Diamo a Buccinasco un’amministrazione finalmente efficiente e trasparente, capace di ascoltare.

Archivio per settembre, 2012

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UN’OPPORTUNITÀ PER GLI IMPRENDITORI DI BUCCINASCO

Buccinasco (28 settembre 2012)  – Ampliare la propria attività e scommettere sul futuro. Il Consiglio comunale di Buccinasco ha deciso di offrire un’opportunità importante per molti operatori del territorio che, nonostante la crisi economica, intendono investire sulla propria attività e, perché no, creare nuovi posti di lavoro per i cittadini del territorio. E’ stato approvato il regolamento per concedere ai commercianti di realizzare dehor su terreni di loro proprietà – terreni privati ma ad uso pubblico – per ampliare l’offerta ai clienti. Per loro è stato deciso un canone irrisorio.
In allegato il comunicato stampa
Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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OLYMPIA PALLAVOLO BUCCINASCO: UN’ECCELLENZA DELLA CITTA’

Buccinasco (26 settembre 2012)  – Oltre 500 persone ieri sera hanno partecipato alla presentazione della stagione sportiva 2012-2013 dell’Olympia Pallavolo Buccinasco, una vera e propria eccellenza per il territorio, non solo per i grandi risultati ottenuti dagli atleti ma anche per l’impegno ad educare ai valori dello sport. Presenti anche l’assessore allo Sport Mario Ciccarelli e il vice sindaco Rino Pruiti: ““Dobbiamo far ripartire il Comune puntando soprattutto su chi, come l’Olympia, si occupa di centinaia di giovani”. 
 
In allegato il comunicato stampa

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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I CITTADINI DISEGNANO LA BUCCINASCO DEL FUTURO

Buccinasco (26 settembre) – Una tappa importante della corsa verso l’adozione del nuovo Piano di Governo del Territorio. Ieri sera numerosi cittadini hanno partecipato alla prima Assemblea pubblica organizzata dall’Amministrazione per costruire insieme il nuovo strumento urbanistico che disegnerà il futuro di Buccinasco. Un primo incontro utile per capire le linee guida del prossimo PGT , da costruire insieme, anche con il contributo di associazioni, cittadini, operatori. Il prossimo incontro pubblico è in programma il 5 novembre, quando verrà presentato il documento di Piano.  Intanto entro il giorno 1 ottobre è possibile presentare istanze e proposte. 
“Non presentiamo un progetto definitivo – ha chiarito subito il sindaco Giambattista Maiorano – certamente abbiamo delle idee nel rispetto del nostro programma elettorale ma chiediamo il contributo di tutti”. Tra i punti fondamentali alla base del nuovo strumento urbanistico: il non consumo di suolo con il riutilizzo delle aree dismesse, la diminuzione delle volumetrie rispetto alle precedenti esperienze non giunte a conclusione, la valorizzazione delle aree rurali e la fruizione del territorio del Parco Sud, anche nella prospettiva di divenire parte della nuova Città metropolitana.

In allegato il comunicato stampa

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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I GUASTI DELLA MALA POLITICA

[ di Giambattista Maiorano ]

Con tanti guai, ci mancava solo l’indecoroso spettacolo della Regione Lazio. Mentre qui in Lombardia ci raccontano le vacanze da nababbo del governatore Formigoni, da Roma arriva la notizia di feste e festini a dir poco grotteschi. La realtà ha superato la fantasia di registi e sceneggiatori dei film più trash degli ultimi anni.

Come dar torto a chi si interroga sulla la solidità delle nostre istituzioni? Quelli di Roma sono politici che pur sono stati eletti con migliaia di voti di preferenza di cittadini e quindi giudicati, non da pochi intimi, “onesti”? E se fosse che il primo seme della corruzione sta proprio nel meccanismo della preferenza, cioè nello scambio preferenza-favore personale? Come non chiedersi che razza di classe dirigente, non solo politica, è stato in grado di costruire il nostro Paese? Domande non da poco, ma che ci fanno capire che dell’esame di coscienza un po’ tutti ne abbiamo bisogno, e che per invertire la rotta ci vuole uno sforzo molto potente! Sì, perché se è vero, come è vero, che è profondamente sbagliato fare di tutta l’erba un fascio, non possiamo nascondere che i fenomeni di degenerazione non hanno risparmiato neppure quei partiti, il mio compreso, e quei gruppi sociali che si ritenevano immuni ed eticamente non scalfibili. Che dire poi della società civile? Dei cechi che percepiscono la pensione di invalidità ma ci vedono benissimo? Che dire della massa di evasori fiscali? Che dire della banche che hanno venduto a ingenui clienti fondi di investimento spazzatura? E così via…

