Diamo a Buccinasco un’amministrazione finalmente efficiente e trasparente, capace di ascoltare.

Archivio per la categoria ‘BUCCINASCO SCUOLA’

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ARIA PULITA NELL’AULASANA DI VIA EMILIA

aulasanaSi è conclusa la fase di osservazione del progetto che ha portato nella primavera del 2011 all’installazione di due aeratori in un’aula al piano rialzato dell’istituto scolastico dove oggi si respira un’area migliore. Un progetto-pilota che vede Buccinasco all’avanguardia per l’attenzione alla qualità dell’aria nelle scuole

Buccinasco (31 maggio 2013) – Sono rarissime in Italia le scuole dotate di ricambio d’aria ad alta filtrazione, recupero di calore e riduzione di livello acustico. Tra le pochissime c’è la scuola media statale di via Emilia, dove si è concluso il periodo di osservazione del Progetto AulaSana, che ha portato nella primavera del 2011 all’installazione di due aeratori in un’aula dell’istituto scolastico dove oggi si respira aria migliore.

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VERSO LA CONCLUSIONE L’ITER PER LA NUOVA CONVENZIONE CON LA MATERNA DON STEFANO BIANCHI

di Giambattista Maiorano ]

Tutto è bene quello che finisce bene. Dopo Nova Terra, arriva in porto la nuova convenzione con la materna don Stefano Bianchi.

La ragionevolezza alla fine si è imposta e la materna, con l’approvazione del Consiglio Comunale chiamato ad esprimersi nel merito della convenzione, potrà continuare a svolgere quella sua funzione pubblica senza la quale Buccinasco non sarebbe in grado di soddisfare l’intera richiesta del servizio come lo è stato in passato. Un servizio, il ciclo scolastico per l’infanzia vale la pena chiarirlo, che seppure non obbligatorio, riteniamo essenziale e di grande valenza sociale. (altro…)

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UNA NUOVA CONVENZIONE PER LA NOVA TERRA

nova_terraCon 13 voti a favore, ieri sera il Consiglio comunale ha approvato la nuova convenzione con la scuola paritaria. Il sindaco Giambattista Maiorano: “Abbiamo condiviso un percorso con la Fondazione Nova Terra per sanare finalmente una situazione di abuso e garantire il diritto allo studio dei 300 studenti della scuola”.

Buccinasco (25 gennaio 2013) – Finito il tempo delle polemiche e scongiurato il rischio di demolizione. Per la scuola Nova Terra e i suoi 300 alunni si apre un nuovo capitolo, grazie alla Convenzione approvata ieri sera dal Consiglio comunale, con 13 voti a favore e una sola astensione, che ha sanato la situazione di abuso che si era creata.

“Fin dall’insediamento della nuova Amministrazione – spiega il sindaco Giambattista Maiorano – abbiamo condiviso un percorso con la Fondazione Nova Terra, riconoscendo l’interesse pubblico dell’edificio scolastico, in quanto la struttura garantisce il servizio formativo ed educativo ad oltre 300 alunni e sollevando il Comune dall’onere di individuare soluzioni alternative per le centinaia di bambini e famiglie coinvolti”.

Per sanare l’abuso, secondo quanto prevede la legge, la Fondazione deve procedere al pagamento di 429.256 euro di oneri (di cui già 113.046 già versati). In sostituzione di questa somma, però, con la Convenzione il Comune si impegna ad accettare la realizzazione di alcune opere a carico di Nova Terra. Entro il 31 marzo 2014 la Fondazione dovrà cedere in proprietà al Comune l’immobile destinato a farmacia. Adiacente ad essa, inoltre, sorgerà un locale destinato ad accogliere un piccolo bar e lo spogliatoio. Anche queste strutture diventeranno di proprietà del Comune che a sua volta li affiderà a Nova Terra in comodato d’uso gratuito per trent’anni, ma li potrà utilizzare per manifestazioni pubbliche. È previsto anche la realizzazione di un parcheggio ad uso della farmacia.

A garanzia dell’adempimento di tali obblighi, inoltre, l’Amministrazione chiede la consegna di una fidejussione alla Fondazione: “Il dovere della garanzia – specifica il sindaco – è proprio dell’Amministrazione pubblica che deve tutelare gli interessi di tutti i cittadini”.

Comincia dunque una nuova storia per la scuola Nova Terra e i suoi trecento studenti a cui finalmente è garantito il diritto allo studio, nel rispetto del dettato costituzionale e grazie ad un percorso condiviso condotto con trasparenza e legittimità nell’ottica dell’interesse pubblico.

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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IMU – LE PARITARIE – IL PARADOSSO!

imuparitarie[di Giambattista Maiorano]

Si sprecano in questi giorni i titoli sui giornali. C’è una strana rincorsa a chi la spara più grossa per meglio caratterizzarsi sul versante della laicità. Si parla di scuole paritarie e subito ci si riferisce a quelle istituite da iniziative legate alla Chiesa Cattolica come se fossero le uniche. Mi prende un dubbio: è laicità o più semplicemente laicismo?

Qualcuno potrebbe arrabbiarsi, ma lo dico lo stesso. E’ sacrosantamente giusto assoggettare gli ambienti di proprietà ecclesiastica, o comunque ad essa legati, utilizzati per meri fini commerciali alle stesse imposte di tutti gli altri. L’IMU? Bene sì, lMU sia. Ristoranti, alberghi, pensioni, cliniche di lusso anche se muniti di un luogo di culto, devono pagare né più, né meno degli altri.

Si ha talvolta invece l’impressione che per qualcuno sarebbe auspicabile sparissero completamente le opere della Chiesa così almeno non avremmo più a che fare con l’odore delle candele e ci si libererebbe di un colpo dall’intrusione dei preti. E così, che paghino quindi le chiese, i santuari, le cappelle, gli oratori e, perché no, dormitori e mense per i poveri. Non lo si dice forte, perché suona male, troppo sfrontato. Cosa farebbe, infatti, tutta quella ciurma di disperati se non riversarsi sulle nostre strade di piccoli borghesi ed alimentare le nostre paure con furti ed espropri? Ipocrisia bella e buone, ma non siamo capaci di arrossire, si lancia il sasso ed immediatamente si ritira il braccio.

