio abitativo rimasto invenduto e inabitato. Proprio per questo rispetto alle ipotesi degli anni scorsi le volumetrie sono state ridotte del 20% (e di conseguenza anche la previsione di nuovi abitanti che si attesteranno attorno ai 1200-1300). Secondo il principio del non consumo di suolo, in fabbriche dismesse e in disuso, “ambiti di trasformazione”, sono previste sia quote per nuove residenze sia spazi per il commerciale. Alcune si trovano nella zona tra via Resistenza e piazza San Biagio: “Qui abbiamo il sogno di realizzare un centro per la città”, ha affermato Maiorano che non ha mai nascosto il desiderio di contribuire (anche) così a costruire un’identità autentica a Buccinasco, con luoghi di ritrovo e socializzazione.

Nell’ottica della salvaguardia e della valorizzazione del territorio, si è pensato a “corridoi ecologici” (area di via Salieri e zona tra Mulino Bruciato e il confine con Milano) e all’acquisizione di aree di forte interesse naturalistico, come il lago di via Lario e il Battiloca.

Da non dimenticare la vocazione agricola dei borghi di Gudo Gambaredo e Buccinasco Castello, su cui tuttavia pesano un piano di intervento e un piano di recupero (già approvati dalla precedenti Amministrazioni e dal commissario): se il primo, il Parco Sud che ha posto dei vincoli importanti, per il secondo è in corso una trattativa tra l’Amministrazione e gli operatori a cui si è chiesto la rimozione delle cause che hanno originato i ricorsi della Provincia di Milano e di Legambiente oltre ad una possibile contrazione ulteriore delle volumetrie concesse.

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

Si rende noto che la bozza del Documento di Piano del Piano di Governo del Territorio del Comune di Buccinasco unitamente alla bozza del Rapporto Ambientale e alla bozza della Sintesi non tecnica sono depositati presso la Segreteria generale sita presso il Comune di Buccinasco, via Roma n. 2, in libera visione fino al 30/11/2012 e pubblicati sul sito istituzionale in allegato.

Chiunque ne abbia interesse, anche per la tutela degli interessi diffusi, può presentare suggerimenti e proposte entro la scadenza del 30/11/2012. Tali osservazioni vanno presentate in forma scritta e dovranno essere indirizzate a:

Comune di Buccinasco
Ufficio di Piano – PGT
Via Roma, 2
20090 Buccinasco (Milano)
e pervenire all’Ufficio Protocollo – Comune di Buccinasco

Clicca qui per leggere l’Avviso di deposito.

I documenti sono presenti sul sito del Comune

Bozza Documento di Piano

Bozza rapporto Ambientale

Bozza Sintesi non tecnica

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