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CITTA’ METROPOLITANA: INTERVISTA AL SINDACO

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MAIORANO AI SINDACI DELLA ZONA: COMINCIAMO INSIEME A FARE LA CITTÀ METROPOLITANA

Sindaco MaioranoAI SINDACI DI CORSICO, CESANO BOSCONE, TREZZANO SUL NAVIGLIO, ASSAGO, CUSAGO

Gentili Colleghi,

l’esperienza di questi primi nove mesi da sindaco mi ha insegnato che le difficoltà dei nostri Comuni non sono poi così diverse dal resto di tutte le altre comunità locali. Per certi aspetti, anzi, la conurbazione e la contiguità dei nostri territori rendono più urgente il dovere di affrontare percorsi e ricercare soluzioni che in ogni caso saremmo costretti ad individuare a fronte dell’istituzionalizzazione della Città Metropolitana, che, seppur accantonata temporaneamente, resta il traguardo da tagliare con il 1° gennaio del 2014: soltanto poco più di dieci mesi.

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Ciascuno di noi si confronta quotidianamente con termini quali efficacia, efficienza, economicità dell’azione amministrativa. Ciascuno di noi misura la propria capacità finanziaria confidando nella salvaguardia dei propri equilibri e nel rispetto del patto di stabilità. Ciascuno di noi verifica mese dopo mese, anno dopo anno come sempre più problematica stia diventando la possibilità di garantire alla propria comunità un decente standard di servizi sia in termini qualitativi che quantitativi.

Gli sforzi sono certamente notevoli e lodevoli. Ma la sola volontà non basta a rendere certa la prospettiva soprattutto se singolarmente dovessimo coltivare l’autosufficienza delle nostre autonomie e insieme rinunciare a fruire di positive sinergie che la gamma dei servizi erogati indubbiamente consiglia al fine di eliminare costi e conseguire risparmi che meglio potrebbero essere destinati.

Non mi permetto in questa fase farne un’esaustiva elencazione. Ne accenno soltanto ad un paio che mi sembrano più evidenti ed immediati da conseguire con vantaggi economici indiscutibili per ciascuno dei nostri enti e ricadute positive sull’intera popolazione.

Mi riferisco per esempio ad un nuovo modello di gestione delle forze di polizia locale e non soltanto all’auspicata convenzione per il pattugliamento notturno o alla semplice collaborazione tra i diversi corpi o allo scambio doveroso di informazioni tra essi. Nel caso si potrebbe convenire sulla realizzazione di un’unica centrale operativa in grado di convogliare al suo interno una banca dati complessiva, di fornire servizi analoghi ed in linea con le più moderne strumentazioni, di monitorare l’intero territorio garantendo il collegamento con le unità e gli equipaggi che lo presidiano. Non mi nascondo le problematiche organizzative che un nuovo assetto di tipo consortile comporta. Ma è evidente che se c’è una comune volontà politica si superano anche quelle difficoltà apparentemente insormontabili. Siamo, per altro, nel campo della sicurezza che credo ciascuno sperimenta come una delle richieste più fortemente presenti nella nostra popolazione.

Un secondo campo potrebbe essere un’efficace riorganizzazione dei nostri uffici del personale. Non si tratta di svuotamento dei servizi. Si tratta invece di razionalizzarne le funzioni e mettere a fattore comune quelle attività, come la gestione amministrativa delle posizioni e l’erogazione degli stipendi al personale e gli emolumenti agli amministratori. In sostanza un unico centro di costo anziché tanti quanto i comuni ferma restando la necessità del permanere di quelle funzioni di assistenza e consulenza presso i singoli enti.

Sono certo, cara collega e cari colleghi, che una disamina congiunta di queste problematiche non può non trovarci d’accordo al di là delle caratterizzazioni politiche di ciascuna delle nostre amministrazioni. La nostra funzione istituzionale ci impone il superamento delle etichette per il bene collettivo.

La discussione, proprio nella prospettiva della Città Metropolitana, non potrà che allargarsi all’uso dei nostri territori. Diverse infatti sono le nostre peculiarità che vanno però integrate nel quadro delle più ampie compatibilità ambientali e della valorizzazione del Parco Agricolo Sud Milano.

A Buccinasco abbiamo operato scelte urbanistiche che vanno nella direzione della salvaguardia e della non compromissione del nostro territorio, come compensazione più complessiva di quelli a noi confinanti riferita a quanto di urbanizzato ha determinato lo sviluppo nei precedenti decenni dei nostri Comuni. Lo riteniamo un bene da condividere e a disposizione di tutti.

Da ciò nasce l’inevitabile necessità di un maggiore e più efficace coordinamento sullo sviluppo razionale della rete di trasporti e delle infrastrutture a supporto.

Sono tanti gli argomenti che ne scaturiscono. Non per ultimo, anzi ne è premessa, l’ovvio dovere di impostare il lavoro su una chiara e trasparente piattaforma di assoluta legalità.

Auspico la massima adesione a questo invito che comunque intendo sviluppare con chiunque vorrà assecondarlo. Una volta raccolto il vostro consenso, diciamo nel giro di non oltre un mese dalla data della presente, potremo congiuntamente dar vita ad un incontro di approfondimento come inizio di un percorso che mi auguro veda tutti noi attori disponibili.