E allora vai con le scuole paritarie. Parlo prevalentemente della scuola dell’obbligo. Siamo proprio uno strano Paese. Plaudiamo alla più bella Costituzione del mondo. Salutiamo con enfasi la riforma del ministro Berlinguer e poi, contraddizione in termini, ignoriamo che il sistema pubblico integrato affianca le paritarie alle statali. E invece, non per ignoranza, ma per pura convenienza per più efficacemente colpire l’immaginario collettivo, i media in genere le presentano semplicemente come “private” in pratica, sanguisughe, roba da abolire ed abolire il più in fretta possibile.

E’ il gioco dell’assurdo: il privato sociale e le attività non profit, da chiunque promosse, scambiate scientificamente per attività commerciali. La cosa buffa è che a sostenerlo è lo stesso Consiglio di Stato che nel nuovo regolamento afferma: “lo svolgimento di attività didattiche si ritiene effettuato con modalità non commerciali se l’attività è paritaria rispetto a quella statale e l’attività è svolta a titolo gratuito , ovvero dietro versamento di corrispettivi di importo simbolico (ovvero non superiore alla metà della media dei prezzi di listino offerti da attività similari nelle vicinanze, ndr) e tali da coprire solamente una frazione del costo effettivo del servizio”. Neppure la Croce Rossa.

Non sapevo (ovvio che certi signori hanno fiuto) che lo Spirito Santo si fosse trasformato in zecca clandestina tale da garantire poi l’intero stipendio al personale docente e non docente, tutte le dovute manutenzioni e un’infinità di garanzie ed assicurazioni a copertura di ogni possibile criticità. Perché quindi non chiedergli anche l’IMU? Prima o poi anche la Finanza si occuperà di Lui e finalmente potrà tradurlo in manette nelle patrie galere. E chi alo Spirito Santo non crede? Neppure questa soluzione …!

Scherzo, ma neanche tanto. Lo Stato fornisce a tali scuole modesti contributi. La grande cifra è scucita integralmente dalle tasche delle famiglie. Se vogliamo divertirci con la demagogia, diciamo pure che tanto sono ricche e sfondate, tutti figli di Berlusconi, e quindi che s e vogliono il lusso selo paghino! La realtà è molto diversa e la stratificazione sociale è né più, né meno quella che si riflette nelle scuole statali. Lo sanno anche i sassi, ma noi, noi no, siamo diversi.

Se lo Stato, negando sé stesso,  dovesse prendersi cura e garantire a studenti, docenti, non docenti di usufruire esclusivamente della scuola statale sarebbero dolori per tutti. I costi lieviterebbero in modo impressionante e il prelievo fiscale andrebbe alle stelle. Tutti avremmo fatto un ottimo guadagno: prima il salasso dopo l’abbandono del pluralismo come fonte di convivenza civile.

Fermiamoci solo un attimo a Buccinasco. Cosa succederebbe? Semplice: garantito per molti il doppio turno e per tutti, addio tempo pieno.

Auspico che ci si fermi prima di sollevare la scure. Non per la sola Chiesa, ma per tutte le forme che analogamente promuovono iniziative nel settore dell’educazione.

Se un consiglio posso dare è quello di smetterla di concepire il ruolo della Chiesa (non il papa, i vescovi, i preti,le suore, ma la Chiesa come comunità di tutti i credenti) in funzione della pura assistenza là dove altri non intendono sporcarsi le mani. E’ inconcepibile plaudire i Giovanni Paolo II°, i Martini, i Bello, i Diana, i Puglisi, i Tettamanzi, i Ciotti fermandoci solo alla loro passione civile. E’ la loro lezione che dovremmo avere il dovere di leggere e di riflettere. Non c’è riflessione in loro che non parta dal discorso della Montagna, le beatitudini, vissute all’ombra della misericordia. E’ un discorso difficile, per certi versi ostico ed incomprensibile soprattutto per chi non ha il dono della fede, ma l’unico onestamente che rende onore a queste persone e che permette di non strumentalizzarle.

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PARROCCHIALE? NO PERCHE’

[di Giambattisa Maiorano]

Nella vicenda della materna “don Stefano Bianchi” si inserisce spesso una domanda insistente. Perché mai, osservano in parecchi, un sindaco che conosciamo come convinto credente e praticante, non vuole  l’aggettivo parrocchiale associato alla materna di via Siena?

Comprendo la fatica degli interlocutori e ritengo legittima la loro curiosità. Una spiegazione è quindi   doverosa non per convincere qualcuno. Ciascuno è infatti libero di pensarla come vuole e merita rispetto, ma è giusto farlo perché siano chiare le motivazioni che traggono origine da fatti realmente accaduti dai quali chiunque può trarre le dovute conclusioni.

 La questione risale all’anno 2006 quando, da assessore, mi fu affidato il compito di rivisitare ed aggiornare la convenzione con la materna “parrocchiale”.

Partendo proprio da quell’impegnativo aggettivo ho dedotto il dovere istituzionale di interloquire direttamente con l’ufficio legale della Diocesi di Milano. E’ infatti prassi costante per gli enti ecclesiastici, tutto lasciava presumere che la materna rientrasse in questa classificazione, che le convenzioni con gli enti pubblici siano seguite ed autorizzate dagli uffici della curia.

La convenzione era sostanzialmente definita, quando sorprendentemente l’interlocutrice dell’ufficio legale, tuttora in servizio in altra mansione, mi comunica telefonicamente l’impedimento a procedere. Perché? Semplicemente perché alcuni membri del C.d.A della materna e lo stesso parroco dell’epoca, presentandosi di persona in piazza Fontana, hanno contestato l’intromissione della curia in ciò che ritenevano, giusto o sbagliato, un rapporto tra la cooperativa di gestione ed il Comune. Conseguenza ovvia: la materna si ritrova ad essere ente autonomo sottratto all’autorizzazione ecclesiastica superiore, depennata dall’annuario diocesano con la perdita della qualificazione giuridica di “parrocchiale”. La stessa, per altro, si iscrive in data 6 settembre 2006 all’Albo Regionale delle Cooperative Sociali.

Questi i fatti. L’uso dell’aggettivo “parrocchiale”, da quel momento, è quantomeno inappropriato. E’ certamente affidabile e tranquillizzante, ma non basta essere ospiti degli stessi locali per esserne abilitati. Ciò non significa che l’operazione non sia in sé legittima e che la scelta avrebbe dovuto portare a modifiche sostanziali di un modello e di una proposta educativa  che si erano rivelati positivi ed apprezzati e che ancora oggi lo sono. Una continuità lodevole da intestare al’iniziativa del gruppo ecclesiale di Comunione e Liberazione.

