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LA CITTÀ SALUTA DON MAURIZIO BRAGA

Il Parroco Don Maurizio Braga con il Sindaco Giambattista Maiorano

Ieri mattina l’ingresso ufficiale del nuovo parroco di Maria Madre della Chiesa e Romano Banco. In piazza San Biagio il saluto del sindaco Giambattista Maiorano: “Don Maurizio, ben arrivato. Trova una città che ha voglia di riscatto. Una città seria, laboriosa, che non ha paura di guardare con fiducia e speranza al suo futuro, una città ricca di reti solidali e di un virtuoso associazionismo che guarda oltre l’orizzonte”.

Buccinasco (22 ottobre) – Tutta la comunità ad attenderlo in piazza San Biagio, la banda musicale, il gonfalone del Comune e la Polizia locale in alta uniforme. Insieme ai sacerdoti, al decano e alle più alte cariche cittadine: primo fra tutti il sindaco Giambattista Maiorano, in fascia tricolore ad accogliere, visibilmente emozionato, il nuovo parroco don Maurizio Braga arrivato in auto insieme ad alcuni fedeli della parrocchia dopo l’ingresso dalla porta della città.

Don Maurizio è stato chiamato dal vescovo, card. Angelo Scola a guidare le comunità di Maria Madre della Chiesa e Romano Banco: nato a Cuggiono, proviene dalla Comunità pastorale “Madonna di Lourdes” (parrocchie di Cascina Restelli, Cirimido, Limido Comasco e Lurago Marinone) che ha guidato come parroco dal 2008, dopo l’attività di decano ad Appiano Gentile. A lui toccherà il compito di raccogliere l’eredità di don Giovanni e don Silvano, guidando le due vivaci comunità parrocchiali di Buccinasco.

“Sono qui, siamo qui come Amministrazione – ha detto il primo cittadino – perché la realtà istituzionale che rappresento intende esprimere doverosamente il suo cordiale benvenuto a don Maurizio quale espressione autentica di una componente fondamentale nel contesto delle presenze che animano ed abitano questa città. Un’espressione rilevante e significativa che bene esprime la vivacità non solo culturale e di fede, ma l’impegno a fare del bene comune l’obiettivo della sua azione”.

Il sindaco ha ricordato come dopo la scuola, le parrocchie costituiscano la più importante agenzia educativa e formativa del territorio e siano protagoniste nel campo dell’azione sociale attraverso miriadi di iniziative e l’opera svolta dai numerosissimi volontari che fanno della gratuità la ragione del loro impegno ed in questo realizzano quel principio di sussidiarietà assurta non casualmente a rango costituzionale.

Maiorano però non ha nascosto le difficoltà di Buccinasco ma anche il desiderio e l’impegno dei cittadini: “Don Maurizio, ben arrivato. Trova una città che fa fatica a scrollarsi di dosso quel vestito macchiato che la presenza malavitosa di gruppi organizzati è riuscita da tre decenni a determinare e a farci assurgere tante volte al disonore delle cronache nazionali. Trova una città che non è esente da fenomeni corruttivi che hanno costretto Buccinasco alla vergogna e soggetta al controllo e all’intervento della magistratura causando la caduta di un’Amministrazione. Tutto ciò è vero e non possiamo nasconderlo a noi stessi. Tuttavia, Lei non trova una città rassegnata. Trova invece una città che ha voglia di riscatto. Trova una città laboriosa, seria, determinata ad uscirne con la fronte alta ed in piedi. Trova una città che desidera ritornare alla tranquillità nei suoi rapporti e che non ha paura di guardare con fiducia e speranza al suo futuro. Trova una città ricca di reti solidali e di un virtuoso associazionismo che guarda oltre l’orizzonte”.

Il sindaco ha quindi sottolineato come Amministrazione, Chiesa e società civile insieme debbano far rivivere quotidianamente la cultura della legalità “come espressione più propria a fondamento del nostro quotidiano per sconfiggere furbizia e arroganza”. L’Amministrazione ha fatto proprio questo percorso, ponendolo come premessa del suo programma: “Non spero, sono certo che tutti ci si vorrà impegnare. In particolare lo farà la Chiesa memore dell’assoluta adesione ad un progetto alto come ci ricorda il convegno di Palermo “Educare alla Legalità” e le tante, tantissime iniziative che proprio il mondo cattolico ha espresso e sa esprimere lasciando spesso sul campo i suoi martiri come un don Diana e don Puglisi o un laico come Livatino”.

