Diamo a Buccinasco un’amministrazione finalmente efficiente e trasparente, capace di ascoltare.

Archivio per la categoria ‘BUCCINASCO LEGALITA’’

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RISERVATEZZA E SILENZI

[di Giambattista Maiorano]

Prendo spunto dalla recente visita della Guardia di Finanza nel palazzo comunale. Confermo anzitutto quanto ho avuto modo di commentare deludendo quelli che sono pronti a scommettere sui comportamenti dei così detti “politici” e sulla loro capacità di raggiro. Sono sereno e andremo avanti sulla linea impostata della trasparenza e della legalità, e la visita e il suo esito, il sequestro di un PC, non fanno altro che rafforzare questa volontà e offrire una nuova opportunità di perseguirla. Se ci sono delle ombre è bene che chi ha la potestà intervenga per fare chiarezza, condannare se trova riscontri, scagionare qualora il tutto dovesse rivelarsi infondato.

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PROCESSO CERBERUS, MAIORANO: “NON ABBASSIAMO LA GUARDIA!”

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Dopo il processo d’Appello bis che ha confermato le condanne del 2011, il sindaco esprime la sua fiducia nella giustizia, ricordando l’importanza di tutte quelle azioni amministrative che scoraggino qualsiasi infiltrazione mafiosa. Continua anche il lavoro culturale con scuole, giovani, associazioni.
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L’OTTIMO NEMICO DEL MEGLIO

SUA[ di Giambattista Maiorano ]
Accontentarsi è un po’ come sedersi. Non è bello. Ogni situazione, infatti, presenta margini di miglioramento. Per gente come noi, che non si concepisce onnipotente, le possibilità di andare verso il meglio possono essere sconfinate praterie.

Ancor prima di essere sindaco, più che ostentare pregi e capacità, ho voluto riconosce i miei limiti rifiutando l’immagine di uomo della provvidenza o di uomo tuttofare, rafforzando l’idea dell’insieme, del collettivo che lavora e aiuta chi è chiamato a coordinarlo. La normalità quindi come condizione dell’agire. Non per giocare a fare lo gnorri o rifugiarsi in una ipocrita ingenuità, ma per affrontare responsabilmente il proprio compito senza farsi vincere dallo sconforto di fronte alle critiche anche più assurde ed esacerbate che possono invece essere esse stesse stimolo a fare meglio e di più.
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“CONTRO LA CORRUZIONE RIPARTE IL FUTURO”

riparte_il_futuroSu proposta del presidente Rosa Palone, il Consiglio comunale aderisce alla campagna promossa da Libera e Gruppo Abele, che chiede ai candidati di ogni colore politico di sottoscrivere cinque impegni stringenti, tra cui la riforma della norma del Codice penale sullo scambio elettorale politico-mafioso nei primi cento giorni della nuova legislatura

Buccinasco (25 gennaio 2013) – La corruzione è uno dei principali motivi per cui il futuro dell’Italia è bloccato dall’incertezza. È un male profondo, fra le cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali.

In vista delle prossime elezioni del 24 e 25 febbraio l’associazione Libera e il Gruppo Abele hanno promosso un’ambiziosa campagna digitale – “Contro la corruzione riparte il futuro” – che si rivolge a tutti i candidati in Parlamento e Senato, anche Avviso Pubblico, rete di enti locali per la formazione contro le mafie, di cui Buccinasco fa parte, ne è sostenitore. Su proposta del presidente Rosa Palone ora aderisce anche il Consiglio comunale della nostra città.

“Considerate le vicende storiche – afferma Rosa Palone – il nostro Comune non può ritenersi esente dal fenomeno della corruzione, per questo ritengo ancora più importante l’adesione a questa campagna che mette in primo piano la trasparenza delle candidature. Chiederò anche a tutti gli altri presidenti dei Consigli comunali della Provincia di Milano di presentare un ordine del giorno simile”.

Nella seduta di ieri il sindaco Giambattista Maiorano e la maggioranza dei consiglieri in aula si sono impegnati a sostenere nella campagna elettorale unicamente i candidati che aderiscono alla petizione che chiede di sottoscrivere cinque impegni stringenti utili a potenziare la legge anticorruzione nei primi cento giorni di governo. Nel dettaglio, si chiede ai candidati di adoperarsi per modificare la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso, di pubblicare il proprio curriculum vitae, la propria situazione giudiziaria e la condizione patrimoniale e reddituale, oltre a dichiarare potenziali conflitti di interesse personali o mediati, ossia riguardanti familiari e congiunti.