Lazio, Campania, Lombardia, Sicilia, Puglie … non c’è giorno che non siamo costretti a sorbirci palate di mala politica. Al cittadino onesto cadono le braccia, e si resta poi sconcertati da chi preso con le mani nella marmellata nega tutto, nega l’evidenza, avanza giustificazioni fasulle e palesemente insufficienti, oppure dichiara “lo faceva anche lui, e poi lui, e ancora quell’altro…” puntando il dito sui “compagni di classe o di giochi” come i bambini.

Rabbia e sdegno sono i sentimenti che sgorgano dal cuore di fronte a questi uomini che non conoscono la vergogna. Poi da un angolo profondo della mente emerge un desiderio, un desiderio di verità e di giustizia che genera una nostalgia.

Non si vive di nostalgia se ci si vuole tuffare nella costruzione del futuro. Ma a volte la memoria può salvarci, e in questo caso vale la pena di esaltare la nostalgia, cioè la memoria che mi fa sorgere un desiderio di buona politica, che mi fa ricordare l’epoca in cui fiorì la cultura dell’impegno sociale, l’epoca in cui la politica era realizzare il bene della città facendo sintesi nel rispetto delle proprie e delle altrui convinzioni.

Sarò forse un sognatore e per certi aspetti persino un “bacchettone”. Sento però forte il legame con l’ispirazione che fu propria di uomini come Giuseppe Lazzati o come Giorgio La Pira (a tanti probabilmente questi nomi non dicono nulla. Peccato!) che della realizzazione della “città dell’uomo” ne fecero una ragione di vita. Pur partendo da una fortissima ispirazione religiosa, la loro fatica fu sempre costruire bene e laicamente la città reale, una città fatta di uomini e donne in carne e ossa, tutti diversi, e con tutte le loro capacità e i loro limiti. L’obiettivo che li animava: la continua ricerca di una risposta forte ai bisogni dei meno fortunati per rendere equa o, almeno, più equa possibile la vita della comunità. Questa è l’idea di politica che a me piace, ed è possibile realizzarla perché uomini all’altezza di questa idea ci sono stati. Se non fosse così smetterei di impegnarmi.

Lo scoramento, la sfiducia, lo stillicidio di “cattive notizie”, possono produrre la tremenda tentazione di mettere tutto e tutti in uno stesso calderone, di mettere tutto e tutti nel frullatore di una contestazione chiacchierona e violenta che ha solo la forza di distruggere ogni cosa, senza però offrire una proposta positiva, un’alternativa valida. E in tutto questo c’è poi chi se ne approfitta per conquistarsi un posto al sole, un posto in Parlamento cavalcando l’onda dello sdegno, c’è chi ha capito che in questo periodo è più vantaggioso lucrare voti eccitando i giudizi di pancia piuttosto che parlare all’intelligenza proponendo soluzioni reali, concrete e praticabili, soluzioni sui programmi di governo e sulle alleanze.

 

È qui che va fatta una profonda operazione di rottamazione, che non è certo una guerra senza quartiere in nome del ricambio generazionale (a proposito, avete notato la schiera dei politici trentenni coinvolti nei “bagordi a spese nostre” del Lazio?). C’è da rottamare un’idea vecchia e devastante della politica, un’idea che altri hanno coltivato e fatto crescere nell’età del Cavaliere.  C’è da rottamare il berlusconismo, e non sarà facile.