La decisione è indiscutibilmente incontestabile e rientra nella logica del privato sociale che, in funzione sussidiaria, esplica l’azione derivante dallo scopo statutario nell’ambito del sistema pubblico come riconosciuto dalla riforma del ministro Luigi Berlinguer del 1990/91.

Da credente un po’ tormentato, mi sono semmai posto altre domande circa il ruolo della parrocchia. Credo infatti che la parrocchia non possa che essere vista come l’identificazione dell’insieme di quanti la vivono e la frequentano al di là e al di sopra dei singoli carismi come ci ricorda S. Paolo. Nessuno può essere tanto improvvido da immedesimarsi talmente nell’istituzione da utilizzarla in esclusiva. Non sarebbe più Chiesa, ma l’ambito di un’esperienza ecclesiale, magari interessante e di peso come lo è a Buccinasco , che rischia, suo malgrado, di confondere la parte con il tutto.  Là dove questo succede, non è difficile si creino conflitti. E francamente, non se ne sente alcun bisogno.

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MATERNA “DON STEFANO BIANCHI”

di Giambattista Maiorano

Mi è stato chiesto con molta cortesia di incontrare, nella mia funzione di Sindaco, sei, massimo sette genitori della materna “don Stefano Bianchi”. Non c’era alcuna ragione per un no. Nulla avrebbe potuto ostacolare una visita preannunciata come uno scambio di opinioni magari vivace, ma pur sempre rispettoso. Appuntamento quindi alle 17,00 di giovedì 15/11 nel mio ufficio.

Il diavolo, si sa, fa le pentole e non i coperchi. Una galeotta missiva in posta elettronica viene recapitata ad un gran numero di genitori invitati ad accorrere al palazzo, quasi fossimo alla presa della Bastiglia, per far sentire forte la propria voce e comunicare delusione e dissenso sulla posizione assunta dall’Amministrazione sul tema. Non c’è scritto, ma il messaggio subliminale lo si intuisce chiaramente: caro Sindaco, così non va, o tutto torna come prima del commissario o altrimenti ci sarà casino, casino in piazza, casini nell’aula consiliare. Insomma, sei avvertito.

Puntuali alle 17.00 in attesa dietro la porta. Uno, tre, cinque, sette, basta? Macchè! 20, 21, 22, alè, viva l’eleganza e la parola data e per due volte confermata telefonicamente! Non una folla, certo, ma non mi sarei sottratto a una richiesta di assemblea. Sarebbe bastato essere seri: avrei esposto quanto già comunicato per iscritto ai membri del consiglio di amministrazione della scuola, unici accreditati interlocutori in questa partita. Non li ho mandati indietro, come pur avrei potuto fare. Ho aperto invece l’aula della giunta e fatti accomodare. Nonostante l’annuncio della missiva, nessun altro membro della Giunta era presente. Dalla comunicazione sembrava infatti che ci sarebbe stata l’intera giunta. Non ha capito l’audace autrice che non basta neppure una novella GioVanna d’Arco, davanti alla quale genuflettere a ordinare: la Giunta la convoca il Sindaco e, salvo assenza o malattia, il vice Sindaco.

Ho ascoltato le ragioni postemi all’attenzione. Ho cercato di illustrare e motivare la proposta dell’Amministrazione chiarendo che tornare a prima del commissario, non era e non è possibile non per il gusto di fare dispetti quanto invece per scenari e condizioni profondamente mutati. I toni a tratti sono stati molto tesi.

Rimproverato più volte di mancanza di linearità e parecchia incoerenza mi permetto di ricordare e ribadire che ruolo storico e funzione pubblica della materna “don Stefano Bianchi” non è in discussione. È stato ampiamente riconosciuto anche da quelle forze della mia coalizione meno propense se non contrarie a rilasciare simili attestati. Lo è per ciò che la scuola ha rappresentato e rappresenta, per il ruolo sussidiario esercitato, per il suo rapporto positivo con il territorio, per l’interazione con le materne statali. Lo è perché un certo ministro dell’Istruzione, Luigi Berliguer, nell’anno 2000 con la sua riforma, lucidamente coniò la definizione di sistema pubblico inserendo, oltre alle statali, le scuole paritarie solitamente frutto di iniziative del privato sociale, ferma restando la classificazione della non obbligatorietà delle materne e l’incapacità di finanziarle.

La crescita urbana di Buccinasco è stata man mano accompagnata dalla realizzazione di ulteriori tre plessi scolastici, inizialmente a carico del Comune poi passati nella competenza dello Stato, tranne che per i costi generali di funzionamento. La presenza di ben quattro plessi ha consentito sempre di soddisfare l’intera domanda e di accogliere anche bambini provenienti da fuori.

Il paese diventava città, le nascite si moltiplicavano, le risorse, per effetto degli oneri di urbanizzazione non erano per nulla scarse. Tutto era possibile all’interno di un contesto di crescita: dal rilascio alla “materna parrocchiale” oggi “Stefano Bianchi” di una convenzione, unica nel suo genere se non in Italia certamente in Lombardia, più che generosa e per di più senza scadenza, al contributo determinante dell’Amministrazione per la realizzazione dell’ampliamento della stessa scuola. Tutte le Amministrazioni che si sono succedute hanno riservato un occhio di riguardo per un ciclo scolastico che, seppure non obbligatorio, considerato nelle condizioni date “indispensabile”.

Con lo sconquasso del debito pubblico, con i tagli e i mancati trasferimenti di risorse dello Stato, con la battaglia sul patto di stabilità, con risorse sempre più decurtate, c’è ora da chiedersi: è ancora possibile lasciare come se nulla fosse e come la politica può e deve rispondere?

E inoltre, cosa dire a chi fa rilevare legittimamente che le tasse le paga fino in fondo e che si aspetta il corrispettivo in servizi chiunque li fornisca?

Il periodo di commissariamento, per sua natura imperiale, ha posto il problema mettendolo sul tavolo: da un lato l’inaccettabilità di una convenzione sostanzialmente eterna, dall’altra l’onerosità del contributo passato dall’Amministrazione Comunale per di più obbligata a conguagliare alla paritaria i ridotti o i mancati contributi elargiti da Stato e Regione.