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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LEGALITÀ ED ETICA PUBBLICA SONO LA BASE, CONDIZIONE NECESSARIA

Etica e Legalità[di Giambattista Maiorano]

Ho accolto venerdì sera la notizia con un sospiro di sollievo. Pensavo potesse prevalere la ragion di Stato, o meglio di partito. Erano uomini che “gestivano” un consenso importante, robusti pacchetti di voti. La Sicilia in questa tornata elettorale è una regione cruciale e per una certa scelta si rischia di pagare un prezzo assai alto. Prevalente è stata invece la voglia di fugare ogni ombra e quindi di applicare, per così dire, un principio di precauzione anche alla politica. Un atto di coraggio, di serietà, pro maiori utilitate suorum hominum.

La scelta era difficile. Da un lato c’era da tener conto del principio costituzionale della presunzione di innocenza. D’altro era necessario tenere anche conto della necessità di tutelare il diritto dei cittadini di essere amministrati da persone limpidamente al di sopra di ogni sospetto.

A fronte di spontanei o raccogliticci Comitati di Salute Pubblica, le cui intenzioni sono spesso strumentali, si è posto invece il Partito, con la sua autorevolezza, e con la sovranità che iscritti ed elettori gli hanno attribuito, e che i suoi organi dirigenti hanno il diritto e il dovere di esercitare.

C’era la necessità di mantenere una linea di rigore, e così è stato. Il Consiglio Nazionale dei Garanti è andato ben oltre quanto previsto dalla legge sulla incandidabilità recentemente approvata in Parlamento, nella convinzione che oggi ai partiti, è chiesto di fare di più, molto di più. Un decisione esemplare quella del CNG, che segna di nuovo un’ulteriore e marcata differenza rispetto a un Centrodestra che con l’obiettivo di garantirsi un buon risultato elettorale sembra essere, come al solito, disposto a tutto, o quasi (Dell’Utri e Consentino sono fuori).

Nella valutazione del CNG pare abbiano pesato, più che le fattispecie di reato contestate dalla magistratura agli eminenti rappresentanti del Pd, alcune intercettazioni ambientali e telefoniche, e rapporti di pubblica sicurezza che sembrano adombrare contiguità con la criminalità organizzata. Di questi fatti, ancorché da approfondire e verificare, non si può non tenere conto.

Certo la decisione del CNG che mette fuori dalla competizione elettorale dei pezzi grossi del PD può essere che abbia sconcertato e creato profonde delusioni. Sebbene lo sconcerto sia inaccettabile per parecchie ragioni, si può comunque comprendere la reazione del candidato Crisafulli che ha pubblicamente affermato: «Hanno vinto i giacobini. È giacobinismo allo stato puro. Un errore e una scorrettezza clamorosa. Così il Pd mostra un volto giustizialista». Silenzio e assoluto riserbo sono in alcune circostanze la via migliore, ma nel mondo del polverone mediatico la necessità di “comunicare” diventa un vizio, una smania, una coazione a ripetere, una frenesia incontrollabile, e domina e sopprime la razionalità.

È doveroso concludere con una considerazione sul sistema dei mass media. Hanno fatto il loro dovere, hanno puntato i loro potenti fari su eventi e persone, hanno fatto emergere fatti che ci interrogano, fatti da chiarire, fatti che forse qualcuno gradiva rimanessero nel dimenticatoio. Vedremo, perché c’è ancora molto lavoro d’inchiesta da fare (giornalistico e giudiziario), c’è una verità da cercare, c’è da scavare a fondo per capire, per superare un livello superficiale di valutazione, ci sono percorsi di chiarimento da fare. Questo anche perché il famoso “metodo Boffo” ci ha insegnato che esiste anche un tritacarne mediatico, fatto di polveroni sollevati ad arte (per coprire le proprie malefatte, per guadagnare visibilità e audience, per delirio narcisistico di onnipotenza), un tritacarne mediatico fatto di processi in TV con conduttori che si sostituiscono ai giudici, fatto di procedure penali sommarie, processi di piazza virtuale (facebook, blog ecc.). Sono dinamiche pericolose, evidentemente strumentali, un rischio da cui nessuno può chiamarsi fuori; accanto all’etica pubblica dei politici c’è in parallelo l’etica professionale dei giornalisti.