C’è da rottamare l’idea malsana che basta un nome proposto dal “capo” di turno. L’abbiamo percorsa questa strada. Abbiamo visto quanto malcostume è stato prodotto negli ultimi vent’anni a furia di introiettare sempre più forti dosi di quella cultura berlusconiana dell’apparire in luogo dell’essere. Bastava essere bellocci, competitivi, soprattutto servili, possibilmente vuoti di testa, per meritarsi un posto al sole!  La competenza, la passione, la conoscenza del territorio, la fatica dell’approfondimento … tutte virtù poco utili, anzi persino dannose per quelli che amavano essere adulati, pronti a scucire qualche soldo dalle tasche per mostrare una pelosa carità o per comperare la schiera degli Esaù sempre abbastanza folta tra i cattolici, e nello stesso tempo alla ricerca continua di spassi notturni e di aerei di stato per soddisfare una megalomania applaudita da tanti e ritenuta da invidiare.

È morta la politica? Ne possiamo fare a meno? C’è bisogno più che mai di politica, di buona politica, della politica così come la concepivano quegli uomini del passato. C’è bisogno dei De Gasperi e dei Togliatti, dei Nenni e dei La Malfa, di gente che non se le mandava a dire, ma che hanno avuto il coraggio del reciproco rispetto e di un orizzonte che guardava al bene collettivo, a quello del Paese, di tutto il Paese.

Nel nostro piccolo, qui a Buccinasco, vogliamo riprendere questi insegnamenti. Mentre nel Lazio, la politica affoga in liquami maleodoranti, il nostro Consiglio Comunale ha votato all’unanimità l’adesione ad Avviso Pubblico, un’associazione tra enti locali che si propone di far vivere la politica sui binari della correttezza, della trasparenza, della legalità. Come Sindaco ne sono fiero perché sono sempre più convinto che se non si comincia dal basso, ben difficilmente in alto potranno rispecchiarsi.

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BUCCINASCO ADERISCE AD AVVISO PUBBLICO

Buccinasco (21 settembre 2012)  – Con 16 voti a favore, nessun astenuto e nessun voto contrario (solo un consigliere assente), ieri sera il Consiglio comunale all’unanimità ha deciso di aderire ad “Avviso Pubblico”, la rete di Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie che attualmente conta in tutta Italia oltre duecento soci tra Comuni, Province e Regioni. Un passo importante che l’attuale maggioranza aveva già annunciato in campagna elettorale: “L’adesione ad Avviso Pubblico – spiega il sindaco Giambattista Maiorano – è per noi un atto indispensabile, perché la legalità è un aspetto valoriale di tutta la nostra azione di governo. Non possiamo dimenticare la storia di Buccinasco ma dobbiamo superarla: vorrei che il nostro comune tornasse ad essere normale e ad amare la legalità”.

In allegato il comunicato stampa

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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SOCCI, QUANTO SCOCCI!

http://vortolina.wordpress.com/  settembre 6, 2012

di VINCENZO ORTOLINA

E così, Antonio Socci, l’ormai noto, esagitato intellettuale cattolico piuttosto caro a “Cielle” e più in generale alla destra, ha osato impartire, su un quotidiano guarda caso berlusconiano, una lezione di teologia morale, se così si può dire, nientemeno che al cardinale Martini appena morto, sostanzialmente ritenuto, dal saccente inquisitore, una sorta di “eretico”. Meritevole allora, più che altro, della sua pietà («spero che il cardinale abbia conservato la fede fino alla fine», termina il suo pezzo. lo … spudorato!).

«Martini ha sempre cercato l’applauso del mondo, ha sempre carezzato il potere e cioè la mentalità dominante», proclama il suddetto, che evidentemente ha conosciuto assai meno di quanto creda la sua “vittima”. «Con le sue idee ha sconcertato e confuso i semplici cattolici», insiste il “nostro”.  Peggio: col tripudio dei “media” più anticattolici e ostili a Gesù Cristo, ha fatto, in particolare, «il controcanto puntuale all’insegnamento dei Papi e della Chiesa», sentenzia il Torquemada di “Libero”. Al quale riesce evidentemente difficile spiegare come sia possibile che il cardinale in questione abbia “rischiato” di diventare, proprio lui, il Papa, nell’ultimo conclave. Bastava, forse, che avesse desiderato davvero sino in fondo «essere portato in trionfo», per usare una frase del “nostro”.