È noto a tutti il percorso delle ipotesi formulate non senza, a mio avviso, un certo pregiudizio ideologico del commissario. La prima, con la drastica riduzione a 200.000 euro di contributo, avrebbe fatto morire un’esperienza e chiudere immediatamente la scuola. La seconda, poi siglata come intesa transitoria per un anno dalla cooperativa che gestisce la materna, ha ridotto l’importo corrisposto per l’anno 2011/12 da 552.000 a 470.960 euro. L’esito, per nulla scontato, è da ascriversi alla lotta dei genitori. Una parte di merito, per onestà intellettuale, va riconosciuta anche alla pressione esercitata da tutte le forze politiche che non si sono riconosciute nelle scelte della dr.ssa Iacontini.

Per parte mia e del centro sinistra è stato richiamata la necessità di corresponsabilizzare le famiglie nella copertura della differenza d’importo con l’introduzione di meccanismi riferiti alla capacità reddituale delle famiglie. Qualcuno ha subito parlato di penalizzazione, di eliminazione del principio di sussidiarietà, di abbandono dell’altro principio della libertà di scelta educativa frettolosamente dimenticando che l’unico strumento nelle mani dell’Amministrazione è quello di stabilire, sulla base dell’ISEE, le quote di partecipazione delle famiglie alla mensa.

Molto è cambiato e fingere, oltre che improprio, sarebbe imperdonabile.

Per fermarci al solo anno scolastico precedente 2010/11 sul bilancio del Comune il peso pro-capite sostenuto per bambino ha gravato per € 1.682,00 per la materna “don Stefano Bianchi” e di 680,00 per i frequentanti le materne statali. La differenza non è di poco conto. Invocare il proprio dovere fiscale di tartassati fino all’ultimo centesimo è comprensibile e sotto il profilo del principio condivisibile. Bisogna però tener conto di un elemento fondamentale: la differenza tra il principio di fiscalità generale e quello di fiscalità comunale. A parte gli evasori, tutti paghiamo le tasse allo Stato che dovrebbe tramutarli in servizi ai territori. Per quanto attiene le materne, sarà per il loro non essere obbligatorie, questo Stato riesce a soddisfare solo il 40% dell’utenza potenziale così che la copertura della paritaria “don Stefano Bianchi” è in parte massiccia a carico del Comune. Come dire, per i contribuenti di Buccinasco cornuti e mazziati. Se un difetto c’è, non può che essere individuato nell’ordinamento nazionale. Non c’è da giustificare niente e nessuno. Ma ci si chiede qualche volta come mai, nonostante l’avvicendarsi di legislatori alcuni anche molto legati al movimento che ispira gli amministratori della paritaria in questione, non ci si è mai arrivati?

Fin quando la coperta copriva tutto, nulla ostava alla grande generosità. Ma ora che la coperta è corta, per certi versi anche molto corta, ci si può permettere un pagamento a pie’ di lista? Come spiegare ai nostri cittadini che si usa la fiscalità comunale gravando su tutti a prescindere dall’uso del bene servizio.

Sento dire che tutto rientra nella capacità delle scelte politiche del Comune. Verissimo. Ma quando il barile è raschiato fino in fondo con il rischio reale di ridurre quantità e qualità dei servizi sociali erogati alla generalità dei cittadini, la scelta di un’Amministrazione non può che essere quella di muoversi con equità. E l’equità è anche quella di richiamare le famiglie degli utenti ad una corretta condivisione e partecipazione ai costi nella gestione della paritaria come succede in tutta Italia. Buccinasco non batte moneta propria e non è ancora divenuta repubblica autonoma.

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SCUOLA MATERNA “STEFANO BIANCHI”: IL SINDACO, “LA SCELTA DELL’AMMINISTRAZIONE È L’EQUITÀ”

Il Comune ha avviato un percorso per redigere nuova convenzione per la scuola “Don Stefano Bianchi”: con i tagli, i mancati trasferimenti dallo Stato e la battaglia sul patto di stabilità, il contributo comunale deve essere rivisto, tenendo conto sia del ruolo storico e della funzione pubblica dell’asilo di Romano Banco sia del principio di equità per tutte le famiglie di Buccinasco. 

Buccinasco (20 novembre 2012) – Le cifre parlano chiaro e dimostrano il grande valore che la scuola materna “Don Stefano Bianchi” costituisce per Buccinasco e per l’Amministrazione che, nonostante le emergenze sociali cui far fronte, i tagli ai trasferimenti dello Stato (i trasferimenti nel 2015 saranno pari a 0), la battaglia per il patto di stabilità, non rinuncia ad elargire un contributo importante – tra i più alti in Lombardia – per una risorsa storica per il nostro territorio mai messa in discussione. Sono infondate, infatti, le ipotesi della possibile costruzione di un nuovo asilo comunale, che non è previsto né nel piano delle opere pubbliche né nel nuovo Pgt.

Da mesi l’Amministrazione ha avviato un percorso per redigere una nuova convenzione, che non nega il ruolo storico della materna, ma si muove nell’ottica dell’equità, come il sindaco Giambattista Maiorano ha spiegato sia ai componenti del consiglio d’amministrazione della scuola sia ai genitori incontrati la scorsa settimana.

Le cifre appunto: per fermarci al solo anno scolastico 2010/2011 sul bilancio del Comune il peso pro-capite sostenuto per bambino ha gravato per 1.672,72 euro per la materna don Stefano Bianchi e di 683,96 per i frequentanti le materne statali. La differenza non è di poco conto. È noto a tutti il percorso delle ipotesi formulate dal commissario prefettizio. La prima, con la drastica riduzione a 200 mila euro di contributo avrebbe fatto morire un’esperienza e chiudere definitivamente la scuola. La seconda, poi siglata come intesa transitoria per una anno dalla cooperativa che gestisce la materna, ha ridotto l’importo corrisposto per l’anno 2011/2012 da 552 mila euro a 470.960 euro.