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UN NUOVO FUTURO PER VIA DELLA RESISTENZA

buccinasco via resistenza - area inquinata

buccinasco via resistenza – area inquinata (data immagine aprile 2008)

“Mi ricordo bene quei camion che andavano e venivano da via della Resistenza, avevo pensato che finalmente il Comune avesse cominciato a sistemare l’area”. È il ricordo di una cittadina di Buccinasco, presente la sera del 15 gennaio all’assemblea pubblica sul nuovo Piano di Governo del Territorio organizzata dell’Amministrazione. Tra i progetti, ambiti di trasformazione, volumi e sviluppo, si è parlato anche di quell’area di via della Resistenza ricordata dalla signora. Un’area comunale che resta una ferita aperta per Buccinasco, a causa delle sostanze inquinanti sversate negli anni passati. Lo ha ricordato anche l’ex sindaco Maurizio Carbonera, intervistato da Tv7, rotocalco del Tg1 andato in onda venerdì 11 gennaio.

Vale la pena ricordare quella storia per segnare finalmente un punto e voltare pagina, per restituire alla collettività un’area che merita di essere vissuta e, dopo anni di degrado, diventare un simbolo di legalità. Perché la storia non si ripeta, perché non ci sia più spazio e modo per interventi illeciti.

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Buccinasco Via Resistenza Buccinasco – Foto del 2001 – clicca per ingrandire

C’era ancora il sindaco Guido Lanati quando la sua Amministrazione decise di abbattere alcuni orti abusivi realizzati su quest’area comunale. Dopo l’intervento risultò necessario un ulteriore intervento per riempire il terreno che si trovava al di sotto del piano campagna. Cominciarono a quel punto movimenti “strani”. Era il 2001. Ad aprile e a luglio il consigliere Giampiero Camito presentò due interpellanze mai discusse (Clicca QUI e QUI) che chiedevano spiegazioni sul via vai di camion ricordati l’altra sera anche dalla cittadina. Chi aveva autorizzato il trasporto di materiali in quell’area? Per quale motivo si era deciso di trasformare un’area verde in discarica? Quali le aziende furono autorizzate al lavoro? C’erano analisi dei materiali depositati?

Domande importanti e doverose a cui allora, durante l’ultima Amministrazione Lanati, nessuno diede risposta. Né lo chiarì il commissario nominato dopo la caduta della Giunta.

Solo nell’autunno 2002 finalmente si cominciò a fare chiarezza, grazie all’intervento della nuova Amministrazione di centrosinistra, guidata da Maurizio Carbonera dal mese di giugno di quell’anno. Solo allora il Comune predispose carotaggi nel terreno incaricando la società Conal srl (febbraio 2003): i risultati arrivarono il 17 giugno 2003 e mettevano in evidenza la presenza di concentrazioni di cromo esavalente e idrocarburi con valori superiori ai limiti di Legge. Seguì un’immediata denuncia all’Autorità giudiziaria che però archiviò tutto. Poi il pm chiese un ulteriore approfondimento di indagine, su sollecitazione del sindaco.

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Buccinasco Via Resistenza Buccinasco – Foto del 2001 – clicca per ingrandire

Nel mese di maggio 2002 la ditta Barbaro Rosario – impresa movimento terra aveva richiesto all’Amministrazione Comunale il nulla-osta all’emissione della fattura per i lavori eseguiti in precedenza: il titolare infatti affermava di aver accumulato un credito di oltre 26 mila euro, per il lavoro secondo lui commissionato dalla ditta Seme Fiorito (che aveva la gestione dell’area su incarico del Comune). Rosario Barbaro affermava di aver provveduto all’immissione di materiali di risulta e alla stesura di un tappeto di terra di coltivo.

Non risulta però che sia stata rilasciata alcuna formale autorizzazione o assegnazione d’incarico, né a favore della ditta Seme Fiorito né alla ditta Barbaro Rosario, per la sistemazione dell’area, tanto è vero che quella fattura a Barbaro non fu mai corrisposta. Fu l’assessore al Bilancio a negare il pagamento. Era Giambattista Maiorano, oggi sindaco di Buccinasco.

E oggi l’Amministrazione Maiorano intende finalmente sanare la situazione. Il nuovo Piano di governo del territorio prevede per quest’area la bonifica e verde attrezzato.