Quali sarebbero, in ogni caso, le colpe (i “delitti”?) dell’arcivescovo di Milano in questione? Giusto quelli acclamati dal quotidiano laicista “La Repubblica”, dice Socci: l’aver affermato (cosa non vera, peraltro, detta così) l’equivalenza di tutte le religioni, l’aver dialogato – horribili dictu – con l’Islam, e, a riguardo dei problemi più squisitamente “morali”, non aver mai condannato l’eutanasia, l’aver detto “si” – udite, udite – al preservativo, l’essersi mostrato possibilista (pur se strenuo difensore del “matrimonio tradizionale”, ma questo Socci non l’ha ricordato) in tema di riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto.

Anàtema sit”, pertanto, contro il cardinale biblista, o almeno contro la sua “dottrina” (espressa peraltro in «massime terribilmente banali», come le definisce, senza vergognarsi, il giornalista). Martini, uomo debole in tema di fede, maramaldeggia l’intellettuale cattolico (?) reazionario, incapace di affrontare con la debita forza i demolitori dei “dogmi”. Un uomo di Chiesa dimentico della profezia di Paolo, il quale aveva preconizzato che «verranno giorni in cui non si sopporterà più la sana dottrina ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità, per volgersi alle favole».

Da cattolico, a me viene da considerare, con un filo di nausea, che questo Socci, probabilmente nostalgico delle stesse “Crociate”, è rimasto fermo, sul piano teologico, ai tempi del concilio di Trento e della relativa, mortificante teologia morale “casistica”, a una concezione del “dogma” (inteso come asserto indiscutibile e non, invece, quale strumento d’interpretazione del misterioso evento della “auto rivelazione” di Dio all’umanità) decisamente riduttivo.

Non osi, allora, questo “neoteologo” di complemento, fare da maestro a nessuno.  Tantomeno, ovviamente, al “grande” Carlo Maria Martini.

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CRITICHE, CRITICI E REALTA’ DELLA SITUAZIONE

di Giambattista Maiorano

Meno male che ci sono. Se non ci fossero (critici e critiche) bisognerebbe forse inventarle, inventarle per evitare di vivere nel mondo assurdo del pensiero unico.

Leggo tutto. Cerco quotidianamente di sfogliare la stampa locale e di passare in rassegna i vari siti che parlano, sparlano e pontificano su di me e sulla nostra Amministrazione. Non amo soffermarmi sugli apprezzamenti positivi. Doveroso invece riflettere sugli appunti critici anche se non sempre disinteressati.

Mi arrabbio, e non poco, quando osservo che chi scrive, non si sia ancora accorto che la campagna elettorale è finita, e presidia ancora la sua trincea armato fino ai denti di una retorica ormai fuori luogo. Adesso c’è da voltare pagina, c’è da ricostruire, insieme, Buccinasco. La stucchevole retorica dell’antipolitica continua invece con le solite espressioni generalizzanti “i  soliti politici” ecc. Bene, si vadano a studiare, lorsignori, la vicenda del Comune di Arese, dove la società civile ha prima spazzato via i partiti alle elezioni sbaragliandoli con le liste civiche e poi si è accapigliata per questioni di denaro e di potere, e poi il Sindaco è durato 40 giorni (dimissioni 27 luglio 2012 e commissariamento).

Dopo la rabbia, non poca la voglia di rispondere a muso duro, ma forse non è giusto perché simili commenti sono più fondati sull’ignoranza che sulla malafede. Si ignora la situazione reale del Comune, si ignorano i problemi concreti da risolvere, che sono tanti e a volte si affollano e si affastellano sulle scrivanie e nella mente, problemi dell’oggi ma anche di ieri e dell’altro ieri, lasciati incancrenire sia dalla precedente amministrazione sia dal commissario.

C’è anche una vena di impazienza nei commentatori, anche questa fondata sull’ignoranza, sul fatto cioè che si ignorano le difficoltà reali di ciascuno dei problemi, e la quantità dei problemi, cose che impongono un paziente lavoro di valutazione delle priorità e pazienti procedure per istruire le pratiche, cioè per metterci la testa nei problemi e trovare soluzioni che non siano fuffa, propaganda, come quella politica dell’annuncio (e della conseguente rettifica o retromarcia) che ha ammorbato il dibattito politico italiano per un decennio.