“Per parte mia e del centrosinistra – chiarisce il sindaco – è stata richiamata la necessità di corresponsabilizzare le famiglie nella copertura della differenza di importo con l’introduzione di meccanismi riferiti alla capacità reddituale delle famiglie, così come fa l’Amministrazione per le scuole pubbliche: l’unico strumento nelle mani dell’Ente è quello di stabilire, sulla base dell’ISEE, le quote di partecipazione delle famiglie alla mensa”. Il sindaco ricorda anche che lo Stato, proprio per quanto attiene le materne, riesce a soddisfare solo il 40% dell’utenza potenziale così che la copertura della paritaria “Don Stefano Bianchi” è in parte massiccia a carico del Comune: “Se un difetto c’è, non può che essere individuato nell’ordinamento nazionale, ma fin quando la coperta copriva tutto, nulla ostava alla grande generosità. Ma ora che la coperta è corta, per certi versi molto corta, come spiegare ai nostri cittadini che si usa e si incrementa la fiscalità comunale gravando su tutti a prescindere dall’uso del servizio?”.

Proprio per questo la proposta di convenzione che l’Amministrazione sta studiando ripropone come tetto massimo di contributo i quasi 471 mila euro stabiliti per lo scorso anno. Con questo il Comune adotta un comportamento identico a quello della Regione Lombardia che nel BURL pubblicato il 5 novembre 2012, riguardo alla questione “Assegnazione dei contributi regionali a sostegno delle scuole d’infanzia non statali e non comunali per l’anno scolastico 2011/2012” afferma chiaramente che i contributi “sono definiti per ciascuna sede scolastica in relazione al numero di sezioni, con possibilità di adeguamento (positivo o negativo) proporzionale, in riferimento al rapporto tra domande pervenute e disponibilità di bilancio regionale”. Il buon amministratore del Comune ha il dovere e l’obbligo di valutare in modo serio e responsabile la “disponibilità di bilancio comunale”, perché dell’uso del denaro pubblico ne risponde all’intera cittadinanza, e non solo ad una parte.

Rispetto allo storico è previsto un taglio di circa 80 mila euro: questo tuttavia non porta al raddoppio della retta per le famiglie (è stato calcolato un aumento di circa 30 euro al mese).

“La scelta di un’Amministrazione – ribadisce Maiorano – non può che essere quella di muoversi con equità. E l’equità è anche quella di richiamare le famiglie degli utenti ad una corretta condivisione e partecipazione ai costi nella gestione della paritaria come succede in tutta Italia”.

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

 

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PREVENZIONE INCENDI E IMPIANTO IDRICO: FINALMENTE ARRIVA L’ADEGUAMENTO ANCHE PER LA SCUOLA DI PRIMO MAGGIO

Continua lo sforzo dell’Amministrazione per rendere le scuole di Buccinasco più sicure: ora tocca alla scuola primaria “1° Maggio” che aspetta dal 2008 un intervento di adeguamento alle norme anti incendio e potrà contare anche su opere di manutenzione straordinaria all’impianto idrico.

Buccinasco (16 novembre 2012) – Misure ipotizzate ma mai realizzate: è ora di recuperare il tempo perduto e intervenire per rendere le scuole più sicure per gli studenti di Buccinasco. Proprio per questo la Giunta ha previsto, per l’anno 2013, di destinare il massimo della spesa possibile per la sicurezza e la manutenzione delle scuole, compiendo uno sforzo notevole, soprattutto in un momento così difficile per gli Enti locali, su cui continuano a pesare i tagli ai finanziamenti da parte dello Stato.

Dopo alcuni interventi in altre strutture (effettuati la scorsa estate), ora tocca alla scuola primaria di via 1° maggio: già nel 2008 l’Amministrazione precedente aveva approvato uno studio di fattibilità relativo all’adeguamento normativo degli edifici comunali con particolare riguardo alla prevenzione incendi. In seguito sono state effettuate alcune opere, ma mancano le certificazioni: l’Amministrazione Maiorano si impegna dunque ad ottenere il certificato di prevenzione incendi per il plesso scolastico, entro l’anno 2012. E soprattutto ha disposto una spesa di 8.300 euro per consentire le opere di manutenzione straordinaria all’impianto idrico del plesso scolastico.

“Non ci stancheremo di ripeterlo – ha  dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici Rino Pruiti – la sicurezza delle scuole è una nostra priorità, per questo stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per destinare a questo capitolo tutti i fondi necessari, anche perché dobbiamo recuperare il tempo perso dall’Amministrazione precedente e dal commissario prefettizio”.

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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INCIDENTE NELLA SCUOLA DI VIA MASCHERPA

Buccinasco (6 novembre 2012) – Nel primo pomeriggio di oggi si è verificato un incidente nella scuola primaria Mascherpa: mentre due bambine di dieci anni si trovavano in bagno, la parte superiore di un calorifero (un radiatore tubolare verticale dal quale si è staccato uno dei ganci nella parte superiore) è scivolato sulle bambine, che sono poi state subito portate all’ospedale San Paolo di Milano per i controlli del caso. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale e i colleghi dell’Ufficio tecnico che hanno fatto un sopralluogo anche in tutto il resto della struttura verificando che tutti gli altri caloriferi fossero in sicurezza. Del resto da parte della scuola non è arrivata alcuna segnalazionedi problemi e la scorsa estate la stessa struttura è stata oggetto di manutenzione straordinaria da parte del Comune.

Proprio in questi minuti il sindaco Giambattista Maiorano si trova all’ospedale San Paolo: “Sono con le bambine in ospedale e per fortuna ho verificato che non hanno nulla di grave come mi ha confermato la pediatra – spiega il sindaco – solo una delle due ha una piccola escoriazione sulla fronte, per il resto sono ancora spaventate ma credo che già domani rientreranno a scuola“.

Ancora non si conosce esattamente la dinamica dell’incidente, il sindaco attende la relazione dell’Ufficio tecnico e della Polizia locale per poi decidere come intervenire: “Le nostre scuole non presentano problemi strutturali – assicura comunque Maiorano – e proprio la Mascherpa in estate è stata oggetto di manutenzione”.

“La Giunta per il 2013 ha deliberato di prevedere a bilancio il massimo della spesa possibile per la sicurezza e la manutenzione delle scuole”, aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici Rino Pruiti.

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INAUGURATO IL NUOVO GIARDINO DEI PICCOLI

Il sindaco Giambattista Maiorano sabato 27 ottobre ha inaugurato l’asilo nido di Robarello. Un traguardo importante per tutta la città e le famiglie a cui hanno contribuito tre Amministrazioni che negli anni hanno lavorato per la sua realizzazione.