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

In allegato le immagini del materiale sversato nel 2001, le interrogazioni

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“ILLUMINIAMO IL FUTURO, SPEGNIAMO L’ILLEGALITÀ”

Contro le mafie serve l’impegno di tutti, serve gettare i semi della cultura della legalità:  Buccinasco non dimentica la sua storia e chiama ancora una volta a raccolta le energie del territorio per non spegnere le luci sulla lotta alla criminalità organizzata. “Per questo motivo ci piacerebbe invitare Nando Dalla Chiesa a Buccinasco”: lo scrive in una lettera aperta Rosa Palone, presidente del Consiglio comunale.  

Buccinasco (30 ottobre 2012) – “Buccinasco ‘Platì del Nord’, non abbiamo paura di dirlo e neppure di amministrare la nostra Città. Ci siamo candidati e siamo stati eletti consapevoli che al nostro ex sindaco Maurizio Carbonera tra il 2002 e il 2007 furono bruciate due automobili, fu inviato un proiettile con gli auguri di Buona Pasqua, furono addirittura piantate tre croci a grandezza d’uomo in un’area periferica del nostro territorio e qualcuno si premurò di andare in Comune a spiegare quale fosse il valore simbolico del gesto. Unico primo cittadino in Lombardia tra il 2002 e il 2007  a subire attentati, tra i pochi sindaci a presentare denunce alla magistratura insieme alla sua Giunta di cui facevano parte anche l’attuale sindaco in carica Giambattista Maiorano e il vice-sindaco Rino Pruiti.

Lo diceva Paolo Borsellino: “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”.

Ora che la presenza capillare della ‘ndrangheta in Lombardia è conclamata siamo fieri di essere stati tra i primi ad “accendere la lampadina”, ad ammettere la presenza della malattia per iniziare a combatterla con tutti gli strumenti a disposizione. La famosa lampadina non si è mai spenta diventando ogni giorno molto più simile ad un faro perché le energie raccolte sul territorio hanno continuato ad illuminare con più forza il percorso intrapreso. Tantissime  associazioni sul territorio per anni hanno organizzato decine di iniziative di promozione della cultura della legalità, presentando libri, organizzando proiezioni di film, documentari, ospitando spettacoli teatrali, inchieste giornalistiche, invitando magistrati ed esponenti della società civile per parlare della presenza della ‘ndrangheta. Io stessa insieme ad un gruppo di giovani ho contribuito a fondare un’associazione che a Buccinasco è diventata un punto di riferimento dell’Associazione Libera Nomi e numeri contro le mafie,tanto da confluire poi nel presidio del sud ovest Milanese “Libera – Angelo Vassallo” di cui sono stata referente.

Nella primavera del 2012  ho deciso di candidarmi alle elezioni perché  mi sono resa conto che indignarsi non bastava più, che non serviva a nulla avere le mani pulite se le si teneva in tasca.

Come ogni scelta della mia vita l’ho fatto nella consapevolezza, conoscevo da anni le persone che facevano parte della mia coalizione, tutte pulite, oneste e soprattutto credibili, eccellenti maestri, ottimi compagni di viaggio. Un viaggio che abbiamo intrapreso da pochi mesi ma che ha già presentato tantissimi ostacoli e solo la forza della nostra squadra genuina ci ha dato la possibilità di superare.

Gli amministratori della Platì del Nord hanno bisogno di non essere lasciati soli e isolati. Abbiamo bisogno dell’energia  di tutte le persone oneste affinché la nostra “lampadina” non si spenga; si sa che al buio tutto è meno sicuro. Grazie a tutte le energie oneste, invece, abbiamo la possibilità di costruire quella “legalità organizzata” che potrà rendere finalmente Buccinasco un paese “normale”, dove parole come giustizia, onestà, buone pratiche siano assunte come valori fondamentali da tutti i cittadini.

Per questa ragione ci piacerebbe invitare a Buccinasco Nando Dalla Chiesa e Martina Panzarasa, autori del libro “Buccinasco, la ‘ndrangheta al Nord”. Partendo dalle loro analisi sul nostro territorio, segnato come i comuni a noi vicini dalla forte presenza della criminalità organizzata, vorremmo continuare a parlare di cultura di legalità, continuare a gettare semi che diventino anticorpi contro il potere pervasivo delle mafie. Serve l’impegno di tutti, tutti quelli che stanno chiaramente dalla stessa parte della barricata. Contro la mafia. Che non hanno paura di nominarla, né di affrontarla. Che non vogliono conviverci, e anzi non hanno timore di battersi in prima linea per sconfiggerla, per rendere Buccinasco un paese dove regna la legalità organizzata”.  

Rosa Palone

Presidente del Consiglio comunale di Buccinasco

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