“Il da fare non manca – ha concluso il sindaco – Auguri, buon lavoro e buon viaggio a Buccinasco, don Maurizio”.

 Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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IL SINDACO SALUTA DON MAURIZIO BRAGA

L’arrivo di Don Maurizio Braga in Piazza San Biagio. Lo accoglie il Sindaco Giambattista Maiorano

In occasione dell’ingresso ufficiale del nuovo Parroco Don Maurizio Braga nella Parrocchia Maria Madre della Chiesa, si è svolta la cerimonia alla presenza delle autorità cittadine. Riportiamo il testo integrale del Sindaco.

[di Giambattista Maiorano] Più volte mi sono chiesto nei giorni passati cosa dire in questa occasione e se l’essere io credente e praticante non confligesse con l’essere contemporaneamente al vertice di un’istituzione periferica dello Stato per sua natura eminentemente laica.
Se ben ricordo è la prima volta nei 32 anni di residenza a Buccinasco, che capiti la presa di possesso di un nuovo parroco e la contestuale presenza di un numero così cospicuo di amministratori comunali. Se questo non vuole essere letto come il rinverdire una vecchia rappresentazione che vede il sindaco, il prete ed il maresciallo dei carabinieri la troica del potere locale, le ragioni devono ben essere altre.
Per sciogliere dubbi e perplessità ho cercato di farmi guidare dalla motivazione che spiega e rafforza in me la convinzione della compatibilità tra l’esercizio della fede agita e l’amministrare una comunità vasta e pluralisticamente articolata quale è la realtà di un Comune.
Due le fonti principali che mi spingono a dire che non è solo possibile, ma è preferibile, se non una grazia, agire nella duplice felice condizione che permette lo scoprire diversi punti di contatto che reciprocamente si alimentano.
Intanto l’ammonimento evangelico del “dare a Cesare quello che è di Cesare ed a Dio ciò che è di Dio”. Cos’è se non il riconoscimento di due piani tra loro ben distinti in cui il primo si dedica all’organizzazione dei rapporti umani attraverso lo strumento della democrazia ed il secondo preannuncia il discorso escatologico nel quale si conferma il vivere dopo la morte?
Per secondo mi aiuta, a cinquant’anni dalla sua celebrazione, il Concilio Vaticano ed in particolare le sollecitazioni raccolte nella Lumen Gentium e nella Gaudium et Spes.
E quindi, sono qui, siamo qui come Amministrazione perché la realtà istituzionale che rappresento intende esprimere doverosamente il suo cordiale benvenuto a don Maurizio quale espressione autentica di una componente fondamentale nel contesto delle presenze che animano ed abitano questa città. Un’espressione rilevante e significativa che bene esprime la vivacità non solo culturale e di fede, ma l’impegno a fare del bene comune l’obiettivo della sua azione. Non è indifferente, ma rilevante la sua funzione. Nessuno può disconoscere che dopo la scuola, le parrocchie costituiscono la più importante agenzia educativa e formativa del territorio, come nessuno è tanto cieco dal sottovalutare l’attenzione particolare nel campo dell’azione sociale attraverso la miriade delle sue iniziative. Notevole e da tutti riconosciuto è l’opera svolta dai numerosissimi volontari che fanno della gratuità la ragione del loro impegno ed in questo realizzano quel principio di sussidiarietà assurta non casualmente a rango costituzionale.
In questo quadro c’è nei fatti un orizzonte vocazionale che rende simili, pur nella diversità delle funzioni e delle competenze, l’Amministrazione Comunale, la Chiesa e tutti gli altri soggetti istituzionali e sociali verso l’unico destino della costruzione del bene comune e della realizzazione possibile della “città dell’uomo” come ben ci richiamava un grande pensatore e uomo di cultura quale Giuseppe Lazzati.
Non c’è dicotomia tra il dovere di corresponsabilità a cui sono chiamati i laici nel rapporto tra le diverse componenti del tessuto ecclesiale indicato nella Lumen Gentium e l’invito pressante allo stesso laicato di partecipazione attenta ed autonoma nella gestione e realizzazione del “bene comune” con tutti gli uomini di buona volontà come ci suggerisce la Gaudium et Spes.