Buccinasco (29 ottobre 2012) – “Tocca a me tagliare il nastro e inaugurare il nuovo nido ma i meriti non sono solo della mia Amministrazione”. Così il sindaco Giambattista Maiorano ha esordito sabato mattina, in occasione dell’inaugurazione ufficiale della struttura di via Privata Mulino 1 che già dagli inizi di settembre ospita i piccoli che frequentano l’asilo nido “Il Giardino dei Piccoli”. Il primo cittadino, con onestà, ha riconosciuto l’impegno di chi lo ha preceduto per portare avanti un progetto importante per le famiglie di Buccinasco. Perché i loro piccoli possano vivere con serenità e in spazi adeguati. “C’è chi lo ha pensato – ha aggiunto il sindaco – chi ha dato l’avvio ai lavoro e chi lo ha completato”.

La struttura d’altra parte si presta anche ad altri usi. Il piano interrato, molto ampio, in futuro potrà essere destinato alle associazioni del territorio, in modo che trovino qui spazio per lo svolgimento delle loro attività. Occorre però trovare i fondi per la sistemazione dei locali. 

Per consentire l’apertura nel mese di settembre, con l’avvio dell’anno scolastico, i lavori per il nido sono stati ultimati la scorsa estate. Con un investimento di circa un milione di euro (in parte finanziato dalla Regione) è stata recuperata la vecchia scuola elementare, dotata ora di impianti di ultima generazione che consentono riscaldamento e raffrescamento adatti ai bambini, un nuovo tetto, una caldaia più moderna. Ampi gli spazi per i bambini, con le aule per la psicomotricità, per la nanna, per il gioco, per le attività didattiche e per la pappa, oltre ai locali destinati alle educatrici e al personale di supporto. La struttura è all’avanguardia anche per l’attenzione all’ambiente e al risparmio energetico: lo dimostrano il cappotto realizzato attorno all’edificio, i serramenti a taglio termico, i vetri a basso emissivo, il soffitto radiante.

Le famiglie e i cittadini presenti hanno potuto visitare la struttura dopo il taglio del nastro e l’intervento non solo del sindaco ma anche delle educatrici del nido che hanno ripercorso le tappe del loro lavoro (fin dalla nascita del nido nell’anno 2000) e i principi educativi che le guidano. A partire dalla considerazione del bambino come unico e irripetibile e dalla priorità fondamentale di costruire una relazione affettiva con ogni bambino e la sua famiglia. 

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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UN NUOVO NIDO PER BUCCINASCO – INAUGURAZIONE SABATO 27 OTTOBRE

Un nuovo nido per Buccinasco – Sabato 27 ottobre (ore 10.15) sarà inaugurata la nuova struttura in via Privata Mulino 1 che ospita “Il Giardino dei Piccoli”. Un investimento di circa un milione di euro per recuperare la vecchia scuola elementare, dotandola di impianti di ultima generazione ed offrire ai più piccoli spazi ampi e adeguati alle loro esigenze.

Buccinasco (19 ottobre 2012) – Non solo tagli, non solo rinunce. Buccinasco ha il diritto e il dovere di costruire il futuro per i suoi cittadini, pensando in particolare ai più piccoli e ai bisogni delle famiglie. Ed ecco per loro e per tutta la città finalmente una buona notizia, con l’inaugurazione ufficiale del nuovo nido di Robarello, un nuovo Giardino dei Piccoli (già in funzione dai primi di settembre).

La nuova struttura in via Privata Mulino al civico 1 sarà inaugurata ufficialmente nella mattinata di sabato 27 ottobre dal sindaco Giambattista Maiorano insieme alle educatrici che ogni giorno si prendono cura dei piccoli delle tre sezioni Tulipani, Girasoli e Margherite.

Dopo il saluto delle autorità e la benedizione del parroco, è previsto il lancio dei palloncini con i bambini e il taglio del nastro. Le educatrici accompagneranno poi i cittadini all’interno della struttura per una visita guidata e ci sarà la proiezione di un filmato sulle linee educative, oltre ad una mostra fotografica (durante tutta la manifestazione non mancherà anche l’animazione per i più piccoli).

La giornata di inaugurazione sarà quindi l’occasione per incontrare genitori e bambini del nido e delle altre scuole: la sistemazione delle strutture scolastiche è infatti una delle priorità di questa Amministrazione per garantire ai bambini, alle famiglie e alle insegnanti di poter affrontare con serenità l’impegno educativo di ogni giorno.

La storia del Giardino dei Piccoli nasce nel 2000 quando a Buccinasco viene aperto il terzo nido in via Privata Mulino 22, in una struttura che però presentava molti limiti.

I lavori sono terminati prima dell’estate e hanno comportato un investimento da parte dell’Amministrazione comunale di circa un milione di euro. È stata ristrutturata la vecchia scuola elementare ormai vuota, dotandola di impianti di ultima generazione che consentono riscaldamento e raffrescamento adatti ai bambini. Anche dal punto di vista ecologico, la struttura è all’avanguardia, grazie al cappotto attorno al fabbricato, i serramenti a taglio termico e i vetri a basso emissivo, il soffitto radiante. Rifatto anche il tetto e sostituita la caldaia.

Spazi più ampi, colori adatti ai bambini, arredi adeguati hanno permesso alle educatrici di creare ambienti che rispondano al meglio alle esigenze dei piccoli e consentano di proporre attività in grado di sviluppare le capacità cognitive, motorie e verbali dei bambini.

La nuova disposizione interna è tutta a misura di bambino, con le aule per le tre sezioni, lo spazio per la psicomotricità, il gioco, il pranzo. Altri locali sono destinati alle educatrici e al personale di supporto. Un altro fiore all’occhiello della struttura è l’ampio giardino interno, dove la scorsa estate l’Amministrazione ha sistemato molti giochi e arredi adatti ai piccoli. Il presente e il futuro di Buccinasco. 

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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50esimo ANNIVERSARIO SCUOLA MATERNA PARROCCHIALE. IL SALUTO DELLE AUTORITA’

16 giugno 2012 – 50esimo Anniversario Scuola Materna Parrocchiale Don Stefano Bianchi.
Il saluto del Sindaco di Buccinasco Giambattista Maiorano e di Don Silvano

e il saluto di Francesca Arnaboldi, già Sindaco di Buccinasco.