Mi è gradita l’occasione per porgere a ciascuno di Voi il mio ringraziamento, stima e cordialità.

Giambattista Maiorano

Sindaco di Buccinasco

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BUCCINASCO NELLA CITTA’ METROPOLITANA: TRA SOGNO E REALTA’

di Giambattista Maiorano
È da tempo che viene evocato un nuovo assetto istituzionale per le aree urbane delle grandi città. Il concetto rischia di divenire persino logoro di fronte alle lungaggini e alla trascuratezza del legislatore, mentre è evidente tutta una serie di problemi possono trovare una soluzione sensata ed economicamente sostenibile solo se trattati su aree che vanno oltre i confini municipali. I vecchi caselli daziari non imprigionano l’inquinamento come non fermano la mobilità e ogni decisione autonoma porta inevitabilmente scompiglio in un territorio più vasto. Basta osservare le ripercussioni sull’area metropolitana dell’istituzione dell’Area C a Milano.
Milano non è più solo Milano. Milano è Corsico, Milano è Buccinasco, Cesano Boscone, Sesto San Giovanni, Bresso, Cinisello, è una lunga lista di Comuni limitrofi che con il Capoluogo non hanno alcuna soluzione di continuità. La conurbazione ha cancellato gli elementi e i segni di distinzione geografica, e di passare da un comune all’altro ti accorgi solo perché lo segnala un cartello.
È quindi urgente la necessità di completare quanto già la legge 142 dell’8 giugno 1990 aveva previsto e che le gelosie e più spesso la voglia di dominio egemonico del Capoluogo e delle istanze superiori, Provincia e Regione, hanno volutamente accantonato.
Oggi possiamo e dobbiamo recuperare il tempo perduto agendo politicamente con coraggio, anticipando, là dove è già possibile, misure che permettano economie di scala e il superamento di inutili sprechi. È già possibile una gestione associata di servizi, sapendo di rinunciare a quote di potere, a un arcaico autonomismo municipale utile magari a conservare assurdi campanilismi, ma che non possono farci dimenticare, per esempio, la realtà, di una sequenza di abitazioni che sono sul lato destro in territorio di Buccinasco e sul lato sinistro di Corsico.
C’è a Milano un cambio di passo dopo un ventennio di governo di centrodestra. Grazie alle aperture della giunta Pisapia, Milano non perpetua il concetto feudale di concedere o negare a piacere a valvassori e valvassini (l’hinterland) privilegi. Chiede ed esige giustamente di sedere al tavolo insieme alle altre amministrazioni perché insieme si trovi il bandolo della matassa che nessuno è in grado da solo di sbrogliare. Noi lo faremo nell’assoluta consapevolezza di un comune destino.
Parlavamo di inquinamento e mobilità, ma lo stesso discorso vale più in generale per l’ambiente, vale per i rifiuti, vale per l’acqua, per il teleriscaldamento, vale per la tutela della salute… Non di meno il discorso vale quando si tratta di disegnare lo sviluppo della città per salvaguardare accettabili livelli di vita. Proporsi l’obiettivo del non consumo di nuovo suolo e valorizzare le peculiarità ambientali di cui si dispone può allora diventare l’investimento più efficace non solo per gli abitanti di Buccinasco, ma per l’intera area metropolitana e oltre.
Il Parco Agricolo Sud Milano resta il più valido polmone ed elemento strategico di ossigenazione dell’area metropolitana. Allora si deve fare tutto il possibile perché venga preservata tanto un’agricoltura di qualità, insieme al tradizionale coltura del foraggio, quanto la presenza di un prezioso patrimonio zootecnico. L’obiettivo non può non diventare obiettivo comune dell’intera città metropolitana, e ogni sforzo deve essere compiuto perché avvenga quel necessario salto culturale prima che sia troppo tardi.
Anche i sogni devono avere un respiro più largo e la città metropolitana invitata a prendersene cura. Superate le difficoltà contingenti, c’è nel cassetto, per esempio, la realizzazione di un centro polifunzionale dove associazionismo, terzo settore commerciale e commercio, operatori agricoli ed esperienze agricole d’eccellenza, cultura e ricerca universitaria s’incontrino e si fecondino scambiandosi bisogni, domande, esperienze, buone pratiche e soluzioni. Potrebbe essere, perché no, proprio in prossimità del Parco, a Buccinasco, come una porta di ingresso e di scambio dell’intera città metropolitana sul parco. È una iniziativa che non faticherebbe a entrare a pieno titolo nel quadro di una Expo 2015 dedicata al tema del “nutrire il pianeta”.
Ma città metropolitana non significa trasformare in periferie le molte e differenti identità locali, le soggettività dei Comuni, le comunità con le loro storie e le loro particolarità e specificità. Ed è qui che c’è spazio per un altro sogno, un sogno che nasce dall’idea, o meglio dall’ideale, di una città metropolitana policentrica e non monocetrica: dare un’anima definita, un’identità, un punto d’incontro dei cittadini attraverso la realizzazione di una “centro” che segni la capacità di ritrovarsi e di socializzare dei buccinaschesi vecchi e nuovi.
Tutto può diventare realtà. Ne parleremo più specificatamente nell’organizzare e definire lo sviluppo urbanistico. Ma tutto può diventare più semplice e meno complicato se il desiderio viene condiviso, fatto proprio e “goduto” anche dai vicini.

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