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Archivio per 12 marzo 2012

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LEGALITA’ E SVILUPPO

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di Giambattista Maiorano – 

Il primo capitolo del nostro programma è dedicato alla legalità. Legalità in tutti i sensi e non solo come richiamo alla storia più o meno recente che pesa come un macigno su Buccinasco e ha reso famosa la nostra città alle cronache nazionali e internazionali. A quella storia è doveroso mettere argine ed erigere un baluardo perché non si ripeta e perché non macchi più la nostra immagine di cittadini per bene.

Male ha fatto la Giunta Cereda a sottovalutare gli effetti dirompenti di una presenza invisibile ma profondamente invasiva. Malissimo l’aver dato l’impressione che avessimo a che fare con fesserie e banalità senza importanza, utili solo ad infangare il nostro buon nome. Le cronache giudiziarie di questi ultimi tre/quattro anni ci raccontano una storia diversa e ci impongono la massima allerta. Dagli atti emerge in modo chiaro il condizionamento esercitabile sul potere politico locale e sulla struttura amministrativa. Non solo schizzi di fango, ma qualcosa di più serio ha eroso la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni politiche locali.

La stessa rovinosa caduta di Cereda & C., pur non direttamente collegata alla presenza della ‘ndrangheta, manifesta una grave caduta del senso di responsabilità e denota un tarlo che rode la cultura amministrativa, uno stile amministrativo che porta a immaginare di poter agire a prescindere dalle regole e dall’etica nella gestione della cosa pubblica, e a rendere normale ciò che normale non è, né può esserlo. È normale la pratica corruttiva? È normale svolgere un ruolo di mediazione in un’operazione che vede impegnato il Comune con un privato? La giustizia faccia il suo corso. Non ci vorrà molto per sapere.

La legalità non è quella medaglia da appuntarsi al petto nelle manifestazioni pubbliche. O, quantomeno, non è solo questo. Traduco la legalità come la capacità di riportare al rispetto scrupoloso delle regole in tutta una serie di comportamenti ed azioni che fanno normale il vivere quotidiano. Nella vita privata e in quella pubblica. Nella pubblica più ancora che nella privata poiché in ballo non c’è il destino di uno ma quello di tanti, di tutti.

E quindi che senso dare alla parola legalità?

È legalità riportare serenità a un ambiente scosso, recuperare la fiducia del cittadino, ridare credibilità alle istituzioni politiche, senza la quale ogni sforzo comporta doppia fatica.

È legalità perseguire l’obiettivo di una credibile autorevolezza della politica smettendo di delegittimare l’avversario con la diffamante maldicenza, il becero pregiudizio e la calunnia sistematica.

È legalità considerare l’opposizione politica non come un ostacolo che fa perdere tempo, ma un insieme rappresentativo in grado di formulare proposte che, una volta vagliate, qualora dovessero dimostrarsi utili vanno non solo considerate, ma fatte proprie dalla maggioranza ed adottate.

È legalità il rispetto della norma che indica funzioni e ruoli nella definizione degli indirizzi propri della politica e la responsabilità della gestione propria dell’apparato burocratico.

È legalità per il Sindaco e la Giunta l’affrancarsi dalla tentazione di rappresentare solo qualcuno quando hanno il dovere di amministrare e parlare in nome e per conto di tutta la città.

È legalità auspicare e puntare sulla riappropriazione degli spazi pubblici da parte dei cittadini.

È legalità non guardare dall’altra parte per non pretendere lo scontrino al negozio piuttosto che al mercato, la fattura dal dentista o la ricevuta fiscale dall’idraulico.

È legalità non stupirsi di controlli che vorremmo sistematici negli ambienti frequentati da tanti nostri furbi nullatenenti con suv e barche al seguito.

E la lista potrebbe continuare … all’infinito.

Questa è per me il senso della legalità: fondamento di un’ordinata convivenza civile, se vuole essere effettivamente “civile”, e non essere barbarie e sopruso dei forti sui deboli.

Si tratta di riportare Buccinasco alla normalità: facciamolo INSIEME.

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