 

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BASTA DISINFORMAZIONE SULLA SCUOLA MATERNA “PARROCCHIALE”

di Gianni Maiorano
Che cosa io pensi a proposito della Scuola Materna sedicente “parrocchiale” e quali siano i passi necessari per ristabilire un corretto e proficuo rapporto con l’istituzione Comune è perfettamente descritto nel volantino distribuito in città con l’adesione di tutte le forze politiche che appoggiano la mia candidatura a Sindaco.
A quanto già dichiarato c’è veramente poco da aggiungere se non qualche breve riflessione a seguito della piccata risposta a firma del Consiglio di Amministrazione della Materna stessa (Clicca QUI), risposta che si definisce informativa mentre è invece un esempio di disinformazione.

Il fatto è che il volantino del Centrosinistra (Clicca QUI) ha colpito il bersaglio: nessuna demagogia, nessuna pregiudiziale ideologica, ma anche nessuna promessa elettorale. Forse il Consiglio della scuola si aspettava altro. Forse si aspettava la guerra, cioè che non fosse riconosciuta la funzione pubblica e l’utilità sociale del servizio, forse si attendeva una specie di sconfessione del concetto di sussidiarietà, forse sperava in un applauso incondizionato al Commissario Francesca Iacontini… E invece no.
Non hanno capito i nostri amici che il mondo è parecchio cambiato. Sono rimasti all’alba del 1999 dal punto di vista giuridico, anno a partire dal quale nelle convenzioni è obbligatorio mettere data di inizio e fine (ce lo ricordano loro stessi). Sono anche rimasti al 2006/2007 dal punto di vista politico, come se da allora ad oggi, nel frattempo, niente fosse accaduto.

Già, proprio il 2006! Si cita il protocollo d’intesa di sei anni fa con l’allora amministrazione di Centrosinistra, ma si dimentica che anche in quella circostanza fu promossa una raccolta di firme proclamando ai quattro venti menzogne del tipo “Vogliono farci chiudere, ci vogliono togliere i contributi”. E la storia ripete lo stesso copione oggi, nella successiva occasione elettorale.
La proposta formulata allora dal Centrosinistra era seria e interessante (e lo sapete bene, e c’è pure tra voi chi lo pensa e chi lo dice pubblicamente); prevedeva la storicizzazione dei costi medi pro capite sopportati dal Comune, il riconoscimento dell’incremento ISTAT anno per anno e l’impegno a coprire parzialmente le eventuali esigenze di manutenzione. Rifiutava ovviamente la logica del conguaglio a carico dell’Amministrazione in caso di mancanti contributi di Stato e Regione, una correzione semplicemente doverosa. Ma l’obbiettivo allora (è così anche oggi?) non era certo raggiungere un ragionevole accordo e perciò avanti con un conflitto dove politica e religione si mescolano e si confondo proprio come nei fondamentalismi di ogni tipo.

Scuola materna “parrocchiale”? No, non è vero. Niente a che fare con un’entità ecclesiastica e quindi soggetta all’indispensabile controllo dell’ufficio legale della diocesi di appartenenza. Nel 2006 l’Amministrazione di Centrosinistra si rivolse esattamente alla diocesi per venire a capo di quell’aggettivo “parrocchiale”, che stando così le cose era ingiustificabile, e per offrire un arbitro più che favorevole con cui discutere la convenzione. L’iniziativa di dialogare e concordare con la diocesi fallì miseramente perché un bel mattino quattro soggetti, dei quali a me sono noti nomi e cognomi, si recarono in piazza Fontana al palazzo arcivescovile rifiutando qualsiasi intervento dell’ufficio legale (chissà perché vi domanderete voi cittadini di Buccinasco…) rivendicando invece l’autonomia gestionale.

L’ultima annotazione è relativa alla mia firma sui bilanci (due, essendo stato assente all’approvazione del secondo) nei tre anni durante i quali sono stato membro del Comitato Tecnico. Perché non avrei dovuto firmare al di là delle obiezioni di forma e di sostanza sempre sollevate? Sì, perché di obiezioni ne ho sollevate parecchie, ma verbalmente, il che significa in buona fede e avendo fiducia nelle persone a cui mi rivolgevo. Mi accorgo oggi, invece, che avrei dovuto mettere tutto per iscritto in lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Comunque voglio semplicemente ricordare che è norma, è prassi, è consuetudine che le regole si rispettino anche quando non sono condivise. Fintanto che le regole, nel nostro caso la convenzione, non sono modificate valgono. Questo è per me  rispetto delle regole e quindi si firma.

Potrei continuare e togliermi qualche altro sassolino dalle scarpe per respingere alcune volgari insinuazioni delle Vanna “Marchi” di Buccinasco, ma credo non interessi a nessuno.

Torniamo quindi alle cose importanti. Qualora dovessi diventare Sindaco l’impegno è trovare la soluzione più idonea e meno onerosa all’interno di una situazione di bilancio che non sarà facile gestire. E questo nell’interesse delle famiglie legittimamente preoccupate, ma anche dell’intera comunità cittadina, al di là delle urla e degli strepiti di coloro che hanno voluto adottare la peggiore delle strategie: la propaganda elettorale. Si dice «Non volendo entrare in alcun modo nella disputa elettorale…» (Excusatio non petita…?!), ma di fatto i tempi e i modi con cui oggi è stato posto il problema manifestano in modo smaccato e clamoroso proprio la precisa e determinatissima volontà di entrare nella disputa elettorale.

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SCUOLA MATERNA “PARROCCHIALE”: EQUITÀ E TRASPARENZA

Cliccare sull'immagine per scaricare il Volantino

di Giambattista Maiorano

Il Commissario di Governo ha annullato la convenzione del 1983 e drasticamente ridotto il contributo di soldi pubblici da oltre 550.000 euro/anno a 200.000. Il Comitato Genitori definisce la decisione un grave atto discriminatorio dell’Amministrazione Comunale verso le famiglie che frequentano la Scuola Materna “Parrocchiale” e organizza banchetti per la raccolta firme.

Bisogna ricordare, però, che questo è anche il risultato di una scarsa collaborazione da parte dei responsabili della gestione della Materna. Sei anni fa hanno impedito ogni tentativo di modificare e aggiornare la convezione, tentativo che aveva lo scopo di renderla legalmente valida ed economicamente più equa.

È fuori discussione il nostro giudizio positivo sulla funzione pubblica e sussidiaria storicamente svolta dalla Materna. È fuori discussione che il taglio operato dal Commissario è molto pesante. Ma fare del problema l’argomento di una guerra elettorale è da irresponsabili. Chiedere impegni preventivi senza conoscere le reali poste di bilancio è da irresponsabili.

