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BUCCINASCO NELLA CITTA’ METROPOLITANA: TRA SOGNO E REALTA’

di Giambattista Maiorano
È da tempo che viene evocato un nuovo assetto istituzionale per le aree urbane delle grandi città. Il concetto rischia di divenire persino logoro di fronte alle lungaggini e alla trascuratezza del legislatore, mentre è evidente tutta una serie di problemi possono trovare una soluzione sensata ed economicamente sostenibile solo se trattati su aree che vanno oltre i confini municipali. I vecchi caselli daziari non imprigionano l’inquinamento come non fermano la mobilità e ogni decisione autonoma porta inevitabilmente scompiglio in un territorio più vasto. Basta osservare le ripercussioni sull’area metropolitana dell’istituzione dell’Area C a Milano.
Milano non è più solo Milano. Milano è Corsico, Milano è Buccinasco, Cesano Boscone, Sesto San Giovanni, Bresso, Cinisello, è una lunga lista di Comuni limitrofi che con il Capoluogo non hanno alcuna soluzione di continuità. La conurbazione ha cancellato gli elementi e i segni di distinzione geografica, e di passare da un comune all’altro ti accorgi solo perché lo segnala un cartello.
È quindi urgente la necessità di completare quanto già la legge 142 dell’8 giugno 1990 aveva previsto e che le gelosie e più spesso la voglia di dominio egemonico del Capoluogo e delle istanze superiori, Provincia e Regione, hanno volutamente accantonato.
Oggi possiamo e dobbiamo recuperare il tempo perduto agendo politicamente con coraggio, anticipando, là dove è già possibile, misure che permettano economie di scala e il superamento di inutili sprechi. È già possibile una gestione associata di servizi, sapendo di rinunciare a quote di potere, a un arcaico autonomismo municipale utile magari a conservare assurdi campanilismi, ma che non possono farci dimenticare, per esempio, la realtà, di una sequenza di abitazioni che sono sul lato destro in territorio di Buccinasco e sul lato sinistro di Corsico.
C’è a Milano un cambio di passo dopo un ventennio di governo di centrodestra. Grazie alle aperture della giunta Pisapia, Milano non perpetua il concetto feudale di concedere o negare a piacere a valvassori e valvassini (l’hinterland) privilegi. Chiede ed esige giustamente di sedere al tavolo insieme alle altre amministrazioni perché insieme si trovi il bandolo della matassa che nessuno è in grado da solo di sbrogliare. Noi lo faremo nell’assoluta consapevolezza di un comune destino.
Parlavamo di inquinamento e mobilità, ma lo stesso discorso vale più in generale per l’ambiente, vale per i rifiuti, vale per l’acqua, per il teleriscaldamento, vale per la tutela della salute… Non di meno il discorso vale quando si tratta di disegnare lo sviluppo della città per salvaguardare accettabili livelli di vita. Proporsi l’obiettivo del non consumo di nuovo suolo e valorizzare le peculiarità ambientali di cui si dispone può allora diventare l’investimento più efficace non solo per gli abitanti di Buccinasco, ma per l’intera area metropolitana e oltre.
Il Parco Agricolo Sud Milano resta il più valido polmone ed elemento strategico di ossigenazione dell’area metropolitana. Allora si deve fare tutto il possibile perché venga preservata tanto un’agricoltura di qualità, insieme al tradizionale coltura del foraggio, quanto la presenza di un prezioso patrimonio zootecnico. L’obiettivo non può non diventare obiettivo comune dell’intera città metropolitana, e ogni sforzo deve essere compiuto perché avvenga quel necessario salto culturale prima che sia troppo tardi.
Anche i sogni devono avere un respiro più largo e la città metropolitana invitata a prendersene cura. Superate le difficoltà contingenti, c’è nel cassetto, per esempio, la realizzazione di un centro polifunzionale dove associazionismo, terzo settore commerciale e commercio, operatori agricoli ed esperienze agricole d’eccellenza, cultura e ricerca universitaria s’incontrino e si fecondino scambiandosi bisogni, domande, esperienze, buone pratiche e soluzioni. Potrebbe essere, perché no, proprio in prossimità del Parco, a Buccinasco, come una porta di ingresso e di scambio dell’intera città metropolitana sul parco. È una iniziativa che non faticherebbe a entrare a pieno titolo nel quadro di una Expo 2015 dedicata al tema del “nutrire il pianeta”.
Ma città metropolitana non significa trasformare in periferie le molte e differenti identità locali, le soggettività dei Comuni, le comunità con le loro storie e le loro particolarità e specificità. Ed è qui che c’è spazio per un altro sogno, un sogno che nasce dall’idea, o meglio dall’ideale, di una città metropolitana policentrica e non monocetrica: dare un’anima definita, un’identità, un punto d’incontro dei cittadini attraverso la realizzazione di una “centro” che segni la capacità di ritrovarsi e di socializzare dei buccinaschesi vecchi e nuovi.
Tutto può diventare realtà. Ne parleremo più specificatamente nell’organizzare e definire lo sviluppo urbanistico. Ma tutto può diventare più semplice e meno complicato se il desiderio viene condiviso, fatto proprio e “goduto” anche dai vicini.

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