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Archivio per 12 settembre 2012

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SOCCI, QUANTO SCOCCI!

http://vortolina.wordpress.com/  settembre 6, 2012

di VINCENZO ORTOLINA

E così, Antonio Socci, l’ormai noto, esagitato intellettuale cattolico piuttosto caro a “Cielle” e più in generale alla destra, ha osato impartire, su un quotidiano guarda caso berlusconiano, una lezione di teologia morale, se così si può dire, nientemeno che al cardinale Martini appena morto, sostanzialmente ritenuto, dal saccente inquisitore, una sorta di “eretico”. Meritevole allora, più che altro, della sua pietà («spero che il cardinale abbia conservato la fede fino alla fine», termina il suo pezzo. lo … spudorato!).

«Martini ha sempre cercato l’applauso del mondo, ha sempre carezzato il potere e cioè la mentalità dominante», proclama il suddetto, che evidentemente ha conosciuto assai meno di quanto creda la sua “vittima”. «Con le sue idee ha sconcertato e confuso i semplici cattolici», insiste il “nostro”.  Peggio: col tripudio dei “media” più anticattolici e ostili a Gesù Cristo, ha fatto, in particolare, «il controcanto puntuale all’insegnamento dei Papi e della Chiesa», sentenzia il Torquemada di “Libero”. Al quale riesce evidentemente difficile spiegare come sia possibile che il cardinale in questione abbia “rischiato” di diventare, proprio lui, il Papa, nell’ultimo conclave. Bastava, forse, che avesse desiderato davvero sino in fondo «essere portato in trionfo», per usare una frase del “nostro”.

Quali sarebbero, in ogni caso, le colpe (i “delitti”?) dell’arcivescovo di Milano in questione? Giusto quelli acclamati dal quotidiano laicista “La Repubblica”, dice Socci: l’aver affermato (cosa non vera, peraltro, detta così) l’equivalenza di tutte le religioni, l’aver dialogato – horribili dictu – con l’Islam, e, a riguardo dei problemi più squisitamente “morali”, non aver mai condannato l’eutanasia, l’aver detto “si” – udite, udite – al preservativo, l’essersi mostrato possibilista (pur se strenuo difensore del “matrimonio tradizionale”, ma questo Socci non l’ha ricordato) in tema di riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto.

Anàtema sit”, pertanto, contro il cardinale biblista, o almeno contro la sua “dottrina” (espressa peraltro in «massime terribilmente banali», come le definisce, senza vergognarsi, il giornalista). Martini, uomo debole in tema di fede, maramaldeggia l’intellettuale cattolico (?) reazionario, incapace di affrontare con la debita forza i demolitori dei “dogmi”. Un uomo di Chiesa dimentico della profezia di Paolo, il quale aveva preconizzato che «verranno giorni in cui non si sopporterà più la sana dottrina ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità, per volgersi alle favole».

Da cattolico, a me viene da considerare, con un filo di nausea, che questo Socci, probabilmente nostalgico delle stesse “Crociate”, è rimasto fermo, sul piano teologico, ai tempi del concilio di Trento e della relativa, mortificante teologia morale “casistica”, a una concezione del “dogma” (inteso come asserto indiscutibile e non, invece, quale strumento d’interpretazione del misterioso evento della “auto rivelazione” di Dio all’umanità) decisamente riduttivo.

Non osi, allora, questo “neoteologo” di complemento, fare da maestro a nessuno.  Tantomeno, ovviamente, al “grande” Carlo Maria Martini.

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