COSA FARÒ SE DIVENTERÒ SINDACO DI BUCCINASCO?

  • Rifiuterò le posizioni ideologiche sia di chi vuole che nulla cambi sia di chi non riconosce la funzione “pubblica” che svolge la Scuola Materna.
  • Renderò la convenzione giuridicamente ineccepibile.
  • Aprirò un tavolo negoziale per riconsiderare le scelte del Commissario, perché sia garantito ai bambini iscritti e residenti a Buccinasco un contributo definito sulla base delle capacità di reddito della famiglia e compatibilmente con la situazione del bilancio comunale.
  • Chiederò che sia reso chiaro, dettagliato al centesimo, e quindi trasparente per tutti i Cittadini il Bilancio della Scuola Materna. Tutti devono sapere come viene speso il denaro del contribuente.

Lavorerò, anche in collaborazione con i Comuni vicini, perché possa essere ampliata l’offerta pubblica e garantita l’esigenza delle frequenza al maggior numero di bambini possibile.

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SCUOLE MATERNE A BUCCINASCO: GUARDIAMO OLTRE IL NOSTRO ORTICELLO

Roberto Formigoni

di Giambattista Maiorano
Ho già più volte affermato che il problema della Scuola Materna è un problema serio e che mi sta molto a cuore. Parallelamente ho anche affermato che per risolvere il problema occorre tenere conto della realtà, ovvero della totalità dei fattori. Alziamo allora lo sguardo dal fazzoletto di terra in cui siamo radicati e vediamo se riusciamo a contestualizzare quello che accade a Buccinasco inquadrandolo in un orizzonte un po’ più ampio e quindi più intelligente.

In un articolo del Corriere della sera di ieri, 16 febbraio 2012, leggiamo «“Signor ministro, se non cambia il Patto di stabilità tra governo e comuni rischiamo di chiudere le nostre scuole dell’infanzia”, denunciano gli assessori all’Istruzione delle più importanti città italiane. Una chiusura che interesserebbe in futuro almeno 6200 sezioni di scuola materna, 13 mila insegnanti, 145 mila bambini dai 3 ai 6 anni.»
Perbacco, il problema non riguarda solo Buccinasco!
Perdiana, il problema è legato a doppio filo alla questione del patto di stabilità! Una questione che non è nei poteri dei Comuni.
I soldi sono finiti, non ce ne sono più. Ma questo concetto fatica ad entrare nelle orecchie dei cittadini (e anche dei neofiti della politica a caccia di voti), che assumono posizioni rivendicative a prescindere. Che è come dire: “non ci sono più soldi? Me ne frego, voglio quello che voglio punto e basta”. Segue il pestare i piedi e fare i capricci, che nel caso degli adulti assume forme diverse pur essendo sostanzialmente la stessa cosa.
Cittadini, aprite le orecchie, non ci sono più i soldi: «Mercoledì pomeriggio una delegazione di amministratori ha incontrato il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, – leggiamo ancora sul Corriere della Sera – chiedendo un intervento rapido e risolutore per non interrompere un servizio essenziale.» E ancora più oltre «Il problema è che gli enti locali non hanno più risorse finanziarie – spiega Rosa Maria Di Giorgi (Pd), assessore all’Educazione del Comune di Firenze –. Servirebbero 350 milioni annui e le casse municipali non riescono più a far fronte alla richiesta di supplenti in alcuni casi decisivi per garantire l’attività scolastica».

Per risolvere naturalmente ci vuole molta buona volontà, e questa buona volontà deve assolutamente essere in primo luogo quella del Governo nazionale, ricordiamocelo bene, soprattutto quando si va in giro a distribuire colpe e responsabilità di una grave situazione di disagio (al Commissario, per esempio). E qui stendiamo un velo pietoso sul governo che ha preceduto il governo Monti, un governo che ha portato il paese alla rovina, un governo e un Ministro dell’Istruzione che hanno operato scientemente con superficialità ed ignoranza per distruggere la scuola pubblica, un governo che aveva tra i suoi più affezionati elettori chi adesso strepita per i disagi della scuola materna.

E la Regione, che fa la Regione? In nome dell’ormai famoso principio “realtà secondo la totalità dei fattori” prendiamo in considerazione anche la regione. La Regione Lombardia del cattolicissimo Roberto Formigoni toglie i soldi, riduce brutalmente se non azzera il contributo alla scuola materna. Per Buccinasco ha forse pensato il cattolicissimo Presidente “tanto, ci deve pensare il Comune”, come recita la convenzione disdetta, ma valida sino al 31 agosto prossimo.
I “comunisti” (ovviamente si fa per dire) emiliani fanno invece esattamente il contrario. Sul sito della Regione Emilia Romagna leggiamo che per fare fronte al disagio creato dai tagli «Con un primo finanziamento straordinario di 700mila euro, approvato dalla giunta e destinato alla scuola dell’infanzia statale, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di intervenire a sostegno delle autonomie scolastiche e dei territori». A questo poi seguirà altro: «Con un successivo finanziamento – che sarà deliberato entro dicembre – verranno impegnate le risorse ordinariamente previste per le scuole paritarie comunali e paritarie private che hanno sottoscritto apposite intese con la Regione, per qualificare e migliorare il sistema integrato d’istruzione».

È troppo chiedere ai cittadini di fare anche al cattolicissimo Roberto Formigoni qualche domanda? Oppure lui no, lui non si tocca, lui in questo non c’entra.
Per esempio ecco alcune domande che si potrebbero fare al signor Governatore:

1) Nel bilancio 2011 erano previsti 8.100.000 di euro per le scuole materne. Come mai nel bilancio preventivo del 2012 lo stanziamento è pari a 0 (zero)?

2) Come mai all’azzeramento di questi fondi hanno posto parzialmente rimediol’UDC e il PD che con un ordine del giorno comune hanno vincolato la Giunta regionale a riservare a questa partita gli eventuali avanzi di bilancio?

Caspita! Molto peggio del Commissario Iacontini! Insomma, al 30 giugno in sede di approvazione di bilancio, grazie a UDC-PD forse qualche euro andrà a finire per finanziare le materne.
Domanda: quanti dei genitori della scuola materna parrocchiale hanno votato Roberto Formigoni alle ultime elezioni regionali? Alzare la mano e prendersi delle responsabilità per piacere.

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