Dice “ma di questi tanti problemi se ne deve parlare per piacere, non se ne discuta in segrete stanze o in segreti conciliaboli”. Calma e gesso, ne parleremo, ne discuteremo davanti a tutti, davanti alla città, nelle Commissioni consigliari, in Consiglio comunale, nei giornali, nei blog ecc. È che prima di parlare bisogna studiare e capire, altrimenti si rischia di dare aria ai denti, si rischia la superficialità, se non la cialtroneria e la chiacchiera, cose di cui i cittadini sono oltremodo stufi. Siamo duri di comprendonio? Forse, può darsi, a noi serve un po’ più di tempo. Istruire con calma i problemi serve a dare risposte non abborracciate.

Le critiche le incontro sulla carta, sulla carta stampata e sulla stampa virtuale, dove la chiacchiere germoglia facilmente e in alcuni casi dilaga senza freni.

I cittadini invece li incontro di persona, in carne ed ossa, e più che criticare mi dicono: ho questo problema, che cosa si può fare? Sono imprenditori, lavoratori, disoccupati ecc.

Io ho visto, vedo e incontro problemi da risolvere, tanta gente che invoca aiuto per il lavoro perso piuttosto che per lo sfratto imminente, imprenditori che chiedono alle istituzioni di sostenere i loro progetti di sviluppo industriale, insomma una comunità. Cerco di arrovellarmi per trovare soluzioni, per quanto è in mio potere.

Vedo e incontro persone che chiedono giustamente di uscire da un clima di sospetti continui e da quella coltre di malaffare e corruttela che hanno fatto di Buccinasco un simbolo negativo. Lo chiedono pacatamente, con grande dignità, non invocando il miracolo o organizzando la caccia continua ai colpevoli, ma con la forza di chi sa che bisogna uscirne in avanti, restituendo alla città la normalità della gente per bene che gli appartiene.

Dice “chi non fa non sbaglia”. Verissimo, e chi sbaglia si lasci correggere. Sacrosanto, ma c’è modo e modo. Le critiche non mi scivolano addosso. Ascolto, rifletto e poi valuto, scacciando con una risata certe punte (a volte esagerate) di acrimonia, e riesco a dire “ma guarda che pirla, però ha ragione”.

Diffido però apertamente di coloro che, come imperturbabili maghi, sfornano ogni giorno le loro ricette con soluzioni su tutto. Non c’è problema, non c’è argomento per quanto complesso che non sia per loro facilmente risolvibile: dalla pace nel mondo a quelli economici, da quelli più meramente organizzativi a quelli della gestione dei rifiuti, dalla realizzazione di una qualsiasi opera o servizio alla funzionalità dell’apparato comunale, dalla mobilità alla realizzazione del Piano di Governo del Territorio. Per tutto c’è una soluzione pronta all’uso (la loro, ed è sempre la migliore) quasi fossero enciclopedie onniscienti dal quale estrarre gli strumenti certi per non sbagliare, infallibili più e meglio del Papa. A confronto, un Mario Monti, un Mario Draghi, il segretario generale dell’ONU, il presidente degli Stati Uniti, lo stesso Pico della Mirandola non sono che modesti apprendisti.

Stiano tranquilli questi signori: i cosiddetti “mestieranti” della politica di Buccinasco (mai un nome, mai un cognome, anche perché di politici di mestiere nemmeno uno nella Maggioranza, tutti lavoratori o pensionati dediti al volontariato politico, mentre nella Minoranza…), i mestieranti della politica dicevo almeno per quanto riguarda gare e appalti di casa nostra hanno fatto una scelta precisa.  Gare ed appalti per opere e servizi che superano la rispettive soglie di 200.00 e 500.000 euro, proprio perché siano affermate legalità e massima trasparenza, saranno gestiti direttamente dalla Stazione Unica appaltante come da convenzione sottoscritta il 18 luglio scorso dall’attuale Sindaco con la Prefettura di Milano e l’Autorità delle Opere Pubbliche di Lombardia e Liguria. Un’iniziativa politica questa in cui ho commesso un peccato: non sono andato né sui giornali né in televisione a strombazzarlo, la massima trasparenza la si può raggiungere anche facendo con modestia il proprio dovere senza strombazzarlo in giro, senza ricercare a tutti i costi i riflettori della mediaticità! Un’omissione di cui non mi pento affatto e un peccato che rifarei di corsa.

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