Ciò non significa non trovarsi talvolta in conflitto tra il proprio orizzonte valoriale e le scelte che le varie istituzioni se non direttamente il popolo effettuano. Inefficace sarebbe ogni guerra di religione. Ritengo invece che le scelte democraticamente decise vanno laicamente rispettate, non necessariamente condivise e fatte proprie, come ritengo che ai cattolici spetta in primo luogo la testimonianza personale che rende vero il valore in cui dicono di credere e l’impegno ad essere fermento culturale necessario a modificare comportamenti e convinzioni che privilegiano l’affermazione dell’individualismo rispetto al personalismo quale elemento di crescita complessiva e solidale della comunità. Ai cattolici non può infatti sfuggire di trovarsi in una condizione di minorità nel nostro Paese e che la fase crociana del “non si può non dirsi cristiani”, come la conta sul libro dei battesimi, è ampiamente superata. Si è cristiani, si è cattolici per scelta di fede maturata all’interno dell’ampiezza di un’offerta culturale che va riconosciuta chiedendo ed offrendo reciprocamente rispetto.
Per questo, da credente, credo indispensabile raccogliere l’invito più volte fattoci dal card. Martini ad uscire con discernimento dalla nostra tranquillità, dalla nostra pigrizia, dalla nostra tiepidezza se non indifferenza e spostare i paletti della tenda per impegnarci di più ed in modo consapevole e competente lì dove si formano e si prendono le decisioni che valgono per tutti. Solo così la politica, intesa come servizio e contributo delle parti a realizzare il bene comune, potrà avere respiro e riacquistare quella credibilità perduta che neppure le preghiere che spesso innalziamo nelle nostre chiese prima dell’offertorio riescono a farcela percepire come utile negando ad essa il valore di atto di carità come ben ammoniva Paolo VI°.
Don Maurizio, ben arrivato. Trova una città che fa fatica a scrollarsi di dosso quel vestito macchiato che la presenza malavitosa di gruppi organizzati è riuscita da tre decenni a determinare e a farci assurgere tante volte al disonore delle cronache nazionali. Trova una città che non è esente da fenomeni corruttivi che hanno costretto Buccinasco alla vergogna e soggetta al controllo e all’intervento della magistratura causando la caduta di un’Amministrazione. Tutto ciò è vero e non possiamo nasconderlo a noi stessi. Tuttavia, Lei non trova una città rassegnata. Trova invece una città che ha voglia di riscatto. Trova una città laboriosa, seria, determinata ad uscirne con la fronte alta ed in piedi. Trova una città che desidera ritornare alla tranquillità nei suoi rapporti e che non ha paura di guardare con fiducia e speranza al suo futuro. Trova una città ricca di reti solidali e di un virtuoso associazionismo che guarda oltre l’orizzonte.
Una via che tutti abbiamo l’obbligo di condividere e percorrere insieme: Amministrazione, Chiesa, società civile nell’impegno a far rivivere quotidianamente la cultura della legalità come espressione più propria a fondamento del nostro quotidiano per sconfiggere furbizia e arroganza.
L’Amministrazione è impegnata, ha fatto proprio questo percorso. Lo ha posto come premessa al suo programma. Non spero, sono certo che tutti ci si vorrà impegnare. In particolare lo farà la Chiesa memore dell’assoluta adesione ad un progetto alto come ci ricorda il convegno di Palermo “Educare alla Legalità” e le tante, tantissime iniziative che proprio il mondo cattolico ha espresso e sa esprimere lasciando spesso sul campo i suoi martiri come un don Diana e don Puglisi o un laico come Livatino.
E’ questo un ulteriore campo che ci vede marciare gli uni accanto agli altri e sono fiero di poter rendere ogni disponibilità di questa Amministrazione perché insieme si colgano gli obiettivi che rendono una città una città da vivere.
Il da fare non manca. Auguri, buon lavoro e buon viaggio in Buccinasco, don Maurizio.

Don Giovanni e il Sindaco Maiorano

Don Giovanni e il Sindaco Maiorano

Don Giovanni saluta l'arrivo di Don Maurizio

Don Giovanni Maculan saluta l’arrivo di Don Maurizio Braga.
Don Giovanni, Parroco dal 1977 al 2010 della Parrocchia Maria Madre della Chiesa

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